VANESSA FERRARI DA GENIVOLTA CE L’HA FATTA. RAPPRESENTERÁ L’ITALIA ALLE OLIMPIADI DI TOKYO. LA SUA INCREDIBILE STORIA FATTA DI FATICA, SUDORE, SACRIFICIO E DOLORE

27 Giugno 2021 Di Renato Crotti

Vanesssa Ferrari da Genivolta ce l’ha fatta. Volerà a Tokyo 2021. Sarà la sua quarta Olimpiade. Un primato nella storia della federginnastica azzurra. Ieri a Doha, la leonessa della Brixia ha staccato l’ex compagna Monica Bergamelli e la forlivese Miranda Cicognani, prima donna portabandiera ai Giochi di Helsinki 1952, entrambe ferme a tre partecipazioni. Non nasconde la soddisfazione e l’entusiasmo. “Ci ho creduto, ho lavorato senza sosta e finalmente, con uno straordinario 14.266 salgo sul primo gradino del podio che vale il pass per Tokyo. All’inizio di questo cammino avevo promesso che vi avrei fatto sognare e vi dico solo che il grande sogno continua, andiamo a scrivere un’altra pagina di storia” commenta a caldo.

Vanessa conquista il pass del CIO, il quattordicesimo della Fgi, grazie alla vittoria di ieri nella finale a corpo libero femminile nella Coppa del Mondo, a Doha. Con un’esecuzione da 8.366 si è aggiudicata l’oro di tappa e ha superato nella classifica generale del circuito biennale Lara Mori, che malgrado un ottimo esercizio sulle note dei Queen e il suo 13.633, si deve accontentare della piazza d’onore, davanti alla brasiliana Lorrane Oliveira, bronzo con 12.633. Il pass è unico. Ma lo sport è fatto di valori. Rispetto. Faccio davvero i complimenti a Lara Mori (atleta italiana che non ha raggiunto l’obiettivo per l’accesso ai Mondiali) che ha combattuto fino alla fine, ed é una dote che apprezzo molto. Le voglio bene e penso sia davvero un’atleta grandiosa oltre che un’amica”.

L’atleta cremasca è soprannominata la “Farfalla di Genivolta”. Il 25 aprile scorso aveva già conquistato la medaglia di bronzo negli esercizi a corpo libero agli Europei di ginnastica artistica a Basilea. Come base musicale aveva scelto “Bella ciao”, per celebrare la Liberazione. Dal 2009 gareggia per il gruppo sportivo dell’Esercito Italiano. Riveste il grado di Caporal Maggiore. Nel periodo Covid si è allenata nel garage di casa e in soffitta. Per lei, non una novità. Ha alternato la preparazione atletica, tra Brescia e Milano, allo studio. Ha iniziato facendo esercizi in una piscina dismessa vicina al casello di Brescia Ovest, dove avevano riempito le vasche con la gommapiuma e in una palestra a Castelleone. Poi, l’incontro con la Società “Brixia” ed il suo allenatore.

Al suo fianco la mamma Galia ed il papà Giovanni, che tra mille sacrifici l’hanno sempre sostenuta e incoraggiata. Impossibile trovare uno sponsor. All’epoca era solo una ragazzina talentuosa di uno sport non di massa. La Federazione chiese il rimborso di 60 euro alla famiglia quando, in un allenamento a Trieste, saltò un gancetto dell’apparecchio per i denti e dovettero portarla dal dentista. Prima atleta azzurra a laurearsi nel 2006 campionessa mondiale di ginnastica artistica ad Aarhus (Danimarca). Venne insignita del “Collare d’oro al merito sportivo” del CONI. L’anno dopo il presidente della Repubblica la nominò Cavaliere al Merito. La sua strada è stata tutta in salita. Nel 2007 ai Campionati Mondiali di Stoccarda, qualificanti per le Olimpiadi di Pechino, cadde dalle parallele e si provocò una frattura all’osso scafoide del piede. Continuò a gareggiare. Nonostante il dolore lancinante. La squadra si classificò quarta. Il miglior risultato mai raggiunto dalla Nazionale italiana a un mondiale. L’anno dopo fu colpita da una tendinite acuta, ma partecipò ugualmente alle Olimpiadi di Pechino. Unica minorenne dell’intera spedizione CONI. Dopo la competizione decise di operarsi per alleviare quel dolore che la penalizzava e faceva soffrire. Si rimise al lavoro. Allenamenti, sofferenza, sudore, fatica. Ma tanta determinazione e tenacia. Instancabile. Il destino non le ha regalato nulla. Nel 2015, la mononucleosi e, due anni dopo, un nuovo intervento per la lesione del tendine d’Achille.

Ѐ la prima ginnasta italiana ad avere eseguito lo “Tsukahara avvitato Silivas”, un doppio salto all’indietro raccolto con doppio avvitamento. Vanta nel palmarès internazionale, oltre al titolo del 2006, un argento e tre bronzi mondiali, quattro titoli di campionessa europea tra il 2006 e il 2014, cinque vittorie in Coppa del Mondo tra il 2007 e il 2019 e otto ori in due edizioni dei Giochi del Mediterraneo.

Ѐ la sportiva italiana con il maggior numero di vittorie nella storia di questa manifestazione. A livello nazionale detiene 22 titoli (sette nel concorso generale) ai campionati assoluti, di cui il primo vinto nel 2004 e 11 vinti con la squadra Brixia nel Campionato di Serie A1. “Alla fine, che sia una vittoria o una sconfitta, io ritorno in palestra e mi rimetto al lavoro per il prossimo obiettivo. Questo è il mio modo di affrontare il cammino verso il mio sogno. Nessuna scorciatoia”. In bocca al lupo, Vanessa.