EX SCUOLA DI CIELLE: LA SITUAZIONE E LE PROPOSTE PER IL RIUTILIZZO. DEMOLIZIONE COMPRESA

31 Maggio 2021 Di Renato Crotti

Negli ultimi anni sono state avanzate idee e proposte assai diverse. Sede di una nuova scuola, Casa di riposo, la demolizione, presidio sanitario pubblico-privato. E altro ancora. Nessuna è evoluta dalla teoria alla pratica. Credibilmente non per assenza di volontà, ma per difficoltà oggettive e insormontabili. Nessuno ha la bacchetta magica. Mi riferisco alla “ex scuola di Cielle”, come viene comunemente chiamato l’edificio, solo in parte costruito, sito in viale Europa a Crema. Ѐ la madre di tutte le incompiute cremasche (su ex Stalloni e ex Pierina vedi articoli ai link a fondo pagina). Sulla vicenda è stato addirittura creato un sito internet dal “Comitato per il riutilizzo della scuola di Cl”. Il progetto dell’istituto scolastico prevedeva un investimento privato (Fondazione Charis, emanazione del movimento di Comunione e Liberazione) di circa quaranta milioni di euro, su un’area privata acquisita dalla Charis. Il sito era già stato in precedenza individuato e dichiarato idoneo ad ospitare edifici scolastici.

Il progetto ufficialmente era denominato “Piano di iniziativa pubblica Cascina Valcarenga”. All’epoca, il Comune si rese disponibile a fare da tramite con Regione Lombardia, presieduta da Roberto Formigoni, stante la possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto di un milione di euro. Concesso. Tutto lasciava prevedere un positivo avanzamento nella realizzazione dell’opera. Iniziarono i lavori. Poi lo stop e il fallimento della Fondazione. A peggiorare la già complessa situazione, l’obbligo del Comune di Crema di restituire alla Regione il milione, in quanto l’opera non è stata realizzata. Atto confermato anche da una recente sentenza, avversa al Comune. Se è vero che il contributo andò alla Fondazione e non al Comune, è altrettanto vero che, a causa del fallimento della Charis, la Regione ha battuto cassa in piazza Duomo. Una genesi ed un finale all’epoca imprevedibile e impensabile.

Lo scheletro del mega edificio versa in stato di pesante degrado, ed il passare del tempo ha pesantemente intaccato le strutture. Il seminterrato è invaso dall’acqua piovana. Recentemente il riutilizzo sembrava cosa fatta grazie all’interesse a insediarsi in una porzione del fabbricato di una società locale del settore sanitario. Al fotofinish l’accordo saltò. Da numerosi esponenti politici sono state avanzate nuove ipotesi per il riutilizzo. Dalla realizzazione di nuovo polo scolastico, che attualmente la Provincia di Cremona dovrebbe realizzare a ridosso di via Piacenza, alla costruzione di una Casa di Riposo. I bene informati evidenziano un aspetto che taglierebbe la testa al toro. La progettazione e l’avvio dei lavori risale al 2010. Numerose normative tecniche, edili, ambientali, di sostenibilità, di utilizzo dei materiali, sono mutate. A ciò si aggiunga l’aggressione subita negli anni dalla struttura a causa degli agenti atmosferici. In parole povere, andrebbe interamente demolita. Tabula rasa. Per ripartire da zero. Inseguire l’idea del completamento dell’edificio, sia pur modificando il progetto, a detta di molti sarebbe più che un azzardo. Una cosa è certa: il rudere non può essere lasciato in quello stato. Coloro che hanno avanzato idee e proposte volessero intervenire con un proprio scritto su questo tema, volentieri lo pubblicherò sul sito. Il dibattito pubblico, se non è sterile polemica o mera contrapposizione politica, è sempre un arricchimento.