IN LOMBARDIA QUASI DUEMILA CANI AL MESE ABBANDONATI. NEL CREMASCO UNO AL GIORNO. LO SPLENDIDO LAVORO DEL CANILE DI VAIANO E DELL’ASSOCIAZIONE “SOGNI FELICI”

9 Luglio 2021 Di Renato Crotti

In Lombardia sono 1.576.122 i cani che hanno un proprietario (a giugno 2019). L’ultimo dato disponibile riferito alla Lombardia (aprile 2020) riferisce che gli ingressi nei canili sanitari sono stati 10.221 e nei canili rifugio 4.004. I cani adottati sono pari a 3.127. Il triste conto è presto fatto: lo scorso anno nella nostra regione ne sono stati abbandonati 14.225, ossia 1186 amici a quattro zampe al mese (e dal conteggio sono esclusi i gatti e i cani che muoiono a seguito dell’abbandono).

Un chiarimento sulla differenza tra canili e rifugi sanitari. I canili sono dei luoghi di accoglienza “istituzionali”. Vengono creati e gestiti da Comuni o Province per ospitare gli animali randagi o i trovatelli raccolti per le strade delle città.

Quando un cane arriva in canile, per prima cosa si verifica la presenza del microchip obbligatorio. In caso positivo, si procede a rintracciare il legittimo proprietario. Al contrario, se il chip è stato smarrito o tolto, o come spesso succede mai applicato, l’animale viene catalogato come abbandonato. Il rifugio, invece, è un luogo gestito da volontari che non ci guadagnano nulla. Investono tempo, amore e denaro proprio. Unico interesse la salute e la sicurezza degli animali. Nei rifugi la vita di cani e gatti viene protetta e non vengono mai soppressi, se non a fronte di malattie gravi o particolarmente dolorose. I rifugi vengono gestiti da associazioni no profit che si dedicano a raccogliere animali smarriti o abbandonati, ma anche i Fido che, per una serie di ragioni, non possono più essere tenuti dai padroni.

Lo Stato, da parte sua, ha istituito, con la legge 14 agosto 1991 n. 281, un fondo per la tutela del benessere e per la lotta all’abbandono degli animali da compagnia. Le disponibilità del fondo vengono ripartite dal Ministro, con proprio decreto, annualmente tra le Regioni, che poi le assegnano ai Comuni.  

Per il nostro territorio, il riferimento è il canile consortile “Sogni Felici di via Martiri delle Foibe a Vaiano Cremasco (https://www.facebook.com/CanileSogniFelici/). La struttura è gestita dai volontari dell’associazione “Sogni felici”, che ha dato il nome al canile. Opera con la supervisione e sotto la responsabilità del veterinario Laura Gatti, affiancata dal marito Angelo Bettinelli.  La loro pagina Facebook è https://www.facebook.com/AssociazioneCinofilaSogniFelici.

I primi dati sull’estate da poco iniziata sono allarmanti e preoccupanti. A maggio, in un paio di settimane, sono arrivati a Vaiano otto animali. Dall’inizio di giugno altri 21. Una media di uno al giorno. Se proseguisse con questo triste ritmo, insorgerebbero problemi di capienza della struttura. Fortunatamente, anche la campagna di adozioni promossa tramite Social dai volontari sta dando frutti incoraggianti, evitando il sovraffollamento della struttura, assicurando al cane una nuova vita ed una nuova famiglia.

Con la fine delle restrizioni, molte persone sentivano l’esigenza di uscire, viaggiare, andare in vacanza e c’è anche meno attenzione ai cani. Se si tratta di animali che magari girano liberi in un cortile o in altri spazi privati, a volte vengono lasciati soli a lungo e dunque tendono a scappare. La motivazione principali, purtroppo, è l’abbandono. Molto spesso, l’assenza del microchip, rende praticamente impossibile rintracciare i proprietari, che andrebbero anche incontro a una sanzione, nel caso in cui non si presentassero a riprendersi l’animale.

La campagna di adozione, grazie all’incessante attività dei volontari ed al buon cuore di altri cremaschi ha risultati incoraggianti, ma ci sono anche cani che sono nella struttura di Vaiano da parecchi mesi, se non da anni. Alcuni, purtroppo, hanno subìto maltrattamenti, presentano dunque paure che li rendono difficilmente adottabili. Per aiutarli a superare il trauma, i volontari dell’Associazione li portano a fare passeggiate quotidiane nell’area di sgambamento e cure speciali. Ma non sempre risolutive. Le foto dei cani in adozione strappano il cuore. Cuore ben diverso da coloro che li hanno maltrattati e abbandonati.