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Opinione

Class N.3 marzo 2000

PROVOCAZIONI/2

Vedi Mosca e poi ripensaci
Un industriale racconta la sua guerra fredda


Renato Crotti, classe 1921, industriale tessile a Carpi col pallino dell'impegno civile (è stato tra i fondatori del Mulino, a Bologna), non ha mai digerito che i suoi concittadini avessero nella maggioranza l'anima sdoppiata: da una parte operavano per crescere ancora, mentre dall'altra era come se si applicassero a non crescere più e, anzi, a regredire. Prosperavano all'ombra della democrazia liberista ma di fatto, col voto rosso-Urss, e con i voti più fervidi, ne auspicavano il crollo. Certo, loro non avevano visto, a differenza di lui. Leggevano l'Unità, sentivano i comizi del Pci: e tanto gli bastava. Alla fine, Crotti prese il toro per le corna: invitò i filosovietici di Carpi a salire su dei pullman e a visitare, spesati di tutto, quello che ritenevano essere il paradiso.

Furono tre viaggi, in Urss e dintorni: nel 1962, nel '63 e nel '64. In tutto, al ritorno, 38 comunisti su 42 scelsero di non esserlo più: stracciarono la tessera del Pci impostore. Le cronache di quelle spedizioni sofferte, non di molto anteriori alla perestrojka e alla caduta del muro di Berlino, eppure apparentemente remotissime, si trovano nella prima parte del libro di Renato Crotti, Riflessioni per riflettere, intitolata In attesa di un pullman. La seconda parte, Il teorema della padrona di casa e della colf, ne è la naturale appendice: un saggio sulla superiorità dell'economia di mercato nei confronti del sistema produttivo del socialismo reale, che per 70 anni ha millantato di esserne l'alternativa. Per scelta dell'autore il volume, letto in anteprima e plaudito anche da Antonio Fazio e Lamberto Dini, non è in vendita nelle librerie. Può essere richiesto all'Associazione Teorema di Carpi (numero verde 800-215964. Internet: Renatocrotti.com).