ind4.gif (1059 byte)

Opinione

Puglie - 24 dicembre 1991

Renato Crotti si racconta in un saggio con un pizzico di follia
"In attesa di un pullman", avvincente autobiografia di un industriale tessile

Renato Crotti - In attesa di un Pullman - Calderini Bologna - pp. 248 - lire 22 mila



Renato Crotti, nato a Carpi nel 1921, industriale tessile, è stato il principale artefice del miracolo economico che ha fatto della cittadina modenese la capitale mondiale della maglieria, con un reddito pro-capite tra i più alti d’Italia. Dal 1974 è Cavaliere del Lavoro.
Nel triennio 1962-64 salì alla ribalta della stampa nazionale e internazionale quale promotore di viaggi gratuiti nei Paesi socialisti, ai quali venivano inviati lavoratori, sindacalisti, sindaci, parlamentari, comunisti e non. Queste "tavole rotonde ambulanti" avevano lo scopo di porre l’idealismo politico di fronte alla realtà della vita nei regimi ad economia pianificata. Crotti, che nella lotta perenne tra dogmatismo e libero pensiero ha sempre impegnato una impressionante quantità di energie, voleva in tal modo dimostrare e denunciare al mondo con trent’anni di anticipo le verità che hanno oggi messo in crisi un sistema ed una fede politica.

Grande saggio

Un grande saggio con un pizzico di follia e di pulsività, ha fatto ruotare la propria straripante esistenza attorno all’immagine dell’uomo, dell’individuo, del bisogno di espressione, vista come forza motrice della Storia. Nè va dimenticato che per questa incrollabile coerenza fu messo al bando, sottoposto a gravi provocazioni, irriso. Alcune scelte possono apparire "ingenue", ma è ben demandarsi quante altre persone sarebbero disposte a sacrificare alle proprie idee un vero e proprio impero industriale.
E’ l’avvincente autobiografia di Renato Crotti, un libro che a tratti riserva l’incedere incalzante di un romanzo.
L’Autore compie considerazioni particolarmente attente nella lettura delle vicende personali, del proprio ambiente (Carpi), del Paese. Questi tre livelli si intersecano nella narrazione con naturalezza, sino a pervenire ad una stimolante rivisitazione della storia, politica e sociale, di questo secolo, e delle vicende che hanno visto contrapporsi ideologia marxista ed economia di mercato. La narrazione è scorrevole, di tono colloquiale ma senza cadute e riesce a soffermarsi anche a lungo su considerazioni di natura politica e/o economica senza mai suonare pedante. Merito di Crotti è infatti la capacità di intrecciare racconti personali e divagazioni generali tenendo sempre desto l’interesse del lettore, che finisce per apprezzarne l’intelligenza utilizzata senza arroganza o toni accademici.
Il libro, che farà discutere e che susciterà non pochi imbarazzi, si segnala per la sua impostazione teorica, per il valore documentario, per il livello letterario.