IL PIÙ GRANDE CONTRABBASSISTA MAI ESISTITO: IL CREMASCO GIOVANNI BOTTESINI. IL SUO NOME NEGLI USA Ѐ TRA LE STELLE DELLA HALL OF FAME. A 7 ANNI IL DEBUTO AL TEATRO DI CREMA

15 Giugno 2021 Di Renato Crotti

Lo definivano il “Paganini del contrabbasso”. Un talento naturale. Geniale e istrionico. Eccentrico e bon vivant. E il cremasco Giovanni Bottesini, di cui quest’anno ricorrono i duecento anni dalla nascita (Crema, 22 dicembre 1821 – Parma, 7 luglio 1889). Considerato ancora oggi il più grande contrabbassista mai esistito. Contrabbassista, ma anche compositore e direttore d’orchestra. Genio e sregolatezza. In Italia, molti ancora ignorano la sua cospicua produzione operistica e cameristica.

La sua vita pare il copione di un film d’avventura. L’indole errante lo portò a girare il mondo intero, da Buenos Aires a Boston, da Cuba a Madrid, da Londra a San Pietroburgo, dalla Norvegia all’Egitto, da Bucarest a Montevideo.

Nacque in una famiglia di valenti musicisti: il padre Pietro (clarinettista, violinista, direttore d’orchestra e compositore), lo zio Luigi (violinista) e i fratelli Cesare (violinista e compositore), Luigi (suonatore di tromba e compositore) e Angela (cantante lirica). In un simile ambiente familiare manifestò, già da bambino, una straordinaria inclinazione per la musica, tanto da venir affidato alle cure dell’abate Carlo Cogliati, primo violino della Cappella del Duomo, direttore dell’Accademia Musicale e grande plasmatore di talenti musicali.

Il suo primo concerto da solista si tenne a soli sette anni al Teatro Sociale di Crema davanti ad una cittadinanza esterrefatta di fronte a tanto talento. Si diplomò al Conservatorio di Milano nel 1839, dove si era presentato per partecipare ad un concorso di ammissione per due classi di studio: fagotto e contrabbasso. Il quattordicenne Bottesini scelse il secondo e, durante l’audizione, accortosi di stonare nell’esecuzione dell’esercizio si fermò e, rivolto alla Commissione disse serafico: “Sento di stonare, ma quando saprò dove porre le dita, allora non stonerò più”. Dopo soli tre anni raggiunse una tale perfezione da desiderare un ambiente più vasto per dedicarsi all’attività di contrabbassista e alla composizione. Nel settembre del 1839, ottenuto il diploma, consapevole che nulla aveva più da imparare dalla scuola e rinunciando al quadriennio di perfezionamento obbligatorio, abbandonò il Conservatorio.

Nella seconda metà dell’800, il Maestro raggiunse in tutto il mondo il massimo grado di successo e notorietà al quale una persona di quell’epoca potesse aspirare. Negli Stati Uniti d’America fu talmente popolare da meritarsi la dedica di una “Hall of fame”, le stelle di Hollywood riservate ai personaggi più illustri. Bottesini raccolse ampi consensi in America, Europa (in particolare in Italia, Francia, Inghilterra e Scozia), ma anche in Russia e in Egitto. Tra le città che lo videro protagonista di numerosi trionfi troviamo Napoli, Palermo, Milano, Torino, Madrid e poi ancora Parigi, Londra, Buenos Aires. Diresse il 16 maggio 1854 per la prima volta in Messico l’Inno nazionale messicano e a cantarlo fu l’italiano Lorenzo Salvi. La vita errante lo portò anche all’Havana e il Cairo dove assunse dal 1871 al 1877 la direzione del Teatro Regio e dove, il 24 dicembre 1871, diresse la Prima dell’Aida in occasione dell’inaugurazione del Canale di Suez. Pessimo amministratore di sè stesso e delle proprie sostanze, condusse una vita errabonda, caratterizzata da attività frenetica e ritmi impossibili. Diede fondo tanto alle sue sostanze, che alle energie fisiche. Nonostante la fraterna insistenza di Gioacchino Rossini, Bottesini guadagnò molto, ma risparmiò ben poco, compreso sè stesso. Non sapeva resistere ai piaceri della buona tavola né al fascino delle belle donne. Generoso con tutti, non di rado s’indebitò per aiutare amici, ma non mancarono eccentricità da miliardario come quando impiantò un serraglio di belve al Cairo.  Le conseguenze dei continui sforzi richiesti a un fisico non proprio erculeo non tardarono a farsi sentire: la malattia, manifestatasi ai primordi della sua folgorante carriera, lo condusse immaturamente alla tomba.

Ľ1 gennaio 1889, poco prima di morire, grazie all’interessamento dello stesso Giuseppe Verdi, fu nominato direttore del Conservatorio di Parma. Oggi è noto soprattutto per le sue composizioni per contrabbasso, ma fu anche autore di sette opere, tra cui Ero e Leandro, su libretto di Arrigo Boito. Il suo metodo per contrabbasso fu pubblicato da Ricordi nel 1869. Ma Bottesini fu anche prolifico e originale compositore, spaziando con padronanza in tutti i generi musicali. Scrisse sette opere liriche di successo ma quella che più entusiasmò il pubblico, tanto da ottenere 23 repliche, fu “Ero e Leandro”, rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino nel 1879.

Grazie alla tenacia, capacità, dedizione di Francesco Daniel Donati, (direttore artistico) è attiva da alcuni anni a Crema l’Associazione Musicale Giovanni Bottesini nata dall’entusiasmo di giovani cremaschi amanti della musica e della loro città. “Crema vanta un’importante storia musicale che si è espressa fin dal ‘600 grazie a figure come Francesco Cavalli, Giuseppe Gazzaniga, Stefano Pavesi, Vincenzo Petrali e Giovanni Bottesini. Da qui il desiderio di valorizzare il patrimonio musicale cremasco con la realizzazione di eventi musicali e culturali di alta qualità e di respiro internazionale. Nel corso degli anni gli sforzi dell’Associazione si sono concentrati sempre più nella promozione della musica e della lirica, con particolare attenzione al sostegno e alla scoperta di giovani talenti”, spiega Donati (www.associazionebottesini.com). Presidente è Luca Madeo, con Consiglieri Giulia Mezzetti, Carola Annoni, Francesca Guida, Matteo Acerbi, Edoardo Pagni. Greta Golotta segue la segreteria e Arianna Giavardi la grafica ed i Social media.  A loro va altresì il merito di aver di raccolto l’eredità del “Bottesini Bassofestival”, che si tenne a Crema dal 1998 al 2003, oggi ripensato, rilanciato e ribattezzato “Concorso Internazionale Giovanni Bottesini”, (primavera 2022) sotto la direzione artistica di Enrico Fagone, la direzione generale di Francesco Daniel Donati e la presidenza onoraria di Franco Petracchi. Giungeranno a Crema i migliori giovani talenti del contrabbasso provenienti da tutto il mondo. Oltre al concorso, anche mostre, esposizioni di liuteria, masterclass, concerti e molto altro per celebrare il bicentenario della nascita del genio cremasco, grazie alla sinergia tra l’Associazione Bottesini con il Teatro san Domenico ed il Comune di Crema. Proseguiranno anche nel 2022. Tra queste, pubblicazione di un nuovo libro a cura del Maestro Aldo Salvagno e ad uno spettacolo teatrale inedito. Il 25 luglio l’Associazione Musicale Bottesini nell’ambito del Concorso Lirico Internazionale di Portofino celebrerà Bottesini in apertura del concerto conclusivo.

L’arte contrabbassistica di Bottesini era tale da interessare non solo i dotti ma da sorprendere ogni genere di persone. Prova ne sono le svariate caricature e i numerosi scritti umoristici su di lui. Dalla pubblicazione “Bottesini a Napoli” miscellanea di cose Cremasche: “Oh! Se aveste veduto Bottesini a cavallo del suo contrabbasso, stringerlo, percuoterlo, carezzarlo, pizzicarlo, baciarlo come si farebbe di una persona cara. E mentre state con la bocca aperta, il più acuto suono a mezza voce della più acuta corda (zaffete), una contrabbassata grave, solenne, ardita, vi richiama alla realtà del violone! Bottesini mio, siete un portento e se non siete un diavolo, siete un genio col contrabbasso in mano. Quelle benedette tre budelle secche di Bottesini, ci avevano legati su quelle sedie, stretti, pigiati, incomodi, sudando e spietati che non ce ne volevamo andare