PARTE OGGI LA 1000 MIGLIA. AYMO MAGGI, UNO DEI QUATTRO IDEATORI E FONDATORI, ABITAVA A GRADELLA DI PANDINO

16 Giugno 2021 Di Renato Crotti

Ѐ uno dei quattro fondatori della 1000 Miglia, la storica manifestazione che prende il via oggi da Brescia. Il conte Aymo Maggi, (30 luglio 1903-23 ottobre 1961), bresciano di nascita, trascorreva lunghi periodi nel palazzo di famiglia a Gradella di Pandino, dove ancora oggi è possibile ammirare la splendida villa Maggi. Qui si ritirò anche per lunghi periodi di convalescenza dopo i due infarti che lo colpirono. Il 25 ottobre dello scorso anno, gli organizzatori della “corsa più bella del mondo”, come la definì Enzo Ferrari, decisero di inserire una tappa proprio nel borgo di Gradella, omaggiando così il fondatore. L’Amministrazione Comunale, per ricordare i numerosi atti di generosità del benefattore conte Maggi, pose una targa a ridosso dell’ingresso della villa.

Per meglio comprendere come Aymo Maggi divenne uno dei “quattro moschettieri” fondatori della 1000 Miglia, è necessario tornare indietro nel tempo di alcuni anni, subito dopo la Prima Guerra Mondiale. Nato da una delle famiglie più importanti dell’aristocrazia bresciana, fu ben presto un appassionato pilota automobilistico, correndo nel 1922 il suo primo gran premio. Vinse la Pontedecimo-Giovi nel 1923 e la Gargnano-Tignale nel 1924, entrambe corse in salita. Proseguì nelle competizioni gareggiando con una Bugatti, divenendo anche amico di Ettore Bugatti.

Nel 1922, quando il Gran Premio automobilistico venne spostato da Montichiari (Bs) al circuito di Monza, la reazione della città della Leonessa e dell’Automobile Club non si fece attendere. Il conte Aymo Maggi, con l’amico il conte Franco Mazzotti, primo costruttore di vetture monoposto, decisero di trasformare la loro sfida settimanale di corsa in auto contro il treno da Brescia a Milano in una vera gara automobilistica: la Mille Miglia. Il 2 dicembre 1926, nella casa milanese di via Bonaventura Cavalieri di Giovanni Canestrini, giornalista della “Gazzetta dello Sport”, si ritrovarono quattro amici: il pilota automobilistico ed aviatore Franco Mazzotti, il conte Aymo Maggi, Renzo Castagneto, anch’esso pilota, ed il barone Flaminio Monti. Quella sera idearono e organizzarono la nuova competizione. In barba a Monza.

Il 26 marzo 1927 prese il via la prima “Coppa delle Mille Miglia”, una vera e propria gara. Ai nastri di partenza anche l’Isotta Fraschini di Aymo Maggi e Bindo Maserati.  All’edizione del debutto parteciparono 77 equipaggi. Due gli stranieri, al volante delle piccole Peugeot 5 CV. Solo 55 portarono a termine la corsa, mentre 22 vetture furono costrette al ritiro. Fu l’equipaggio bresciano composto da Ferdinando Minoia e Giuseppe Morandi a bordo di una bresciana OM 665 “Superba” S Torpedo a tagliare per primi il traguardo, completando il percorso in 21 ore, 4 minuti, 48 secondi e 1/5 alla media di 77,238 km/h. Nessuno riteneva possibile percorrere mille miglia in ventuno ore. Il “Corriere della Sera” titolò: ”Ľ Italia è stupita e ammirata per i risultati della “Prima coppa delle Mille Miglia”. La leggenda della Freccia Rossa era iniziata.

Il conte Maggi si occupò in prima persona dell’organizzazione della Mille Miglia fino al 1957, quando l’incidente mortale di Alfonso De Portago, che causò anche la morte di nove spettatori, decretò la fine della corsa. Addolorato, Maggi si ritirò dal mondo delle corse automobilistiche, facendo il viticoltore nell’azienda di famiglia a Calino in Franciacorta e l’agricoltore in quel di Gradella di Pandino. A lui è dedicata una sala del Museo delle 1000 Miglia a Brescia.