LA MADONNA NERA DI CREMA NELLA CHIESA DI SANTA MARIA STELLA. TRA MISTERO, DEVOZIONE, TEMPLARI E CAVALIERI DI MALTA

19 Giugno 2021 Di Renato Crotti

DI PIERLUIGI CANTONI

                                                 Ѐ venerata con tre titoli: Madonna Nera di Loreto, Madre della Divina Provvidenza, Madonna della Pietà. La chiesa dove è custodita, oggi denominata Santa Maria della Stella, è in via Civerchi a Crema. L’edificio sacro racconta dell’eredità storica dell’Ospedale degli Esposti (e della “ruota”), della chiesa di S. Marino, della famiglia Benzoni, dell’omonimo palazzo. Ma anche dei Cavalieri Templari e del Sovrano Ordine di Malta. Un mistero, in parte ancora oggi irrisolto.

La chiesa di Santa Maria della Stella occupa, dal 1834, una stanza al piano terreno dell’ex Palazzo Benzoni di via Civerchi, oggi sede della Biblioteca. Attualmente è anche aperta al culto dei cattolici Ortodossi (circa 500 in città) che vi celebrano Messa la domenica, grazie alla concessione dell’ex vescovo di Crema, mons. Oscar Cantoni.

Miracolose nei loro poteri, le Madonne Nere hanno a lungo ispirato e continuano ad ispirare fervente devozione. Eppure, nonostante il numero di queste statue sacre e l’intensità della devozione, la loro genesi è in parte avvolta dal mistero. Sono Madonne le cui origini si perdono nella notte dei tempi, collegate a storie miracolose (come nel caso di Loreto) o a culti della fertilità (come ad Oropa). La Madonna Nera di Crema è una Madonna Lauretana (si rifà al culto della Madonna Nera di Loreto), anche se non vi sono didascalie a corredo che permettano di identificarla. Osservandola, si rimane incantati: non è necessario conoscere in maniera approfondita l’arte. “Eccola, troneggiante: la statuetta della Madonna a grandezza naturale é di piccole dimensioni (160×57) e rappresenta nella sua maestà la figura della Madonna dal bruno incarnato che porta in braccio il Salvatore. Esemplari simili sono pochi; in Europa se ne contano 275 ma il più famoso è questo: la Madonna di Loreto, che incute rispetto e signorilità. La veste è dorata e reca diverse stelle a 8 punte. Certo, non c’è realmente oro perchè si tratta di legno dipinto, non ci sono pietre preziose ma solo la rappresentazione fittizia. Ѐ questa la particolarità che la rende interessante: all’apparenza Madonna povera ma simbolicamente ricca. Essa appare in posa ieratica, gli occhi non hanno pupille e fissano l’infinito in eterno. La testa è coronata dalla tiara che allude alla dipendenza di Loreto dalla chiesa di Roma. Simbolicamente le tre corone che formano la tiara indicano il triplice potere del Papa: padre dei re, rettore del mondo e vicario di Cristo” scriveva in un suo intervento Elisabetta Dossena.

Ѐ ancora un enigma il vero motivo per cui a Crema si trovi questa bellissima statua. Chi l’abbia voluta è ancora da stabilire. In un primo tempo si pensò alla famiglia Benzoni, proprietaria del palazzo in cui si trova la chiesa, ma la cappella gentilizia venne realizzata solo nel 1834 e giunse all’oratorio di Santa Maria Stella traslata dalla distrutta chiesa di San Marino nel 1868. E aveva già i collari che la adornano. Un aspetto, come vedremo, tutt’altro che secondario. Ѐ curioso notare come questa chiesa fosse intitolata a San Marino, assente nelle titolazioni delle chiese del nord Italia e patrono della omonima Repubblica. A San Marino la chiesa dei Cavalieri di Malta conserva una statua della Madonna nera di Loreto. Questi Cavalieri erano originariamente Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, un ordine nato nel medioevo per difendere i luoghi santi. Sull’isola di Malta, che fu la patria per secoli dei Cavalieri di San Giovanni, si trovano ben otto Madonne nere.

Sorge quindi spontanea la domanda: i Cavalieri di Malta sono stati legati a Crema? La risposta è positiva. Essi avevano delle proprietà (pare nella zona di Borgo San Pietro, forse “ereditate” dai Templari). Inoltre, uno dei collari che porta la Madonna, precisamente il secondo, sembra appartenere all’Ordine di Malta. Ed i Cavalieri Templari? Questi avevano invece una Commenda a Castelleone, nel palazzo che oggi ospita la biblioteca. Proprio a Castelleone, una Madonna Nera è conservata nella chiesa della SS. Trinità: anche questa ha dei collari (tre) e un particolare che la rende inconfondibile: l’iconografia della traslazione della Santa Casa a Loreto, da parte degli Angeli.

A Cremona, nella chiesa di Sant’Abbondio, c’è una ricostruzione della Santa Casa di Loreto con Madonna Nera lauretana, senza collari. All’esterno della chiesa, però, proprio sopra la porta d’ingresso, è situata una statua che riproduce una Madonna Lauretana con Bambino, provvista di tre collari sul modello di quella di Castelleone. Sconcertante e misteriosa è la Madonna Lauretana sospesa sul Corso Lauretano, che immette nella chiesa di Sant’Abbondio: una Madonna in lega metallica (ferro, rame, ottone) che ha i collari e una magnifica tiara papale.

C’è poi il mistero legato all’interpretazione dei “collari” che la Madonna Nera di Crema porta al collo. Almeno quattro. Secondo altre letture visive, invece, tre. Perché venivano adornate con i collari? Una prima motivazione potrebbe essere la volontà di di esternare la propria devozione alla Madonna Nera o di porsi sotto la sua santa protezione. Oppure (o in aggiunta) potrebbe trattarsi della scelta di Ordini Cavallereschi che si ponevano sotto la sua protezione della Vergine. Altresì credibile che si sia voluto compiere un atto di deferente e riconoscente devozione conferendole simbolicamente le massime onorificenza dell’epoca, dal Toson d’Oro, all’Ordine di San Maurizio. La presenza della sola Croce Mauriziana sul collare della Madonna Nera di Crema potrebbe quindi significare che sia antecedente al 1572.

Per quanto concerne la chiesa e l’effige sacra, vi sono due date recenti e significative vicende da annotare: l’incendio del 30 luglio 2002, che danneggiò gravemente anche la statua della Madonna Nera; l’attento e meticoloso restauro del 2004, che restituì alla Madonna Nera la sua originaria bellezza. Il restauro dell’edificio sacro del 2003 permise la riscoperta di 48 tavolette lignee. Nel corso degli anni alcuni studiosi hanno effettuato ricerche sulla Madonna Nera. Al riguardo si cita “La Madonna Nera di Crema” di Marisa Uberti e Bernardo Zanini, che ne aveva scritto in un articolo apparso sulla rivista “L’Araldo Cremasco“.

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