Il Cremasco dimenticato da Trenord. Dalla Littorina all’orobico Colleoni

15 Aprile 2021 Di Renato Crotti

I vertici di Trenord e Regione Lombardia con ogni probabilità non amano violini e organi. Tantomeno gli stanno simpatici Stradivari e Tamburini. Oppure, ed è l’ipotesi maggiormente credibile, interessa ben poco della provincia di Cremona e, nella fattispecie, del Cremasco. I nuovi treni veloci che entreranno in servizio, infatti, portano il nome di Donizzetti, Caravaggio, Colleoni. Invero, se ci basassimo sul numero di attributi di quest’ultimo, i Cremaschi ne uscirebbero vincitori, pur se trattasi di dotazione frantumata dai disagi, ritari, rinvii, attese. Tornano alla carica i
nostalgici: “con Lui i treni arrivavano in orario”, leggenda poi smentita dal bel libro di Francesco Filippi, recentemente dato alle stampe. Pure l’apparizione a Cremona del “Pendolino” è stata fugace. Poi il pendolo ha oscillato altrove. Focault, docet. Dalla leggenda alla realtà: il sud Lombardia “conta” come l’asso di ori con la briscola bastoni. La costante e perdurante spogliazione a beneficio di territori vicini è sotto gli occhi di tutti, tranne di coloro che non vogliono vedere, per incompetenza o non belligeranza interessata. Nella terra del Lago Gerundo il diretto per Milano, senza scalo a Treviglio, resta un miraggio e rinnova addirittura il rimpianto per la “Littorina”. A ben guardare, il nuovo “Colleoni” potrebbe anche essere dirottato sulla tratta Cremasca, in fondo, l’origine del cognome orobico è “Coleus”, ed il grido di battaglia della nobile famiglia era: “coglia, coglia, coglia”. Ogni traduzione è superflua.