Crema protagonista locale del Green New Deal e della Sostenibilità

21 Aprile 2021 Di Renato Crotti

Nella millenaria storia della Chiesa non era mai accaduto che il pontefice dedicasse espressamente un’Enciclica ai temi ambientali. Lo ha fatto papa Francesco con la “Laudato sì”. La natura non è una mera cornice della vita umana ha affermato senza ambiguità riprendendo il Cantico delle Creature di San Francesco. Il poverello di Assisi già nel Cinquecento non si limitava alla lode. Aveva chiara la differenza tra il dire e il fare. “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”. Non si diventa Santi per niente. Pure San Benedetto era in sintonia teologica: Ora et labora. Professare buone intenzioni, propositi, volontà senza darvi seguito è però un mero esercizio dialettico. Per restare in ambito religioso, la via dell’infermo è lastricata di buone intenzioni. Renzo Arbore aggiungerebbe, “meditate gente, meditate”. La premessa, che conferma la mia carenza di sintesi, è per evidenziare quanto il tema della Sostenibilità sia ormai (e per fortuna) divenuto centrale nella nostra vita. Chiama in causa tutti. Nessuno escluso. Il “Green New Deal” dell’Unione Europea, i “Goals” dell’Agenda 2030 dell’Onu, l’attenzione critica dei cittadini verso l’operato degli amministratori pubblici e, in veste di consumatori, quando fanno la spesa sono una realtà. Non è una moda passeggera figlia di Greta Thumberg. I cambiamenti climatici ormai li abbiamo toccati con mano. L’ambiente è l’unica cosa che tutti noi condividiamo. E’ la nostra singola goccia nell’oceano, che contribuisce a fare la differenza, ci insegnava Madre Teresa. L’oceano cambierà gradualmente, ma inesorabilmente, colore. La coscienza e la sensibilità ambientale sono cresciute in modo tanto rapido e convinto quanto insperato. Sono la conferma dell’avvio virtuoso e non virtuale di un percorso che non ammette stop o passi indietro. Grazie ad Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, leader per l’autorevolezza acquisita sul campo) è stata costituita pochi mesi fa la “Rete dei Comuni sostenibili” per favorire il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e delle linee guida del Benessere equo e sostenibile (Bes) a livello locale. Oltre a misurare la coerenza delle politiche territoriali con i principi di sostenibilità, vengono certificate le azioni e le scelte degli Enti locali. Se aderiscono. In arrivo anche cinque scuole per amministratori locali. Il progetto è stato accreditato alla Cabina di regia di “Benessere Italia” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e inserito tra i progetti di “Repubblica digitale”. Un approccio sistematico, organico, di lungo periodo. Lungimirante. Il Piano di Mobilità urbana sostenibile già attivo a Crema è un primo passo. Coibentare edifici pubblici o produrre energia solare installando pannelli è positivo. Nel Masterplan per lo sviluppo del territorio in discussione a livello provinciale, la Sostenibilità dovrebbe essere il tema centrale. Diversamente, sarebbe una carenza grave. Lo renderebbe avulso dal presente e dal futuro. Non siamo all’anno zero. La discussione in atto e le giuste rimostranze cremasche sul nuovo Piano energetico Ambientale provinciale lo dimostrano. Ma non basta. Serve buttare il cuore oltre l’ostacolo. Reagire rilanciando. Uscire dall’azione a macchia di leopardo. Peraltro, Pierluigi Bersani non è nemmeno più disposto a smacchiarlo. Sulla stessa linea d’onda il GSE (Gestore nazionale dei servizi energetici) con il progetto “Sostenibilità in Comune”. A disposizione dei sindaci il know-how per indirizzare gli investimenti verso una crescita ecocompatibile attestata con la “Carta di Sostenibilità Urbana”. Pesaro, Todi e i Comuni del Valdarno hanno già aderito e raggiunto la vetta. Ribalta nazionale e impennata dei flussi turistici. Serve, quindi, un “Piano di Sostenibilità Urbana” ragionato, organico e connotato da gradualità attuativa. Ben fatto è meglio di ben detto. I temi e gli obiettivi sono noti. Energia ed edilizia sostenibile. Gestione dei rifiuti. Mobilità. Tutela della risorsa idrica. Stili di vita, socialità e comportamenti solidali. Territorio, produzione agricola e filiera corta. Acquisti verdi della Pubblica Amministrazione. Ritorno al futuro. Il popolo Masai: “Noi non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri, ma lo abbiamo avuto in prestito dai nostri figli e a loro dobbiamo restituirlo migliore di come lo abbiamo trovato”. Arduo, ma doveroso. Faticoso, ma irrinunciabile. Solo le strade in salita portano in alto.