IL PERSONAGGIO: MANUEL GIMARI, IL “RISTORATORE DANDY” INNAMORATO DELL’OSTERIA. E MAESTRO DEL GIN TONIC

10 Luglio 2021 Di Renato Crotti

DI STEFANO MAURI

Ѐ un nostalgico dell’atmosfera delle osterie di campagna. Anche se l’età non lo lascerebbe sospettare. L’ha ripensata e rivista in chiave moderna. Lui è lodigiano di Codogno, ma ormai cremasco d’adozione.  E già questo, è un merito!

Stante la febbre calcistica per gli Europei in circolo, Manuel Gimari potrebbe esser definito un “fantasista del bancone”. Barman innovatore, nel rispetto della tradizione e delle regole professionali. Appassionato, creativo, propositivo, ha attuato la sua filosofia enogastronomica in quel di Montodine alla Osteria La Torre. Il nome è mutuato dalla vicina torre quadrata e con uno sviluppo in altezza di cinque piani di palazzo Benvenuti, nel cui complesso è stata incorporata nel Seicento. Grazie al lavoro attento e meditato, nel volgere di pochi anni il suo locale è diventato la meta preferita anche da molti Vip cremaschi, lodigiani e milanesi, che si trovano gomito a gomito con coppie o i giovani del paese. Come accadeva all’osteria, appunto.  

Manuel, novello oste padano, accoglie con un sorriso nel suo locale. Pare scontato, ma spesso, altrove, non è così. Tavoli in legno e sedie impagliate e menù spiegato a voce (volendo c’è anche la carta scritta, ovviamente). Cordialità frutto anche della giovanile passione per il rock (suonava la chitarra) e informalità ricercata (che gli è valsa l’appellativo di “Oste Dandy) nell’abbigliamento. L’articolo non è l’occasione per uno spot sul locale (non ne ha bisogno), ma per conoscere da vicino Manuel al tavolino che si affaccia sulla piazza di Montodine, all’ombra della chiesa parrocchiale retta da don Emilio Luppo.    

Il tuo vino preferito? “Il “Cremes” di Gaja, rosso piemontese ottenuto da uve Dolcetto e Pinot Nero”.

Il cocktail?Mi piacciano tutti. L’importante è che siano fatti bene, a regola d’arte. Il vodka sour piccante e aromatizzato ai fiori di sambuco, tuttavia, ha un posticino di rilievo nel mio pantheon gustativo”.

Il piatto preferito? “Sarà scontato o banale, ma sono sincero: la Carbonara”.

É vero che hai giocato nella Cremonese? “Sì nelle giovanili, giocavo dietro le punte. Poi son passato alla punta al forno!”

Qual è il segreto che porta così tanta gente, molta non cremasca, sin qui a Montodine al tuo locale?Forse perché cerco di ricreare, con tutti i mieli limiti, l’atmosfera tipica delle vecchie osterie padane. Tanti provano a riproporre questi locali: io lo faccio a modo mio, cercando soprattutto di coniugare un doveroso rapporto qualità/prezzo, potendo contare sull’abilità dello chef, con una location che credo renda piacevole sedersi a tavola, mettendo il cliente a proprio agio”. 

Quante tipologie di Gin hai per preparare i tuoi famosissimi Gin Tonic? “Ne alterno sempre 25, per farli conoscere e soddisfare I gusti di tutti”.

Particolare non indifferente: in pochi preparano, con tale perizia il Gin Tonic, col blocco unico di ghiaccio nel bicchiere e, la cascata di acqua tonica (sempre d’autore) che scende nel bicchiere per gravità.

E la tua cantina? Quante etichette ospita?Ad oggi, un’ottantina. In crescita. Mi piace assaggiare i vini che propongo. Comprare una lista da un venditore sarebbe sin troppo facile, ma poco rispettoso, secondo me, del cliente”.

Da addetti ai lavori e wine lover quale sei: vini da consigliare e abbinare ai Tortelli Cremaschi?Per andare sul classico, direi Gutturnio o Lambrusco. Volendo sperimentare, consiglierei di provare il Renosu della cantina sarda Dettori, ottenuto da uve Cannonau, Monica e Pascale”.

Il tuo sogno nel cassetto?Che i miei due figli crescano bene e da grandi riescano a fare ciò che desiderano e siano felici”.

La Cremonese, per cui fai il tifo, che vino potrebbe essere? “Un Dolcetto. Ce ne sono di ottimi e di incompiuti”

E il Milan, l’altra squadra per cui fai il tifo, enologicamente parlando a cosa lo assimili?  “Un Barolo”.

Oste Dandy, ma anche rockettaro. Giusto? Verissimo. Suonavo la chitarra e amo la musica. Ho collaborato, talvolta, con l’emittente Bang Bang Radio. Adoro il Rock”.

Come procede dopo la riapertura?L’importante era ricominciare. Ora dobbiamo soltanto aspettare, lavorare e … sorridere senza lamentarci sempre. E ai clienti dico; mi raccomando, rispettate le regole, vaccino e mascherina, ma uscite di casa”.