LA CREMA MUSICALE DEGLI ANNI SESSANTA: DAL “TORRAZZO D’ORO” AL “RALLY CANORO”, DALLA SERENELLA ALLA LANTERNA BLU. ECCO I NOMI DEI PROTAGONISTI, DELLE BAND ED I LORO RACCONTI. MERAVIGLIOSI E INCREDIBILI

22 Giugno 2021 Di Renato Crotti

A tenere banco erano Little Tony e Fausto Leali, Mina e Al Bano, Gianni Morandi e l’Equipe 84, Rocky Roberts, Gino Paoli e Vianello. L’elenco sarebbe infinito. Erano gli interpreti maggiormente gettonati e amati dal pubblico negli anni Sessanta. Canzoni indimenticabili. Senza tempo.  Dal 1951 registrava record d’ascolto il Festival di Sanremo e nel 1961 aveva debuttato il “Cantagiro”.  In molte città e paesi italiani erano numerosissimi i complessi e le band locali che proponevano musica dal vivo in feste popolari, sagre e manifestazioni. Crema non fu da meno con il “Torrazzo d’Oro”. Ma non solo.

Il “Torrazzo d’oro” debuttò a Crema nel 1966, come rassegna musicale patrocinata dal Comune. La formula prevedeva una serie di serate “eliminatorie” nei paesi del Cremasco. Ogni serata eleggeva un vincitore. Coloro che avevano vinto le “eliminatorie” partecipavano di diritto alla serata finale a Crema al “Teatro Nuovo” (oggi San Domenico). Nella finale veniva proclamato il vincitore del “Torrazzo d’Oro”. La prima edizione fu vinta dai “Rainbow” dopo un testa a testa contro “Gli Amici”. In quella serata andarono forte pure “I Naufraghi”.

La manifestazione venne rievocata con un evento apposito alcuni anni fa, su iniziativa dell’appassionato di storia cremasca e personaggio istrionico, Luigi Dossena. Parteciparono anche i componenti del complesso “I Rainbow”: Francesco Piantelli, Walter Latroni, Francesco Torrisi e Gigi Aschedamini, che con l’occasione ricordarono il quinto componente, il compianto Francesco Edallo. La direzione artistica della recente rievocazione fu a cura di Imma Cantoni. Oltre a ricordare la manifestazione cremasca, fu l’occasione per narrare quanto accadeva a Crema e nei paesi limitrofi sotto gli influssi della rivoluzione musicale “beatlesiana” e dei grandi movimenti che andavano formandosi in quegli anni. Tra il pubblico, molte personalità cremasche di spicco, che ai tempi parteciparono alle serate de “Il Torrazzo d’Oro”, da Beppe Ermentini a Lucio Fabbri, passando per Antonio Cabini, Carlo Alberto Vailati e molti altri ancora.

Facciamo un passo indietro nel tempo, ante 1966. La seconda parte degli anni Sessanta venne definita il momento più felice del “secolo breve”.  Almeno per un paio di generazioni. I capelli lunghi, i pantaloni al girovita, aderentissimi e scampanati, stivaletti con tacco alto. In città e nel territorio, come nel resto dell’Italia, erano nati decine di complessi musicali sulla potentissima spinta giunta dall’Inghilterra e dagli States. Nascevano anche da noi i “figli dei fiori” e gli hyppies, i vitelloni ed i nuovi signori, anche nostrani. Una mutazione che proseguì di slancio lungo tutti gli anni ’70. Poi, il dramma degli “anni di piombo”.

Nelle cantine e nelle salette si riunivano i ragazzi, (più o meno giovani!) imbracciando chitarre ed altri strumenti, formando così piccoli gruppi musicali che, dopo sommarie prove, si esibivano qua e là negli oratori, nei cinema, nelle feste di paese, nelle ricorrenze del tempo libero. Il pubblico, per lo più giovanile, correva ad ascoltare le hit nazionali reinterpretate dalle band locali. Tra i gruppi dell’epoca, i Naufraghi, Special, Blizzard, Piazza delle Erbe, Alta Marea, Cream Boys, Merry Boys, The Eyes, The Big Ben, The Beam Toys, I Solisti, I Capitani, Salis&Salis, Argenta, Orchestra Piero Ziglioli e molti altri. Più o meno noti.

Fu in questo contesto sociale che due intraprendenti e giovanissimi cremaschi, Enzo Palazzoli e Manfredo Zaniboni, iniziarono ad organizzare delle feste musicali per studenti presso la sala da ballo “Serenella” di via Diaz a Crema. Un’apoteosi di pubblico, al punto che il locale si modernizzò per proseguire ad ospitare le feste, aumentando anche la capienza della sala. Da “Serenella” si trasformò in “Lanterna Blu”. Il posto divenne alla moda e molto gettonato. Non solo dal pubblico. Iniziarono a fare capolino in quel luogo anche nomi famosi, da Giorgio Gaber ai New Dada, dai Nuovi Angeli a Patty Pravo, da Mal dei Primitives, ai New Trolls, solo per citare i principali.

Illustrata la premessa storica e territoriale, si comprende il contesto che favorì la nascita del “Torrazzo d’Oro”. Fu una rassegna di gruppi musicali e cantanti nostrani, che diede la miccia a una lunga stagione musicale locale.  Nel 1967, come sequel del Torrazzo d’Oro, il gruppo dei “Rainbow” insieme ad altri organizzò il “Rally Canoro”, versione cremasca del “Cantagiro”. Gli emuli nostrani di Gianni Ravera erano Manfredo Zaniboni, Giulio Breviglieri, Luigi Aschedamini, Massimiliano Aschedamini, Enzo Palazzoli, Alberto Borsieri, Antonio Zaninelli, Antonio Gazzoletti e Franco Cattaneo. Vallette ammiratissime: Giulia Rossi e Loretta Savoldi. Una competizione a tappe nei principali paesi del territorio, con esibizioni e conseguenti punteggi per ogni serata. “La finalissima si sarebbe dovuta tenere in Piazza Roma a Crema. Ovviamente, quella sera arrivò un temporale con un diluvio biblico e riparammo al Teatro Nuovo”, ricorda Gigi Aschedamini. Gli organizzatori erano anche antesignani delle tecniche di marketing e promozione eventi: “ricordo che noi organizzatori giravamo per la città con altoparlanti sulla capote delle nostre macchine invitando i cittadini a intervenire allo spettacolo. Tempi mitici” rammenta Gigi.

Questa magia durò oltre un lustro e fece affluire a Crema giovani e appassionati da tutta la Lombardia. Oltre a far cantare, ballare e scatenare migliaia di persone. Formidabili quegli anni. A detta di alcuni, “i migliori anni della nostra vita”.

Ringrazio Dino Bernardo Zanini per lo spunto e per avermi fornito notizie e fotografie, unitamente a Francesco Torrisi e Gigi Aschedamini.