ALESSANDRO BASTONI, DA PIADENA (CR) ALLA NAZIONALE DI MANCINI. DAL CASALASCO, ALL’INTER ED AL TETTO D’EUROPA. ECCO COME C’É RIUSCITO

13 Luglio 2021 Di Renato Crotti

DI STEFANO MAURI

                                                                               Piadena, comune agreste casalasco in provincia di Cremona, non è famoso soltanto per un caratteristico “Duo” (appunto di Piadena) musicale che fu, ma è balzata agli onori della cronaca nazionalpopolare per essere il paese natio di Alessandro Bastoni, giovane difensore dell’Inter e dalla Nazionale azzurra di Roberto Mancini neo campione d’Europa.

Cresciuto calcisticamente nell’Atalanta, (Gasperini lo fece debuttare in prima squadra in serie A il 22 gennaio 2017) Alessandro (figlio d’arte di Nicola ex calciatore della Cremonese), dopo una breve parentesi al Parma (ha imparato parecchio dal difensore portoghese Bruno Alves, suo compagno di reparto a quei tempi) è passato nell’estate 2019 all’Inter, fortemente voluto dal direttore sportivo Piero Ausilio e dall’allora coach nerazzurro Conte. Può giocare in una difesa a tre da centrale sinistro, sulla fascia mancina e in una difesa a due, il gioiellino casalasco. Mancini ad Euro 2020, complice capitan Chiellini in uno stato di forma mostruoso l’ha fatto giocare poco, ma il futuro è tutto suo: quindi Alessandro Bastoni è l’erede designato proprio di Giorgione Chiellini, anche se dal punto di vista calcistico ricorda maggiormente un altro simbolo dell’Inter: Materazzi.

Riccardo Ferri, bandiera interista (ma è vero che potrebbe tornare in nerazzurro col ruolo di team manager?), ex centrale difensivo dell’Inter e cremasco Docg, in un’intervista pescata sul web, nei confronti di Bastoni nel recente passato si è espresso così:  

Bastoni e Skriniar hanno avuto una crescita esponenziale. De Vrij ha sempre mantenuto un trend di altissimo livello. Loro due avevamo bisogno di crescere, anche perché occupano un ruolo più delicato e devono coprire più campo. In questo momento, però, penso che abbiamo una delle difese più forti in Italia e forse anche in Europa. Se mi avessi fatto questa domanda l’anno scorso, probabilmente avrei risposto che mancava un po’ di esperienza internazionale, un po’ di malizia. Cose che acquisisci solo giocando. Ora credo che la difesa dell’Inter, a cui aggiungo anche i quinti di centrocampo, sia fra le più forti di tutti i tempi. Quello che stanno facendo in queste ultime partite è straordinario. Vedo una grande disponibilità da parte di tutta la squadra nel voler aiutare la difesa. Così è tutto più facile.
Bastoni e Barella possono diventare due bandiere dell’Inter?
“Me lo auguro, perché sono due ragazzi che hanno davanti tanta strada e che possono scrivere pagine importanti per questa società. Sono due giocatori moderni, che interpretano le due fasi come pochi altri. Mi auguro che si possano blindare, e come loro altri giocatori, così da formare una mentalità e uno zoccolo duro da trasferire poi a coloro che arriveranno nel prossimo futuro”.

Antonio Conte, ex trainer dell’ultima Inter campione d’Italia, già due stagioni fa, sul difensore casalasco cremonese ha pochissimi dubbi: Bastoni lo voleva mezza Serie A ma mi sono opposto alla sua cessione. Voglio lavorarci, ho visto potenzialità fisiche e mentali, fa subito quello che gli chiedi. Sarà il futuro di questa squadra e ora è il presente: è un’alternativa importante. Ultimamente mi sto prendendo qualche rischio. Io e i compagni abbiamo fiducia in lui, schierarlo non è un problema per me”.

Appena laureatosi campione d’Europa, via social, Alessandro Bastoni, nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 luglio ha postato il suo pensiero: “Campioni d’Europa! Dopo un periodo di sofferenza per tutti, rientrare in Italia con questo trofeo ci riempie di gioia. Un ringraziamento di cuore va ai miei compagni di viaggio, un gruppo straordinario che ha reso quest’impresa ancora più speciale. Grazie a tutti voi tifosi che come sempre ci avete trascinato con la vostra travolgente passione. Un sogno che si realizza: Campioni d’Europa!” 

Chapeau Bastoni, oggi hai vinto con e per la rappresentativa italica giocando poco, ma il domani è tutto tuo.