Il medico cremonese che infranse il protocollo ma diagnosticò il primo caso Covid in Italia

11 Aprile 2021 Di Renato Crotti

Annalisa Malara nasce a Cremona nel 1982. Dopo la laurea in Medicina, si specializza in Anestesia e Rianimazione all’Università di Pavia. Conclusi gli studi, inizia a lavorare come anestesista all’Ospedale civile di Vigevano. Si trasferisce poi all’Ospedale Maggiore di Lodi, a cui è collegata la struttura ospedaliera di Codogno.
Qui Annalisa è di turno il 20 febbraio 2020, quando viene ricoverato un paziente con una polmonite leggera ma resistente a tutte le terapie. Sospettando si tratti di Covid, Annalisa richiede l’autorizzazione all’azienda sanitaria per effettuare un tampone Covid. È però costretta ad assumersi la responsabilità di effettuare il tampone, perché i protocolli non lo giustificano. Lei decide di correre il rischio.
Poche ore dopo, quel paziente diventa ufficialmente il “paziente 1”, ovvero il primo caso accertato di Covid in Italia. Questa diagnosi tempestiva non ha solo salvato la vita del paziente, Mattia, ma anche permesso di mettere subito in allerta tutta l’Italia sulla presenza del virus sul territorio.
A ottobre Annalisa ha ricevuto da Mattarella l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.