ETTORE RICCARDI, IL CREMONESE CHE INVENTÒ IL LIEVITO “PANE DEGLI ANGELI”. DAL LATTE RITIRATO COL CARRETTO ALLA GUERRA, DALLA MALATTIA ALLA DROGHERIA

22 Luglio 2021 Di Renato Crotti

Con questo intrigante articolo, lo chef Antonio Bonetti, patron del ristorante “Bistek” di Trescore Cremasco, inizia la collaborazione con il sito www.renatocrotti.it . Un grande grazie ad Antonio. La sua professionalità e competenza lo rendono, meritatamente, lo chef storico del nostro territorio, il custode ed emblema della cucina di tradizione.

DI ANTONIO BONETTI

                                                                                         La sua confezione, una bustina azzurro cielo con gli angeli, è una delle immagini impresse nell’immaginario collettivo. Tutte le cuoche, casalinghe, pasticcieri, ristoratori, chef, lo conoscono. Ѐ il lievito per dolci “Pane degli Angeli”. Ma non tutti sanno che l’inventore è un personaggio della nostra terra: Ettore Riccardi. La storia del lievito Pane degli Angeli, infatti, è stata per buona parte (almeno sino ai primi anni Settanta) segnata dal creatore del prodotto e fondatore dell’azienda.

Nato a Cremona nel 1907, iniziò a lavorare giovanissimo, collaborando già in età scolare nel caseificio di famiglia a Cremona, passando a ritirare all’alba il latte dalle stalle a cavallo col carroccio, prima di andare a scuola. Non adattandosi all’attività del padre Albino, iniziò a lavorare a 14 anni come garzone in una drogheria, terminando gli studi grazie alle scuole “tecniche” serali.

A 18 anni (all’epoca si era maggiorenni a 21) ottenne l’emancipazione ad personam dei diritti civili e aprì una propria drogheria alla periferia di Cremona. A 23 anni si sposò con la signora Giulia Trombini.

Nel 1932 nacque la prima bustina di lievito vanigliato Pane degli Angeli. Iniziò a produrre la polvere per la lievitazione delle torte casalinghe nel retro della sua piccola e profumatissima drogheria.Nacque così, in una confezione azzurra come il cielo, la prima bustina di lievito vanigliato, di una qualità tanto elevata da diventare, in pochi anni, leader del settore.

Trasferitosi a Genova nel 1939 per vicissitudini familiari e per problemi di salute, inizialmente gestì anche in terra ligure alcuni negozi di drogheria, per dedicarsi poi esclusivamente all’attività del suo laboratorio. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, nel 1941, a causa di un bombardamento e conseguente allagamento del laboratorio, perse tutto (aveva, infatti, investito ogni sua disponibilità economica in materie prime per la produzione). Si salvò solo una macchina da scrivere.

Fu costretto, quindi, ad interrompere l’attività.

Ben presto, però, riprese caparbiamente la produzione del Pane degli Angeli. Mentre di giorno si adattava ad un modesto e duro lavoro manuale come dipendente, di sera si dedicava anima e corpo al suo prodotto, con l’aiuto della moglie e della figlia Enrica che, ancora bambina, lo aiutava a confezionare le bustine.

Una nota particolare di merito nella storia del Pane degli Angeli va certamente alla moglie del signor Riccardi, la signora Giulia, sue sono state le prime torte di prova del lievito Pane degli Angeli. Sempre e instancabilmente la signora Giulia è stata presente a fianco del marito con estremo impegno in ogni sua iniziativa fin dalla prima drogheria.

Come spesso accade nelle più belle storie imprenditoriali, dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna: e così la signora Giulia è stata silenziosa protagonista, sostenendo il marito nei momenti più difficili e pionieristici.

Il laboratorio fu trasferito due volte, sempre a Genova, a misura che l’impresa si stava espandendo, diventando un vero e proprio “stabilimento” nel 1954. Grazie al carisma del signor Riccardi il lievito Pane degli Angeli si diffuse presto in tutta Italia. Con instancabile attività, carisma ed intuito nelle scelte aziendali, iniziò a propagandare e a divulgare il lievito, partecipando alle fiere campionarie e creando un’efficiente rete di venditori.

Il 1969 fu l’anno del ricambio generazionale: il “fondatore” abbandonò nei primi anni Settanta l’attività, continuando sempre a seguirla dall’esterno con affettuosa attenzione, lasciando l’azienda PANEANGELI ormai ben avviata e segnata dalla sua forte impronta. Con un nuovo e moderno stabilimento (1978) e grazie a nuove strategie, l’azienda divenne in breve la marca più amata dai consumatori.

La ricetta per la torta:

Ingredienti

150 g burro a temperatura ambiente

150 g zucchero semolato

3 uova

1 pizzico di sale

la buccia grattugiata di 1 limone

150 g farina bianca

200 g Fecola di Patate

1 bustina di lievito Paneangeli

Sofficissima torta dal classico profumo di burro e vaniglia; è la torta del mio compleanno, la torta che anno dopo anno ritrovavo in tavola grazie alla passione di mia madre, lettrice accanita di “Cucina Italiana”, per dolci e torte, budini e “zuppa inglese”. Spesso accompagnava il “Paneangeli” con una crema pasticcera aromatizzata con liquore Strega: soave!

Il segreto per una buona riuscita di questa torta è lavorare molto bene il burro con lo zucchero. Pertanto, il burro sia morbido e lentamente mantecato a crema con l’aggiunta graduale di zucchero, senza fretta.

Aggiungere poi, una per volta, le uova, sempre lavorando a fondo, e poi la buccia grattugiata di limone e un pizzico di sale.

Impastare aggiungendo a cucchiaiate la farina mescolata e setacciata con la fecola di patate. Unire infine il lievito PANE DEGLI ANGELI.

Mettere l’impasto in una tortiera del diametro di circa 24 cm precedentemente ben imburrata con burro e farina.

Cuocere per 45-50 minuti nella parte media del forno statico preriscaldato a 190/200°.

Cospargere la torta raffreddata di zucchero al velo.