NASCEVA OGGI A IZANO DON MARCO CЀ, FUTURO PATRIARCA DI VENEZIA. SERVÌ TRE PONTEFICI. DA CARDINALE ELESSE IL QUARTO. SULLA SCRIVANIA LA FOTO DEL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA PALLAVICINA

8 Luglio 2021 Di Renato Crotti

DI PIERLUIGI CANTONI

                                                                     “Ho avuto la fortuna di nascere e crescere in una famiglia credente: una fede umile, che però conduceva la vita. E di fede è stato anche l’ambiente del paese di Izano in cui sono cresciuto: io la fede l’ho respirata e mi ha strutturato interiormente. E questo è il filo che ha condotto tutta la mia vita”. Queste le parole del Patriarca di Venezia card. Marco Cè nella videointervista per l’incontro al Laurentianum di Mestre nel febbraio 2013. Un anno dopo, il 12 maggio 2014, volava in cielo. Classe 1925, oggi sarebbe stato il suo compleanno.

Dopo gli studi classici presso il Seminario Diocesano di Crema, conseguì la maturità presso il liceo “A. Verri” di Lodi. Si trasferì poi a Roma come alunno del Seminario Lombardo e ha compiuto gli studi Teologici presso la Pontificia Università Gregoriana e il Pontificio Istituto Biblico. Presso quell’ateneo ha conseguito la Laurea in Teologia Dommatica e la licenza in Sacra Scrittura.

Al suo rientro in Diocesi, dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 27 marzo 1948, gli venne dato l’incarico di vicerettore del Seminario di Crema e l’insegnamento della Sacra Scrittura. Nel 1957, fu nominato rettore del Seminario, pur continuando ad insegnare.

Nel 2010, a proposito del suo legame con Venezia e con la terra cremasca, aveva detto: “Dopo trentatrè anni di vita in laguna, Venezia è la mia casa e la mia famiglia. Però le radici sono nella terra umile e forte dove sono nato: sul mio tavolo di lavoro c’è una vecchia immagine della Madonna della Pallavicina e nel cuore la nostalgia dolce di sussurrare, ancora una volta, un Requiem in quel cimitero, appena dietro la chiesa, a Izano, dove i miei cari riposano”.

Il 22 aprile 1970 venne eletto vescovo da Paolo VI e designato alla Chiesa titolare di Vulturia e nominato vescovo ausiliare del card. Antonio Poma nel governo pastorale della diocesi di Bologna. La cerimonia dell’Ordinazione Episcopale avvenne nel Duomo di Crema.

Dopo sei anni di permanenza a Bologna, il 30 aprile 1976 venne nominato da Paolo VI Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica, succedendo nell’incarico a mons. Luigi Maverna, a sua volta designato Segretario Generale della CEI. Nell’Azione Cattolica ha riversato tutta la preziosa esperienza pastorale, spirituale e culturale acquisita nella sua instancabile attività diocesana.

Dopo la repentina scomparsa di papa Albino Luciani (prima Patriarca di Venezia), Giovanni Paolo II lo chiamò, il 7 dicembre del 1978, a reggere il Patriarcato di Venezia. Sempre Giovanni Paolo II lo creò cardinale nel Concistoro del 30 giugno 1979.

Il card. Cè ha partecipato al Conclave dell’aprile 2005 che ha eletto Papa Benedetto XVI. In quei giorni, oltre al card. Ratzinger circolò tra i “papabili”, anche quello del porporato cremasco.

Nel luglio 2019, il vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti ha voluto ricordare l’amatissimo figlio della Chiesa di Crema con una celebrazione al Santuario della Madonna della Pallavicina a Izano, paese natale dell’indimenticato cardinale. La celebrazione fu presieduta da mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia, guida attuale di quella Chiesa lagunare che ancora oggi ricorda con affetto grande il suo “Patriarca Marco” che l’ha condotta e amata.

«Ogni mattina” aveva detto il card. Marco Cè pochi mesi prima della sua scomparsa “ringrazio il Signore per il dono del nuovo giorno e gli chiedo la grazia di viverlo bene e con riconoscenza: perchè se è vero che molte cose che una volta facevo, adesso non sono più in grado di farle, è altrettanto vero che i giorni che il Signore mi dà, ad uno ad uno ormai, sono pieni di belle cose”.

Il Cardinale Marco Cé spirò a Venezia il 12 maggio 2014.