LA CICLISTA MARTA CAVALLI DA FORMIGARA STRAPPA IL PASS PER LE OLIMPIADI DI TOKYO. DALLE CORSE COL NONNO E IL PAPÁ AL COLPO DI FULMINE PER CAVENDISH. LA SUA STORIA TRA ITALIA E FRANCIA. SU PISTA E SU STRADA

3 Luglio 2021 Di Renato Crotti

Ѐ il terzo talento sportivo femminile della nostra provincia ad aver ottenuto la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo 2021. Dopo la ginnasta Vanessa Ferrari di Genivolta (articolo al link https://www.renatocrotti.it/2021/06/27/vanessa-ferrari-da-genivolta-ce-lha-fatta-rappresentera-ltalia-alle-olimpiadi-di-tokyo-la-sua-incredibile-storia-fatta-di-fatica-sudore-sacrificio-e-dolore/ ) e la canoista Valeria Rodini (Cremona), tocca ora alla bicicletta di Marta Cavalli da Formigara (San Bassano). Dopo anni di sudore, fatica, dedizione e caparbietà, ha dimostrato sul campo di avere tutti i numeri per entrare a far parte del quintetto Azzurro che affronterà la prova su strada di ciclismo in Giappone, in team con Marta Bastianelli, Tatiana Oderzo, Elisa Longoborghini, Soraya Paladin.

La bicicletta era nel destino dell’atleta ventiduenne. Il ciclismo è una passione di famiglia. Suo nonno dirigeva una squadra giovanile e suo padre lo praticava a livello amatoriale. Quando partecipava a qualche gara portava con sé la figlia. La scintilla non scoccò immediatamente. Marta prima si cimentò con pallavolo, ginnastica artistica, nuoto, ma alla fine emerse, prepotente e insopprimibile, la passione per il ciclismo. A 11 anni, guardando Mark Cavendish in televisione capì che il suo futuro era in sella alla bici. In strada ed in pista.

Marta è, infatti, convinta sostenitrice della multidisciplinarietà della due ruote agonistica, ed è forte sia in pista che su strada. Cresciuta e lanciata dal Team Val­car, quest’anno ha fatto il salto nel WorldTour (il circuito mondiale di ciclismo su strada organizzato dall’Unione Ciclistica Internazionale) con la FDJ Nou­velle Aquitanie-Futuroscope.

Dopo un’attenta analisi, ho scelto la FDJ Nou¬velle Aquitanie, che stava cercando un’atleta giovane come me da far crescere, adatta per le classiche del nord e pronta a supportare il capitano Cecilie Uttrup Ludwig”ha dichiarato alla rivista TuttoBici “Sentivo di essere il tassello che mancava loro, così ho accettato con entusiasmo. Sbarcare nel WorldTour è il sogno di ogni atleta e sono grata alla Valcar per questi anni in cui ho potuto mettermi in mostra e crescere molto”. Talento e umiltà.

Nel 2020 la talentuosa atleta della nostra provincia ha infatti chiuso al quattordicesimo posto il Giro d’Italia, piazzandosi poi quinta alla Gent-Wevelgem e decima al Giro delle Fiandre, dando prova di avere un bagaglio tecnico veramente ampio. Il tutto senza poter correre su strada da ottobre 2019 a fine luglio 2020, a causa del lockdown e dei vari impegni su pista.

Già, la pista, proprio la specialità in cui ha cominciato a raccogliere le soddisfazioni più importanti in carriera. Marta ha infatti già una sfilza di medaglie continentali conquistate in svariati velodromi europei: quattro ori nell’inseguimento a squadre tra le U23 e uno nell’inseguimento individuale e lo storico oro nel Derny a Pordenone nel primo Campionato Europeo di specialità per le donne élite riservato alla disciplina. Il ricordo più bello in sella ad una bicicletta? Marta non ha dubbi: il Campionato Italiano vinto su strada nel 2018, quando aveva appena 20 anni.

La pista ti permette di sviluppare quello che io chiamo “colpo d’occhio velocità d’azione”, cioè quella capacità di cogliere l’attimo, di reagire rapidamente a ciò che accade e di restare sempre lucidi”. Il lato rosa del Ciclismo italiano cresce. E va forte. Sarebbe orgoglioso di lei lo scomparso presidente della Federazione Ciclisitica Italiana, Giancarlo Ceruti (articolo al link https://www.renatocrotti.it/2021/05/17/giancarlo-ceruti-il-cremasco-alla-guida-del-ciclismo-italiano-da-pantani-alloro-di-bettini-dalle-giovanili-al-velodromo/ ) che nei giovani credeva e puntava.