PINO CAMPARI, L’OSTE CASALETTO DI CEREDANO COL CUORE A KANSAS CITY E PER GRACE KELLY

29 Maggio 2021 Di Renato Crotti

“Buongiorno bambolina di Kansas City” era il saluto d’ordinanza che rivolgeva alle clienti del suo locale. Pare fosse il retaggio di un presunto viaggio negli Usa dove restò ammaliato dalle bellezze locali. Ancora oggi non so se ci fosse mai veramente andato. Da astuto e navigato oste sapeva però che un complimento fa sempre piacere. Specie se la signora è un po’ agées. Era Pino Campari, titolare per una vita insieme alla moglie Pina (il suo risotto con le starne era da volare via), della omonima trattoria di Casaletto Ceredano, sede prediletta degli incontri carbonari delle correnti democristiane della zona. Fu il precursore della cucina locale a chilometro zero. A loro due va riconosciuto il merito di aver conservato e tramandato le ricette della tradizione cremasca. Pino era anche un impareggiabile imbonitore. Capiva al volo il tipo di cliente. Se superava l’esame a distanza a cui lo sottoponeva, tempo dieci minuti arrivava al tavolo con la chitarra. Non la sapeva suonare ma, potenza del Lambrusco, riusciva a creare giovialità, a far divertire le persone, sino a trasformare il dialetto cremasco in una parlata d’oltreoceano. Il conto era più che onesto e si lasciava la locanda sazi e contenti.