Vanessa Ferrari, dal garage di Genivolta alla medaglia di bronzo agli Europei di Basilea

4 Maggio 2021 Di Renato Crotti

E’ soprannominata la “Farfalla di Genivolta”. Il 25 aprile scorso ha conquistato la medaglia di bronzo negli esercizi a corpo libero agli Europei di ginnastica artistica a Basilea. Come base musicale ha scelto “Bella ciao”, per celebrare la Liberazione. Dal 2009 gareggia per il gruppo sportivo dell’Esercito Italiano. Riveste il grado di Caporal Maggiore. Nel periodo Covid si è allenata nel garage di casa e in soffitta. Per lei, non una novità. Alterna la preparazione tra Brescia e Milano allo studio. Ha iniziato facendo esercizi in una piscina dismessa vicina al casello di Brescia Ovest, dove avevano riempito le vasche con la gommapiuma e in una palestra a Castelleone. Poi, l’incontro con la Società “Brixia” ed il suo allenatore. Al suo fianco la mamma Galia ed il papà Giovanni, che tra mille sacrifici l’hanno sempre sostenuta e incoraggiata. Impossibile trovare uno sponsor. All’epoca era solo una ragazzina talentuosa di uno sport non di massa. La Federazione chiese il rimborso di 60 euro alla famiglia quando, in un allenamento a Trieste, saltò un gancetto dell’apparecchio per i denti e dovettero portarla dal dentista. Prima atleta azzurra a laurearsi nel 2006 campionessa mondiale di ginnastica artistica ad Aarhus (Danimarca). Venne insignita del “Collare d’oro al merito sportivo” del CONI. L’anno dopo il presidente della Repubblica la nominò Cavaliere al merito. La sua strada è stata tutta in salita. Nel
2007 ai Campionati Mondiali di Stoccarda, qualificanti per le Olimpiadi di Pechino, cadde dalle parallele e si provocò una frattura all’osso scafoide del piede. Continuò a gareggiare. Nonostante il dolore lancinante. La squadra si classificò quarta. Il miglior risultato mai raggiunto dalla Nazionale italiana a un mondiale. L’anno dopo fu colpita da una tendinite acuta, ma partecipò ugualmente alle Olimpiadi di Pechino. Unica minorenne dell’intera spedizione CONI. Dopo la competizione decise di operarsi per alleviare quel dolore che la penalizzava e faceva soffrire. Si rimise al lavoro. Allenamenti, sofferenza, sudore, fatica. Ma tanta determinazione e tenacia. Instancabile. Il destino non le ha regalato nulla. Nel 2015, la mononucleosi e, due anni dopo, un nuovo intervento per la lesione del tendine d’Achille. E’ la prima ginnasta italiana ad avere eseguito lo “Tsukahara avvitato Silivas”, un doppio salto all’indietro raccolto con doppio avvitamento. Vanta nel palmarès internazionale, oltre al titolo del 2006, un argento e tre bronzi mondiali, quattro titoli di campionessa europea tra il 2006 e il 2014, cinque vittorie in Coppa del Mondo tra il 2007 e il 2019
e otto ori in due edizioni dei Giochi del Mediterraneo. E’ la sportiva italiana più vincente nella storia di questa manifestazione. A livello nazionale detiene 22 titoli (sette nel concorso generale) ai campionati assoluti, di cui il primo vinto nel 2004 e 11 vinti con la squadra Brixia nel Campionato di Serie A1. “Alla fine, che sia una vittoria o una sconfitta, io ritorno in palestra e mi rimetto al lavoro per il prossimo obiettivo. Questo è il mio modo di affrontare il cammino verso il mio sogno. Nessuna scorciatoia” ha commentato dopo aver ricevuto la medaglia di bronzo.