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Opinione

Secolo d’Italia - 21 maggio 1996

Due libri di Renato Crotti su 50 anni di economia
Quello che Marx ignorava


IL LIBRO "Il teorema della Padrona di casa e della Colf", unitamente alla ristampa del precedente "In attesa di un pullman", entrambi di Renato Crotti (pp. 393 £. 25.000), noto imprenditore di Carpi, costituisce un piccolo trattato che dimostra perché l’economia di mercato sia da considerare l’unico sistema in grado di produrre sviluppo, progresso e quindi ricchezza. La riproposta di "In attesa di un pullman", oggi tradotto in polacco, russo ed inglese, testimonia in maniera significativa cinquant’anni di storia italiana vissuti dall’autore come contributo di un semplice cittadino al progresso economico, sociale e civile del nostro Paese, affinché in ogni lettore non specialista sia suscitata la riflessione quale si è svolta in Crotti: un uomo che da sempre ha cercato di coniugare la propria attività imprenditoriale con l’impegno civile, due fondamentali princìpi di economia. Sulla base di tali premesse, l’economia di mercato costituirebbe, in ambito economico, l’unica forma per il progredire di un Paese verso il benessere. Nell’economia di mercato non si può prescindere dalla concorrenza; quest’ultima infatti determina la formazione di prezzi.

Ad ogni domanda si contrappone un’offerta e da ciò scaturisce il prezzo, che a sua volta diventa la base di nuove domande ed offerte e quindi di nuovi prezzi, in un continuo divenire. In tale contesto, non si deve assolutamente sottovalutare l’importante ruolo che può svolgere il cittadino-consumatore; è lui il vero protagonista della partita tra domanda-offerta-prezzo. Non esiste pertanto alcuna alternativa al capitalismo, inteso come sistema economico fondato sulla proprietà privata, che si esprime nell’economia di mercato. Capitalismo ed economia di mercato si propongono entrambi di produrre ricchezza con il concorso dei fattori capitale-lavoro-imprenditorialità, dove l’obbiettivo dell’imprenditore è interrelato a quello della società in cui opera; lui persegue il suo massimo profitto, la società il massimo sviluppo-progresso. Partendo dalla rilettura del testo-base "Il Manifesto" di Marx ed Engels, Renato Crotti sostiene che, nella sua teoria sulla formazione della ricchezza, Marx ha tenuto conto solo del capitale e del lavoro, omettendo però l’uomo, il solo in grado di muovere entrambi per produrre risorse alla collettività. Il marxismo presuppone la "pianificazione" che a sua volta presuppone l’eliminazione della proprietà privata, del mercato e della concorrenza; ma senza quest’ultima non si possono formare i prezzi, che sono l’essenza dell’economia. Pur partendo da premesse sbagliate, alle teorie del "Manifesto" va però riconosciuto il merito di aver fatto acquisire al mondo la coscienza di quanto importante sia stato in ogni Paese il proletariato operaio, facendo quindi nascere e sviluppare una coscienza ed una forza contrattuale che sta alla base del giusto equilibrio su cui dovrebbe reggersi il progresso civile della società.

M. Lisa De Cesero