WhatsApp esiste una Netiquette: comportamenti e buone usanze

25 Aprile 2021 Di Renato Crotti

Anche per l’uso di WhatsApp esiste una Netiquette: comportamenti e buone usanze a cui ciascun utente dovrebbe attenersi. Teoricamente. Molto teoricamente. Di per sé non parrebbe complicato. Valgono le stesse regole di buona educazione e rispetto della vita reale. Spesso così non è. Almeno dal mio punto di vista. Il campionario dei Whatsappari è vario e variegato. C’è l’amico immaginario: legge i tuoi messaggi, ma si guarda bene dal rispondere. Nemmeno a distanza di ore o giorni. Perché? Misteri della mente umana. Solo peggiore è l’amico mai: non risponde e non risponderà. Mai.
L’ermetico: legge, ma qualsiasi sia il contenuto, allegro o triste, non si scompone. Il suo panel di risposte è un tris: si, no, ok. Agli antipodi c’è l’amico interminabile. I suoi messaggi audio sono infiniti. Spesso, come Marzullo, si fa la domanda e si dà la risposta. E’, tra tutti, il più insidioso. Il riflessivo: legge subito, ma risponde a distanza di 24 o 48 ore. Se è in vena. L’amico “mordi e fuggi”. Ti scrive. Gli rispondi. Ovvio attendersi che concluda il discorso che lui ha iniziato. Invano. Sparisce. Riapparirà dopo ore, o il giorno dopo, riprendendo il discorso che, nessuno dei due, ricorda più. Inutile chiedergli perché ti scrive se poi non può rispondere. Ha ragione lui. L’amico intermittente. Nel bel mezzo di una chat, sparisce. Non avvisa. Non saluta. Di botto, scompare. Rapito dai marziani? Gli è preso un coccolone? Niente di tutto ciò. Tranquillo e beato giorni dopo dirà che doveva fare altro. Legittimo. Dirlo no, eh? L’amico intermittente. Ti fa una domanda. Non capendo, chiedi a tua volta. Lì scatta un insondabile meccanismo neuronico. Sparisce. Non
risponde più. Forse offeso dal basso QI dell’interlocutore. L’amico pigro. Lo scopri a ridosso delle festività. Manda a tutti i suoi contatti il medesimo impersonale messaggio d’auguri. Grazie per lo sforzo e l’affetto mirato e sentito. L’amico 007. Il suo profilo non ha né foto né stato. Manco a parlarne l’ora dell’ultimo collegamento.
Con i Servizi segreti non si scherza. Resti in ansia temendo che il messaggio si possa autodistruggere entro dieci secondi. L’amico illusionista. Legge il messaggio e te ne accorgi perché appare la spunta blu. Poi appare la dicitura che sta rispondendo. Passano i minuti. Molti minuti. Ma che sta scrivendo? Un poema? Attimi di suspense.
La risposta arriva. Il testo: ok, ciao. L’amico crittografo. I suoi messaggi manderebbero in tilt Alan Turing. Usa simboli algebrici, abbreviazioni, acronimi. E si stupisce se tu non capisci. L’elenco potrebbe proseguire. Mi fermo qui. Aspetti della personalità di ognuno di noi trasposti in Rete. Correggerci, comunque, è sempre possibile E gradito. L’istruzione finisce nelle classi scolastiche. L’educazione finisce solo con la vita.