CREMONESI E CREMASCHI ALLA TESTA DEL PROGETTO DI AZIONARIATO POPOLARE PER L’INTER. ECCO L’IDEA DI CARLO COTTARELLI ED I COMMENTI DEI NERAZZURI SEVERGNINI, CAPPELLINI, FERRI, BASSI, LOCATELLI, BORGHETTI E COZZAGLIO

26 Giugno 2021 Di Renato Crotti

DI STEFANO MAURI

                                                           A rompere il ghiaccio, a sorpresa, è stato l’economista cremonese Carlo Cottarelli, già candidato in pectore alla presidenza del Consiglio, opportunità poi sfumata nel volgere di poche ore a causa dell’imprevedibilità della politica italiana. Oggi, ha unito la passionaccia indomita e incontenibile per l’Inter all’esperienza economica. Estraendo dal cilindro un’operazione volta a creare un azionariato popolare capace di sostenere l’Inter e di “pesare” nella governance societaria. Una partita ardua. Il coraggio per giocarla, a quanto pare, non manca.

“Vogliamo portare avanti un grande progetto di azionariato popolare. Per rafforzare l’Inter con capitali forniti da noi tifosi, integrati da risorse di investitori istituzionali, in un quadro economicamente sostenibile” ha dichiarato Carlo Cottarelli, “Già avviene in altre società gloriose, come il Bayern Monaco. Il nostro scopo è sostenere la squadra che amiamo. Siamo grati al presidente Zhang per aver riportato l’Inter ai vertici del calcio. Il primo passo sarà simbolico. Entro fine giugno faremo entrare nella società Interspac Srl., da me presieduta, un gruppo ristretto di tifosi interisti noti, che acquisteranno una piccola quota: sportivi, musicisti, scrittori, giornalisti, conduttori televisivi. Ci aiuteranno a far conoscere il progetto. Presto sarà messo on line sui canali social e web, e rilanciato da media partner, un questionario sull’azionariato popolare tramite cui anche i tifosi interisti potranno far conoscere la propria opinione, in via informale”. Ѐ il fischio del calcio di inizio.

Il legame tra l’Inter Milano, la città di Crema (alias Granducato del Tortello!) e Cremona (regno invece del Marubino) è intenso. Duraturo. Capace di superare stagioni deludenti in attesa delle vittorie. Forse sarà l’immutato affetto ed il ricordo degli ex calciatori nerazzurri di origine cremasca, simboli genuini e amati nelle epoche in cui hanno giocato con la maglia dell’Inter: Renato Cappellini, Mauro Bicicli e Riccardo Ferri. Forse sarà il frutto del generoso, instancabile e frizzante attivismo dell’Inter Club Crema (uno dei più grandi e importanti), dedicato proprio a Ferri. Forse sarà per il contributo di tifosi illustri quali Beppe Severgnini, (autore di numerosi libri sulla squadra milanese). O, forse, sarà l’insieme di tutti questi fattori. Al di là delle insondabili motivazioni, il feeling era ed è intenso in provincia di Cremona. Ecco perché non deve stupire il fatto che l’iniziativa di Cottarelli è targata CR. Certo, se le voci che danno il colosso Alibaba pronto a mettere generosamente mano al portafoglio per aiutare Suning fossero vere, l’impatto dell’iniziativa capeggiata da Cottarelli avrebbe meno peso economico, ma non perderebbe certo il forte valore sportivo ed il significato morale e della carico della tifoseria pura.

Abbiamo chiesto un parere sul progetto Interspac, rivoluzionario per l’Italia e il calcio italiano, a cremaschi e cremonesi illustri. E interisti. Impegnatissimo tra il lavoro nel reparto di Radiologia dell’ospedale di Crema, la somministrazione di vaccini da generoso volontario e la lotta al virus anche nelle vesti di informato e rassicurante blogger, il dottor Maurizio Borghetti, che non è riuscito a sconfiggere la febbre neroazzurra che lo ha contagiato sin da piccolo. “Massima fiducia e stima a Carlo Cottarelli. Lo apprezzo soprattutto per la passione e la determinazione con le quali sta provando a lanciare l’iniziativa già adottata, con successo, per esempio in Germania. Detto ciò, sto dalla sua parte e sposo in pieno la sua intraprendente trovata. Colgo l’occasione per ribadire la necessità che vi vacciniate. Per evitare rischi e brutte ricadute in autunno è fondamentale accelerare i tempi e vaccinare il prima possibile almeno il 75 – 80% della popolazione”. Ancor più convinto il giornalista e scrittore Beppe Severgnini, che diede anzitempo, dagli schermi di Raidue, notizia del pour parler in atto, dichiarando: “L’azionariato popolare come hanno fatto Bayern Monaco e Barcellona non è una fantasia. Ne ho parlato allo stadio con il professor Cottarelli. Con ogni probabilità. Il nome di Severgini non mancherà tra i promotori della cordata popolare pro Inter Milano.

Pronto a fare la propria parte anche il giornalista, scrittore e organizzatore di eventi culturali Giovanni Bassi: “Si, assolutamente e li darò. Perché trovo sia una giusta operazione, sperimentata da importanti club europei. Con Carlo Cottarelli a capo di questa iniziativa mi sento tranquillo. Ѐ un economista esperto, persona di integrità eccellente, innamorato dell’Inter. Si è speso in prima persona, ci mette la faccia, avrà il mio appoggio”. Le voci di parere differente non mancano. O, meglio, all’insegna della prudenza. Della ragione prima del tifo. Ѐ, infatti, dubbiosa, la figlia dell’ex attaccante dell’Inter Renato, Cristina Cappellini, già assessore alla Cultura della Regione Lombardia. “L’idea non mi convince. Mi sembra un’operazione estremamente impegnativa sotto tutti i punti di vista e difficile da attuare in tempi rapidi (a fronte di enormi problemi di liquidità e di debiti della società). Lo vedo un po’ come un tentativo di togliere le castagne dal fuoco a Zhang, senza metterne in discussione le scelte e l’operato. In sostanza il mio retropensiero è: perché chiedere soldi ai tifosi quando si sa che Suning è una delle più ricche società cinesi?”.

Sarcastico, ironico, schietto e sincero come sua consuetudine, il blogger cremonese Flaminio Cozzaglio: “L’Inter è, prima d’altro, storicamente, una società di matti, quindi ben prima dell’azionariato popolare avrebbe bisogno di una squadra di psichiatri. Tutti bravi però, anche le riserve!”. Resta il fatto che l’attivismo, la proposta di idee e soluzioni è migliore dell’apatia o della rassegnazione. Sarà un goal o una traversa? Passionaria nerazzurra, Barbara Locatelli, ex addetta stampa del Pergo, esperta in comunicazione ha un concetto romantico del football: “Nel calcio resto un’anacronistica autoctona romantica: i giocatori bandiera, le storiche famiglie proprietarie, i simboli societari. Potendo scegliere rivorrei i Moratti. Mi mancano gli Zenga, gli Zanetti. Mi mancano i Trap e il mio Mou, che soffriró a vedere sulla panchina della Roma. Mi manca anche Peppino Prisco. Spiegata questa mia nostalgia, che condiziona il mio parere sulla nuova finanza nel calcio, trovo che la proposta di Cottarelli sia una strada da tentare e spero che la proprietà (che non amo, nonostante lo scudetto) sia disposta a valutarla. Credo più alla fattibilità di una formula con pochi grandi azionisti e una piccola percentuale riservata alle quote minime (dai 500 ai 1500 euro a testa) Io, ovviamente da cuore nerazzurro parteciperei anche senza paracadute. Però se come temo andrà male, spero che Cottarelli trovi più spazio in politica, per gli italiani un centravanti di sfondamento da non lasciare in panchina”.

Comunque vada, sarà un successo. Forse.