I FRATELLI CASSANI DI VAILATE, FONDATORI DELL’IMPERO SAME TRATTORI. DAL VELIVOLO SCHIANTATO SUL FIENILE, ALL’AUTO PER ANDARE DALLE FIDANZATE. TRA DUE GUERRE L’INVENZIONE DEL PRIMO TRATTORE DIESEL AL MONDO

7 Luglio 2021 Di Renato Crotti

Francesco Cassani, nato a Vailate1906,  ed il fratello Eugenio Giovanni Cassani, anch’esso nativo del paese cremasco, classe1909 (scomparso prematuramente nel 1959) sono stati inventoriimprenditori. Lungimiranti e realisti. Visionari e pragmatici. Hanno fondato la SAME trattori, oggi leader mondiale del settore con un fatturato di oltre un miliardo di euro, otto siti produttivi, dodici filiali commerciali, due joint venture, oltre tremila concessionari, occupando quattromila dipendenti nel mondo.

Pionieri della trazione diesel, della quale sono stati precursori con circa quindici anni di anticipo sull’effettiva affermazione italiana, hanno costruito il primo trattore dotato di una versione innovativa di tale motore, il “Cassani 40 CV. Nel 1942 hanno fondato la Società Accomandita Motori Endotermici, (SAME).

Francesco ed Eugenio avevano ereditano dal padre Paolo, titolare di un’officina meccanica già da due generazioni, la passione per la meccanica e il disegno industriale. Si impegnano fin da giovanissimi nell’attività di famiglia. Poi la Prima Guerra Mondiale e l’obbligo di modificare la produzione a fini militari.

Alla ripresa della normale attività, nel 1918, Francesco inizia ad occuparsi del funzionamento dei motori a vapore delle trebbiatrici, settore di cui suo padre, rientrato dal fronte, gli affida ufficialmente la responsabilità. Appena quindicenne, ma già esperto costruttore e riparatore, diventa il punto di riferimento dei numerosi clienti sparsi in tutta la regione. Suo fratello Eugenio, che non ha ancora dieci anni, lo segue come un’ombra. Senza trascurare la scuola fa tesoro dell’esperienza e degli insegnamenti di Francesco. È in questo periodo che la mamma, Eugenia Rocchi, l’anima imprenditoriale dell’azienda, decide di spostare famiglia e impresa da Vailate a Treviglio, città da dove le comunicazioni con Bergamo e Milano sono più facili. Il trasferimento avviene nel 1920.

Lo spazio della nuova officina è tale da consentire ai due ragazzi di ricavarsi una stanza dove lavorare ai propri progetti personali. Con l’aiuto del fratello, senza trascurare il lavoro e la frequentazione serale di una scuola tecnica milanese, Francesco inizia infatti a operare nel campo motori. Il suo interesse iniziale è l’aeronautica, una passione che risale agli anni di Vailate, quando vedeva volare gli aerei in collaudo costruiti nelle non lontane officine della Caproni. Convince suo zio a dargli il denaro necessario per l’acquisto di un motore proveniente da un aereo militare destinato alla demolizione. Poi, lo monta su un inverosimile “aereo-idrovolante-auto”, una sorta di velivolo che, nel suo entusiasmo giovanile, dovrebbe poter atterrare su una pista o sull’acqua, o anche per percorrere la strada ordinaria. Il sogno si infrange con l’apparecchio sulle balle di paglia del fienile, dove si schianta. Indomito, non si arrende. Il motore viene riutilizzato per un’automobile pomposamente battezzata “Rolland-Pilain“. Si tratta, nella realtà, di un telaio arrangiato con materiali di recupero e componenti costruiti in proprio, cui viene fissata una targa in cartone che reca un laconico numero due. L’automobile, costruita quando Francesco ed Eugenio hanno sedici e dodici anni, serve per andare a far visita alla fidanzata e futura moglie. Al cuor, non si comanda.

I due fratelli sono i primi in Italia ad intuire le potenzialità della motorizzazione in agricoltura. Non ancora diciottenni, nelle ore libere dal lavoro in ditta, decidono di dare nuova vita al motore aeronautico montato sull’auto da morose, la “Rolland-Pilain”. Studiano la tecnica fin nei minimi particolari, attingendo da decine di libri e riviste in lingua tedesca comprati a Milano. L’apparato si mette in moto, ma si arresta dopo solo qualche secondo. Non si scoraggiano. Messo a punto il motore Francesco ed Eugenio stabiliscono anche forme e misure definitive del trattore, che viene riprodotto ai primi del 1926 in una serie prototipo di quindici esemplari, dodici dei quali acquistati da imprese agricole di varie zone italiane (Bologna, Foggia, Padova), che li sperimentano su colture e terreni di varia tipologia. Lo slancio che si vuole dare all’agricoltura italiana contribuisce a consacrare il successo del primo trattore al mondo azionato da un motore diesel. Nel 1927, alla Fiera Agricola di Roma, il “Cassani 40” sbaraglia la concorrenza di aziende affermate come Fiat e Landini. Poi, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Terminata la guerra, i due fratelli decidono di ripartire dalle origini: una modesta officina meccanica per la riparazione di automezzi militari ubicata nei locali dell’attività di famiglia, rimasti inoperosi dopo la morte del padre. Mentre Eugenio rimane in pianta stabile a Treviglio, guidando il lavoro di tre operai, Francesco fa la spola con Milano in cerca di commesse. Per far fronte alla penuria di rifornimenti, Francesco si reca al Brennero, dove l’autorità militare ha messo in vendita una quantità non precisata di mezzi blindati con i motori perfettamente funzionanti. Vengono trasferiti a Treviglio, smontati e trasformati in mucchi eterogenei di materiali pronti al riutilizzo. Con questa grande quantità di scorte viene messo a punto un piccolo motore generatore di elettricità, che va a ruba per l’aleatorietà dell’erogazione di energia di quei tempi, acquistati in gran numero soprattutto da industriali e ospedali. La minicentrale Cassani è il primo prodotto ufficiale della SAME e i suoi ricavi consentono di trasferire l’officina in una sede più grande, ricavata in preesistenti locali.  È in questa nuova sede che Francesco ed Eugenio tornano all’idea originaria della meccanizzazione agricola. Causa la penuria di mezzi della ditta e di risorse dei potenziali acquirenti viene messa a punto un’autofalciatrice a tre ruote.

A diciotto anni dalla costruzione del “Cassani 40”, Francesco ed Eugenio hanno finalmente intrapreso la via del successo. La seconda vita della SAME ha inizio. Sarà una costante e crescente cavalcata verso il successo. L’ultimo atto di Cassani è la firma dell’accordo con Ferruccio Lamborghini per l’acquisizione della consociata Lamborghini Trattori dell’omonima casa automobilistica, avviando la trasformazione della SAME nell’attuale gruppo SAME Deutz-Fahr. Oggi, la SAME è tra le prime aziende al mondo del settore.