GIORGIO STREHLER Milano, 15 gennaio 1992 |
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Egregio Signor Crotti, Non discuto sullo "spirito" che lha spinta ad agire e quindi a scrivere. Non contesto i Suoi temi del contrasto fra economia di mercato e pianificazione. E la storia stessa che sembra aver parlato al riguardo. Ma non parlerei di "scommessa vinta dopo trentanni". Mi sembra persino irridente e ingeneroso. E a volte il "senno del prima" può essere aleatorio come quello del "poi". Esistono fenomeni che vanno analizzati, giudicati e valutati alla fine del loro iter. Il nostro non è un mondo di profeti, ma di uomini e idee che vanno posti su piatti di bilancia i cui movimenti non possono essere né accelerati, né tantomeno ignorati nella loro dialettica. Questo vale per una vita duomo, il cui senso va ritrovato quando la vita e luomo si sono conclusi. Vale parimenti per i fenomeni collettivi che, una volta avviati, devono essere considerati nel loro compimento. Quale esso sia. Così come esistono tempi esatti per il loro inizio, la loro prosecuzione e la loro conclusione. Sono certo che Lei avrà colto lo "spirito" che mi ha mosso a scrivere queste cose e La saluto cordialmente. |
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