La basilica di Santa Maria accerchiata dai TIR: “Chi non può quel che vuol, quel che può voglia.”

12 Aprile 2021 Di Renato Crotti

Il giornalista e amico Gianni Risari l’ha definito, con la sottile ironia che lo contraddistingue, “il rondò più bello della città”. Il riferimento è alla strada che “circonda e assedia” la splendida Basilica di Santa Maria della Croce, vanificando lo splendido “cannocchiale” rappresentato dal viale alberato che conduce al Santuario. La storica eliminazione del passaggio a livello, unita alla rinascita dello scalo ferroviario, con il riutilizzo dell’area ex Ferriera, pensavo consentisse di ampliare lo sguardo per affrontare il problema, magari riprendendo in esame – aggiornandolo e adeguandolo per renderlo pienamente compatibile – il progetto della nuova “tangenzialina”, che collegherebbe la zona industriale di Santa Maria con la “Melotta”, liberando il Santuario dal transito dei mezzi pesanti (incredibile, ma passano di lì. La tenuta statica dell’edificio sacro, ringrazia), consentendo altresì il superamento della strettoia rappresentata dall’attraversamento di Campagnola Cremasca. L’intervento è richiesto a gran voce da cittadini (residenti e non), dalle aziende e dal buon senso. E per ridare al Santuario bramantesco, a cui si dice buttò l’occhio anche Leonardo da Vinci in transito verso Milano, il dovuto rispetto e la meritata valorizzazione. Già secoli fa Leonardo ammoniva: “chi non può quel che vuol, quel che può voglia.”