QUEL CONCERTO DI FRANCO BATTIATO A PIANENGO: ECCO COSA ACCADDE

29 Maggio 2021 Di Renato Crotti

Il 18 maggio scorso moriva il grande Franco Battiato. Il ricordo del suo concerto a Pianengo, che si tenne il 29 agosto 1981, nell’articolo di Agostino Alloni, all’epoca giovane sindaco del paese.

Il grande Franco Battiato è venuto a Pianengo in concerto con il suo gruppo. Quarant’ anni fa. Esattamente il 29 agosto del 1981. Il palco era montato dentro il campetto di calcio, quello di allenamento. Oltre mille le persone paganti. Cinquemila lire il biglietto d’ingresso. Il cachet per l’artista? Quattro milioni delle vecchie lire. Poco, pochissimo. Ma il contratto con il Comune era stato sottoscritto sei mesi prima, grazie alla mitica bibliotecaria Rosalba Schiavini, prima che Battiato diventasse il cantautore più gettonato di quel momento. grazie al successo dell’LP “La voce del Padrone” che uscì qualche giorno dopo il concerto a Pianengo.

“Bandiera Bianca”, “Cuccurucucù” e “Centro di gravità permanente” furono i pezzi più famosi ascoltati a Pianengo. Rimasero nellde classifiche dei dischi più ascoltati di quegli anni.

Da anni il nostro Comune, che organizzava un’estate ricca di iniziative culturali, ambiva a rientrare nella rassegna provinciale e regionale del “Recitarcantando”.  Quell’anno fummo chiamati da Dossena, Sangiovanni e Cauzzi e ci “supplicarono” di aderire al loro circuito con il concerto di Franco Battiato. E così fu.

L’iniziativa fu un successo. L’area era colma e si presentarono una marea di giornalisti, anche di testate nazionali. Tra questi c’era anche il “Corriere della Sera”. Fui intervistato e fotografato perché risultava molto strano trovare, allora, un sindaco vestito da lavoro (una salopette di jeans) intento a spostare transenne e montare un palco.

Battiato arrivò un paio d’ore prima, non volle cenare ma solo che lo accompagnassi al bar per un caffè e una bottiglia di acqua gasata. Non parlò tanto, ma si dimostrò molto sorpreso del piccolo Comune nel quale, quella sera, avrebbe dovuto esibirsi.

Purtroppo, ora è toccato a lui sventolare sul ponte “la bandiera bianca”. Noi, che lo abbiamo seguito e che abbiamo cercato di cantare le sue canzoni lo ricorderemo con affetto e la riconoscenza che va riservata ai grandi poeti. Almeno questo è il mio sentimento.

Agostino Alloni