ind4.gif (1059 byte)

Opinione


LINA DE LUCA


Gentile Cavalier Crotti,
   tutto è cominciato da un "catenaccio arrugginito". Di lì a trovarsi un nuovo libro (anzi due) fra le mani il passo è stato breve. Casualmente, mi sono trovata di fronte uno degli uomini sapienti della nostra epoca, dalla conversazione affabile, anzi affettuosa, e di un’allegria mentale che scompiglia e travolge.

Così sono andata a leggermi la Sua fatica letteraria con notevole interesse e curiosità. Man mano che la mia lettura andava avanti, la persona diventava sempre più personaggio, e del tutto singolare.

A conclusione mi sono detta: ecco finalmente un libro in cui le parole si incontrano con i fatti. Un libro davvero scritto.

In questa lettera vorrei comunicare, in qualche modo, il piacere di una curiosa lettrice che ritrova in questo libro delle passioni. Lei si racconta, ricorda, descrive, ragiona, senza disprezzi né devozioni. Fa un’accurata analisi. Ma prima ancora di esporre principi di economia di mercato ha voluto raccontarci la Sua storia. Non senza prima averla fatta sedimentare. Ora, da tutte le esperienze della vita si può trovare un messaggio da trasmettere agli altri e tanto, secondo me, è più valido è più forte è più importante se viene trasmesso non in maniera diretta e immediata, ma se viene filtrato attraverso quella che si chiama, in fondo l’arte. E qui c’è un arte del raccontare che Lei Signor Crotti ha saputo usare. Ho trovato in Lei un autore che ha maturato alla perfezione le ragioni che l’hanno indotta a "raccontarsi" e che ha motivato con estrema sicurezza, sotto i colpi dell’esperienza, la determinazione approfondita delle proprie teorie. Quasi che avesse il "dovere" di scrivere per offrire la propria esperienza di vita soprattutto ai giovani. Che sia un capolavoro? Questo non saprei dirlo. A questo proposito penso che il compito di un’opera letteraria sia anche quello di aiutare la comprensione del mondo attraverso i concetti. Concetti che sono stati sviscerati con sapienza, suffragati da esempi, per farsi capire meglio. Attraverso il canale recettivo della semplicità ha cercato di arrivare anche a quelle persone che, come me, non avevano mai letto un libro che tratta di principi di economia perché lo trovavano noioso.

Avverto, leggendola, che ha profuso una grande pazienza per ottenere la migliore chiarezza espositiva possibile. Penso proprio che vi sia riuscito. E riesce soprattutto a suscitare una meditazione. Con il suo libro ci invita a riflettere, ad andare a rivedere. Dove si può anche a correggere. Forse questo è un libro che non ammette giudizi intermedi: vi sono lettori che vi si riconoscono a fondo e che lo sentono come una Bibbia quotidiana, e vi sono lettori che si ritraggono per una forma di idiosincrasia. E’ nella mia convinzione che appartengano a quest’ultima categoria, certamente buona parte degli intellettuali italiani.

Più di 30 anni fa’ decide di organizzare dei viaggi per rovesciare ai nostri occhi, l’immagine cliché di un paese: Tutto questo in polemica costante con i fautori di una visione edulcorata che cercavano invece di occultare una più triste verità.

Mi hanno molto colpito le traversie personali e imprenditoriali che ha dovuto subire, in conseguenza di queste singolari iniziative. Anche se Lei ne parla quasi con un sotto-tono. Ma è un sotto-tono che denota, a mio avviso, non solo il coraggio che La contraddistingue, ma anche una grande dignità.

Spero, con questa lettera, di non essere scivolata nell’ineleganza dell’esagerazione, così pure in un eccesso di ossequio. Ma tale è il mio pensiero, sicuramente autentico ed ho sentito il bisogno di esimerlo.

Augurandomi di rileggerLa in una prossima pubblicazione, La saluto caramente.