IL CREMASCO JADER BIGNAMINI DIRETTORE DELL’ORCHESTRA DI DETROIT E DELLA “VERDI” DI MILANO: ECCO LA SUA INCREDIBILE STORIA

14 Giugno 2021 Di Renato Crotti

A nove anni accendeva lo stereo di casa a massimo volume e, utilizzando due bacchette cinesi per il cibo, dirigeva un’orchestra immaginaria. L’indole è un piano inclinato che fa cadere la pallina sempre nello stesso punto. L’indole è la causa, ma è il talento a creare l’effetto. Jader Bignamini, classe 1976, cremasco doc, oggi dirige la “Detroit Symphony Orchestra” ed è direttore residente della storica e prestigiosa Orchestra SinfonicaGiuseppe Verdi” di Milano.

In famiglia nessuno suonava. Ho iniziato a far musica praticamente per caso. Avevo nove anni e appresi dal giornale parrocchiale che la Banda di Ombriano cercava nuovi musicisti. Ingenuo e inesperto, ero convinto che il clarinetto fosse un flauto e mi presentai chiedendo appunto di poter suonare il flauto. Fui ugualmente accolto e di lì a poco mi ritrovai a suonare un piccolo clarinetto. La passione divenne sempre maggiore e mi travolse. Iniziai così la mia carriera” ricorda Bignamini nell’intervista rilasciata a Stefano Mauri. Onore e merito ai volontari musicisti ombrianesi che seppero intuire e intravvedere in quel bimbo un talento naturale. Nel 2018 il corpo bandistico cittadino ha ricevuto il “Premio alla Carriera” per i 170 anni di attività, che lo rendono uno dei complessi musicali più antichi d’Italia. Tra le figure fondamentali alla presidenza è doveroso ricordare Prospero Sabbia, Antonio Zaninelli (presidente dal 1999 al 2018), al quale è subentrato Giovanni Belloni. Oggi l’orchestra è diretta dal Maestro Eva Patrini.

Bignamini la diresse per quindi anni. Una gavetta professionale impegnativa. Solo un talento unico poteva consentirgli il balzo da Crema ai palcoscenici internazionali. Alcuni falliscono per mancanza di propositi piuttosto che per mancanza di talento. Lui non è uno di quelli. “Ho passato anni bellissimi alla guida del Corpo Bandistico Giuseppe Verdi di Ombriano. Dirigendo la banda ho imparato a respirare le alchimie di un gruppo ed ho capito che, attraverso lo studio in conservatorio, quella musicale era decisamente la mia strada. Sono stato anche fortunato, poiché per realizzare un sogno, insieme a parecchio studio, tanto lavoro e passione, talvolta serve pure un pizzico di fortuna”. L’artista è nulla senza il talento, ma il talento è nulla senza il lavoro.

Dopo essere stato scelto nel ’98 dal Maestro Riccardo Chailly come clarinetto piccolo dell’Orchestra Sinfonica di Milano, iniziò il suo percorso all’interno dell’Istituzione che lo vedrà passare dall’Orchestra al podio, fino ad essere nominato nel 2010 Direttore assistente e dal 2012 Direttore associato. A segnare il suo esordio, nel 2011, l’imprevista sostituzione del direttore titolare poco prima dell’inizio della seconda parte del concerto (la Quinta di Mahler). Passò dalla sua postazione di clarinettista a quella di direttore. Fu un trionfo. L’inizio di una vorticosa e crescente parabola artistica: il Teatro dell’Opera di Roma, la Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Regio di Torino, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Festival di Martinafranca. All’estero a Francoforte, New York, Los Angeles, Toronto, Mosca, Tenerife, Giappone, Sud America e nei principali palcoscenici del mondo. Quando diresse la “Manon Lescaut” al Bolshoi di Mosca, il “Corriere della Sera” gli dedicò la prima pagina.

L’Amministrazione Comunale gli ha conferito il titolo di “Cremasco Onorario”. “Sono orgoglioso di portare il nome della mia città in giro per il mondo. Crema è sempre nel mio cuore, ma sono letteralmente innamorato del quartiere che vive di energia propria e tutta sua: Ombriano

Oggi, felicemente sposato e con figli, vive nel casalasco a Scandolara Ripa d’Oglio, terra della sua consorte. Seguendo l’intuizione della moglie Lidia, trova il tempo di coordinare il progetto “Junion Band”: una banda aperta a bambini, ragazzi, ma anche agli adulti. Corsi di musica seguiti da componenti della ex banda di Ombriano e da docenti provenienti da varie esperienze. “Provengo dall’ambiente bandistico e adoro le bande, risorse incredibili, stupende, da tutelare e salvaguardare che tutti i paesi e le città dovrebbero avere. La musica è ricchezza, bellezza, cibo per l’anima, indispensabile pure a quanti musicisti non sono”. Anche i suoi figli fanno parte della “Junion”, band. Buona bacchetta, non mente.