DAL LIBRO:

Il teorema della Padrona di casa e della Colf


     dalla PARTE PRIMA:
     Per meglio capire

 

Alcune osservazioni che mi sono pervenute, mi hanno offerto lo spunto di spiegare ulteriormente, con alcune rappresentazioni grafiche, quel che si deve intendere quando si parla di liberismo e di economia di mercato per capirne una volta per tutte la differenza. Sarà utile premettere a quanto voglio dire, una "legenda" con i termini "real-metaforici" usati per facilitare la comprensione.

Montagna = Capitalismo: Sistema economico basato sulla proprietà privata. Non ha concorrenti per la formazione della ricchezza.

Discesa libera = Liberismo: "filosofia" del capitalismo che può avere o non avere paletti (regole). Senza paletti, il liberismo può essere definito "selvaggio". Quando al liberismo si mette un giusto numero di paletti per ridurre i rischi dell’alta velocità, il liberismo va inteso come economia di mercato. Come abbiamo visto, al capitalismo, perciò al liberismo, perciò all’economia di mercato, non c’è alternativa: non ha attualmente concorrenti per lo sviluppo e ha il grande vantaggio di poter essere corretta in corso d’opera. Ciò non toglie il diritto-dovere di cercare una possibile alternativa.

Slalom = Economia di mercato: E’ il liberismo con un certo numero di paletti. In nessun vocabolario o enciclopedia esiste il termine Economia di mercato. Lo Zingarelli (Edizione 1995) a p. 1061 sotto il termine Economia così recita in un richiamo: sistema economico basato sulla libera concorrenza. Questo è insufficiente e riduttivo. Infatti, bisogna anche dire che l’economia di mercato presuppone la proprietà privata, le leggi antimonopolio e la libera concorrenza per la formazione dei prezzi; senza questi elementi l’economia di mercato non sarebbe tale.

Durata della discesa: Un anno.

Paletti: Regole, leggi che il corpo sociale chiede ai governanti eletti democraticamente per regolamentare la discesa libera, affinché diventi slalom, cioè economia di mercato.

Paletti "nei secoli": Da sempre economisti, filosofi e pensatori, con risultati positivi e/o negativi, hanno teorizzato la posa dei paletti per ottenere risultati validi per le generazioni del loro tempo. L’insuccesso è scontato quando si elimina la proprietà privata.

Traguardo: Risultato dopo un anno di corsa misurabile in aumento percentuale del Pil rispetto all’anno precedente.

Paletti in eccesso: Può verificarsi che il numero dei paletti posti lungo la discesa risulti eccessivo per il percorso e ne freni troppo la velocità compromettendo il risultato. In questo caso si impone uno sfoltimento. In Usa questa operazione viene definita deregulation.

Risorse assegnate al concorrente: Quelle che "la legge finanziaria" ha messo a disposizione dell’esecutivo per fare progresso (cioè ecologia, sanità, protezioni per i più deboli e quant’altro possa risultare significativo per il miglioramento della società civile).

Concorrente: E’ un Paese che si è dato leggi rispettose della proprietà privata. Ogni Paese concorrente, il cui esecutivo sia stato eletto democraticamente, seguirà gli imperativi del liberismo, ma con un numero di paletti (regole) tale da trasformare la discesa libera in slalom (il liberismo si trasforma in economia di mercato). Prendiamo come campione due Paesi simbolo (la Cina e la Polonia). Il primo, con la dittatura ha potuto imporre il liberismo senza paletti. La discesa libera (liberismo selvaggio) ha portato come traguardo a un aumento effettivo del 12 per cento annuo sul Pil dell’anno precedente. Ciò significa che ogni sei anni il Pil raddoppia. Se tale trend dovesse continuare per alcuni anni, sarebbe un risultato economico senza precedenti.

La Polonia invece, dove i governanti vengono eletti democraticamente e hanno l’obbligo di cercare di mantenere quanto hanno promesso agli elettori, incomincia la discesa con i mezzi messi a disposizione secondo il programma stabilito dalla legge finanziaria. Ci saranno il paletto dell’ecologia, quello della sanità, quello delle pensioni, quello delle reti di protezione e così via, e l’esecutivo dovrà sperare che i mezzi che gli sono stati messi a disposizione siano sufficienti per "soddisfare" tutti quei paletti. Ma se questi risultassero troppi, la velocità di discesa verrebbe gravemente diminuita, con il rischio di non conseguire un risultato positivo (cioè, un non aumento percentuale del Pil).

Questo discorso vale per tutti i Paesi a ordinamento democratico. In concreto la Polonia ha un aumento del Pil del 6 per cento e questo significa che la formazione della ricchezza raddoppierà in 12 anni.

Con le due rappresentazioni grafiche che seguono, si vuole raffigurare, a mo’ d’esempio, l’andamento della corsa in Cina e in Polonia, secondo la dinamica sopra descritta (giova ricordare che nello stesso periodo il Pil in Italia ha avuto un incremento dello 0,80 per cento, un risultato deludente che gli economisti definiscono "stagnazione").


Esempio di Liberismo selvaggio:
CINA-nel 1996 il Pil ha
un incremento del 12%


Esempio di economia di

mercato in un Paese democratico:
POLONIA - per il 1996 registrato
l’incremento del Pil è stato del 6%-


Il disegno sottostante, vuole dimostrare cosa accade quando non si sanno collocare i paletti: la corsa non può avere luogo.



FALLIMENTO:
Paese che non sa collocare i paletti

 

E’ opportuno ricordare che un aumento costante del Pil dell’1 per cento significa raddoppiare la ricchezza nazionale dopo 70 anni; se l’aumento è del 1,2 per cento il raddoppio della ricchezza si avrà dopo 58 anni; se dell’1,5 per cento dopo 47 anni; per un incremento del 2 per cento il raddoppio si avrà ogni 35 anni. Quando l’incremento del Pil è dell’uno per cento, come è accaduto in Italia, il raddoppio della ricchezza potrà avvenire dopo 70 anni.

I Paesi che non possiedono neanche in embrione, alcun patrimonio di conoscenze, non hanno possibilità di sviluppo.

Potranno svilupparsi solo - è indispensabile ripeterlo - se i Paesi industrializzati, che hanno usufruito e acquisito un patrimonio di conoscenze trasmesso di generazione in generazione, insegneranno loro, attraverso scuole e aiuti di ogni genere, come si "pesca il pesce".

Quando poi uno di questi Paesi avrà imparato "a pescare", potrà avere uno sviluppo accelerato che porterà alle conseguenze che ora stiamo osservando in Corea del Sud, dove per vent’anni è stato applicato il liberismo selvaggio.

Un esempio della superiorità attuale del sistema liberista rispetto ad un’economia pianificata, si avverte in modo eclatante paragonando la Corea del Sud lanciata verso sempre più ambiziosi traguardi, con la Corea del Nord che sta sempre più precipitando nel più profondo medioevo. Si pensi, tra l’altro, al passaggio generazionale da padre in figlio della dittatura.

Oggi, questo Paese ha raggiunto un grande sviluppo e il popolo non si accontenta più del diffuso benessere conseguito, ma vuole che al liberismo selvaggio siano posti dei paletti per renderlo meno crudele e più liberale. E’ fin troppo facile prevedere che fra qualche decennio si affermeranno anche in Cina, dopo che il Paese avrà raggiunto un certo benessere, movimenti che reclameranno libertà civili e paletti al liberismo selvaggio.

Il corretto divenire delle relazioni tra sindacati, imprenditori e forze politiche passa necessariamente e con beneficio per tutti - come già accaduto in Italia negli anni del cosiddetto "miracolo economico" - attraverso questi passaggi obbligati.

E' doveroso anche dire che l'economia di mercato può provocare quei disastri che certuni denunciano con così grande passione. Detto questo la storia ha dimostrato che non esite una "filosofia" economica da contrapporre all'economia di mercato. Non resta perciò altro che la denuncia dei tanti misfatti provocati dall'uomo incapace di porvi rimedio. Al massimo possiamo nutrire l'aspirazione, come fecero economisti, filosofi e politici nel passato, e ancora oggi attuale (ad esempio nel recente summit di Firenze Clinton, Blair, Jospin, D'Alema, Schroeder ...) di aggiungere o togliere paletti, con l'intento di tracciare un percorso del liberismo che non sia selvaggio o di modificarne la pendenza per fluidificare la velocità della corsa. Costoro pensano di avere scoperto una terza via diversa tanto dall'economia di mercato quanto dalla pianificazione. Ma non è vero. Come giustamente dice Darenhdorf , non esiste una terza via, esistono infinite terze vie. Ognuno di noi, compreso chi ci legge, ha una "terza via" da proporre.

Constatato perciò che, purtroppo, per la formazione dello sviluppo e perciò della ricchezza è rimasto solo il liberismo, la società civile deve attivarsi per far sì che l'economia di mercato, con tutti i suoi difetti passati, presenti e sicuramente anche futuri, mettendo o togliendo paletti, diventi più efficiente per essere più aderente alle aspettative del popolo. Il monopolio deve essere assolutamente bandito, la concorrenza favorita al massimo per fare sì che i prezzi dei beni e dei servizi di cui il popolo necessita siano sempre i migliori e sempre più contenuti. L'altra condizione è far sì che l'indispensabile funzione delle istituzioni, siano queste Chiesa, Governo, Sindacati, in una logica di economia di mercato sia rivolta alla difesa del potere di acquisto dei salari.

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