CHI SONO I PERSONAGGI FAMOSI CHE ADORANO E PROMUOVONO IL TORTELLO CREMASCO IN ITALIA E NEL MONDO. INCREDIBILE, MA VERO!

10 Luglio 2021 Di Renato Crotti

(Prima parte)

Sono numerosi, famosi e autorevoli gli “ambasciatori” del Tortello cremasco in Italia e nel mondo. Più di quanti si possa immaginare. Hanno in comune, ovviamente, le origini cremasche. Oppure l’essere stati iniziati al piatto cremasco per antonomasia da amici e conoscenti. Della passione per il tortello non solo non ne fanno mistero, ma, anzi, lo consigliano e propongono a colleghi, amici, conoscenti. Pure nelle interviste ne parlano.

Un impensabile estimatore è Beppe Sala, sindaco di Milano. Meneghino di nascita, è cresciuto a Varedo, in Brianza. La madre, Stefania Beretta, scomparsa a 89 anni l’agosto dello scorso anno, era nativa del Cremasco. Il sindaco Sala a più riprese ha ricordato che il giorno di Natale il piatto principe sulla tavola era il Tortello cremasco, preparato e cucinato ad arte da mamma Stefania. La riprova è che, ancora oggi, lo apprezza.

Dalla politica al giornalismo. Nativo di Crema, vissuto a Pandino (dove nacque la mamma, mentre il padre era nativo di Ricengo), trascorreva stabilmente l’estate dai nonni a Palazzo Pignano. É Emilio Carelli, attualmente parlamentare, con alle spalle una brillante carriera giornalistica, dalla conduzione del TG5 (in coppia con Cesara Buonamici), alla creazione, da zero, di SKYTG24, di cui è stato a lungo direttore. “Da bambino, due o tre giorni prima della Sagra del paese, davo una mano alla nonna a preparare gli impasti ed il ripieno dei tortelli. Come premio potevo poi mangiare il ripieno che avanzava” ricordava con nostalgia Emilio nell’intervista per il mio libro “Cremaschi, strana gente”. Sono un piatto molto particolare, che non concede vie di mezzo: o piacciono, oppure no. Chi li apprezza, però, non può che farne una scorpacciata. Infatti, anche quando mi sono poi trasferito altrove per lavoro, almeno un paio di volte l’anno tornavo in zona per salutare i parenti e mangiare i tortelli!”. Resta memorabile il “fuori onda” durante una pausa del TG5, poi ripreso da “Paperissima”, in cui Emilio Carelli spiega alla collega Cesara Buonamici la caratteristica del piatto della sua terra, esaltandone la bontà.

Pochi probabilmente sanno che anche in Israele il tortello cremasco non è affatto uno sconosciuto. Lo conferma Marcello Pezzetti, (nativo di Vaiano Cremasco), già direttore dal 2008 al 2015 della Fondazione Museo della Shoah. É professore presso l’Università di studi sulla Shoah situata presso il museo della Shoah “Yad Vashem” di Gerusalemme, nonché portavoce per l’Italia della Task force internazionale per la didattica della Shoah in Europa. Ha fornito consulenza storica presso la Rai e Mediaset e per famosi registi. Uno su tutti: Steven Spielberg, Determinante il suo ruolo per i documentari sulla Shoah, oltre che per film come “Schindler’s List”, “La vita è bella” e il più recente “My Father” di Egidio Eronico. “I tortelli sono un piatto con un rapporto tra dolce e salato fantastico” afferma convinto, “e il regno dei veri tortelli era il negozio di Amilcare Cazzamalli (per l’articolo su Cazzamalli vedi il link: https://www.renatocrotti.it/2021/07/01/amilcare-cazzamalli-il-custode-del-tortello-cremasco-ecco-la-vera-ricetta-per-prepararlo-e-la-storia-della-sua-mitica-drogheria-a-crema-canzone-sul-mostaccino-compresa/ ). Li ho fatti assaggiare anche al direttore del Museo dell’ex campo di concentramento di Auschwitz e gli sono piaciuti moltissimo, anche perché il ripieno richiama alcuni sapori della cultura ebraica”.

C’era poi chi i tortelli cremaschi se li sognava durante il suo infinito peregrinare per il mondo a bordo di una Vespa: Giorgino Bettinelli (1955-2008), (il ricorso su di lui al link: https://www.renatocrotti.it/2021/05/24/buon-compleanno-vespa-ricordando-il-nostro-mitico-giorgio-bettinelli/  ). Con grande sincerità mi confessò molti anni fa in un’intervista: “Dai tortelli cremaschi al cibo africano, lo ammetto, ho fatto un bel salto. In giro per il mondo a volte saltavo il pasto, oppure mangiavo autentiche schifezze, dalle scimmie ai caimani. I tortelli me li sognavo pure la notte!”. (Fine prima parte)