TUTTI I NUMERI DEL TURISMO A CREMA E IN PROVINCIA DOPO IL TRACOLLO DEL 2020. PER CREMA RESTANO ALCUNE CARENZE DA AFFRONTARE. SUBITO

12 Luglio 2021 Di Renato Crotti

Il settore turistico italiano, l’anno scorso ha lasciato sul campo di battaglia qualcosa come 27 miliardi di euro. Le previsioni ed i primi dati del 2021 paiono indicare una decisa ripresa, frutto delle nuove sicurezze date appunto dalle vaccinazioni, il Green Pass, la gran voglia di normalità e quindi anche di vacanze. Variante Delta, permettendo.

Secondo l’ultimo report sfornato dal Centro studi turistici per Assoturismo, l’estate italiana 2021 vedrà 33 milioni di arrivi e 140 milioni di pernottamenti, solo nelle strutture ricettive “ufficiali”, un incremento del +20,8% sul 2020 e un fatturato complessivo di 12,8 miliardi di euro, numeri ancora distanti da quelli del 2019, ma pur sempre inimmaginabili fino a poche settimane fa. E si rivedrebbero, poco alla volta, anche gli stranieri: le stime indicano un +24,1%, per un totale di 34,8 milioni di presenze, circa 6,7 milioni in più rispetto allo scorso anno (65,8 milioni in meno del 2019, quando avevano raggiunto il record di 100 milioni), in probabile salita grazie all’entrata in vigore dei Green pass.

In provincia di Cremona, stante l’assenza di mari e monti, la situazione, pur se non appare così rosea. I dati del 2020 forniti poche settimane fa dall’Ufficio Statistica della Provincia di Cremona sono una doccia gelata. Prevedibile. Il confronto fra le tre aree della provincia mostra però che è la zona cremasca è quella che sembra aver sofferto di meno il calo di arrivi e pernottamenti. Nell’area cremonese si è registrata una diminuzione degli arrivi del 61% e dei pernottamenti del 50%. Nel cremasco una diminuzione del 56% per gli arrivi e del 43% per i pernottamenti.

Nel dettaglio, gli arrivi del 2020, pari a 87.055, sono diminuiti rispetto all’anno prima del 62% (-141.223) ed i pernottamenti, pari a 194.583, del 50% (-196.855). I mesi in cui si sono registrati più arrivi e pernottamenti non sono stati, come gli scorsi anni, quelli primaverili e autunnali, ma i mesi di ottobre e di gennaio.

La maggior parte dei clienti registrati nelle strutture ricettive erano di nazionalità italiana (82%) e solo in minima parte straniera (18%). Rispetto al 2019, a fronte di una diminuzione complessiva degli arrivi del 62%, i clienti italiani sono diminuiti del 50% (-72.447) e quelli stranieri dell’82% (-68.776).

Esaminando la sola città di Crema le percentuali sono peggiori rispetto alla provincia: -71% di arrivi e -64% di pernottamenti. I mesi con più arrivi e pernottamenti sono stati quelli di gennaio e febbraio, i mesi prima della pandemia, a cui seguono settembre e ottobre. I giorni di permanenza media sono stati 2,9 ed in particolare 2,6 per gli italiani e 3,8 per gli stranieri.

Consistenza delle strutture ricettive di Crema:

Nel dicembre 2019 le strutture ricettive di Crema sono 35 e rappresentano il 13% del totale provinciale. Le strutture alberghiere sono 3 e quelle extra-alberghiere 32. I posti letto sono 379, pari al 10% del totale provinciale, la maggior parte dei quali si trova nelle strutture extra alberghiere (200). Le camere sono 198, il 10% del totale provinciale. E con solo 379 posti letti, non si va molto distante.

Per quanto riguarda i clienti italiani, la maggior parte proviene dalla Lombardia (48%) e a seguire dall’Emilia Romagna (10%), dal Veneto (9%) e dal Piemonte (7%), a conferma di un turismo di prossimità.

I Musei:

A completamento dell’analisi dei flussi turistici sono indicati anche i dati relativi all’indagine sugli ingressi ai musei,  

Tra i Comuni considerati, Cremona è il Comune col maggior numero di visitatori. Nel 2019 i cinque musei della città hanno totalizzato 138.295 ingressi, il 64% del totale provinciale, in crescita rispetto all’anno precedente dell’8%.

Seguono il Comune di Soncino con 35.892 ingressi, il 16% del totale provinciale, in aumento rispetto al 2018 del 15% e il Comune di Crema con 15.198 ingressi, il 7% del totale provinciale, in aumento rispetto al 2018 del 55%.

Il museo che ha registrato il maggior numero di visitatori è stato il Museo del Violino con 72.698 ingressi, seguito dai Musei della Rocca e della Stampa di Soncino, per un totale di 31.289 ingressi, dal Museo civico di storia naturale di Cremona, con 29.240 ingressi e dal Museo civico “Ala Ponzone” di Cremona, con 18.795 ingressi. Nonostante un netto miglioramento negli ingressi, frutto dell’inteso e positivo lavoro svolto, il dato di Crema non brilla. Ampi sono i margini di crescita.

In provincia di Cremona la permanenza media, ovvero, la durata media dei soggiorni dei clienti nelle strutture ricettive (pernottamenti/arrivi) nel 2020 è stata di 2,2 giorni (precisamente 2,2 giorni per gli italiani e 2,5 per gli stranieri), dopo che, per tre anni consecutivi, è stata di 1,7 giorni.

Tra le iniziative già attivate, da gennaio 2021è attivo  www.turismocrema.it, il primo sito di promozione turistica di Crema e del territorio che si propone come punto di riferimento per promuovere e comunicare città e territorio nell’ambito di una solida operazione di destination marketing, con anche un capillare presenza Social.