LA “SCUOLA” PER DIVENTARE GOURMET: BERE E MANGIARE DI QUALITÁ. Ѐ “VOG”, VISTA, OLFATTO, GUSTO

24 Luglio 2021 Di Renato Crotti

DI STEFANO MAURI

                                                                                         I grandi pittori della storia hanno scelto di declinare i cinque sensi raffigurandoli nelle loro tele. Luca Bandirali e Delfina Piana si sono accontentati di esaltarne tre. Per ora. Vista, olfatto e gusto. Da qui l’acronimo della associazione che hanno fondato: VOG (www.vistaolfattogusto.it).

Da molti anni ormai portano avanti la cultura enogastronomica, tanto in provincia di Cremona, quanto in Lombardia. Appassionati e convinti, determinati e professionali, fungono da “ambasciatori” delle numerose eccellenze della cultura enogastronomica.

Luca Bandirali, dopo aver di fatto conoscere e lanciato l’Ais (Associazione italiana Sommelier) lombarda di cui è stato presidente, promuovendo iniziative intelligenti e coinvolgenti, (per la prima volta a Crema e in provincia ha iniziato ad operare la scuola ufficiale per sommelier, cui hanno partecipato migliaia di giovani e non), all’insegna della cultura del bere. Bere bene, di qualità, evitando gli eccessi. Conoscendo il vino, dalla vite alla raccolta, dalla vinificazione all’invecchiamento. Tecniche gustative comprese.

La sede di “VOG” è presso l’enoteca vineria Fuoriporta (Via Matteotti 15 a Crema). “Quando saremo usciti da questa pandemia” esordisce Luca, “riprenderemo le degustazioni, le serate e gli appuntamenti Vog. La macchina si è già rimessa in moto, ma serve cautela e buon senso”.

Spiegaci come nasce e perché’ l’associazione VOG. “VOG L’Ateneo dei Gourmets è un movimento che si vuole distinguere nel mondo

contemporaneo della cultura del buon vivere. Compito principale è quello di cercare di restituire a tutto ciò che ruota intorno al cibo e al vino una identità spesso ingiustamente disconosciuta. L’obbiettivo è dare la possibilità agli appassionati di approcciarsi all’Enogastronomia in maniera estremamente dinamica ed innovativa con l’opportunità di un continuo riscontro con le proprie capacità e conoscenze, incontrandosi e confrontandosi con le migliori professionalità nel campo sia della formazione che del marketing.”

In televisione ormai non c’è canale che non proponga programmi sulla cucina o Talent Show sul tema. Giovano alla cultura enogastronomica e alla ristorazione, oppure hanno creato il cosiddetto effetto boomerang nel senso che, pur ignorando i fondamentali, pensiamo di essere tutti esperti?Smussata l’onda mediatica che vedeva protagonista assoluto il sommelier, adesso in effetti è il tempo dei cuochi e dei gourmet, ma bisogna fare molta attenzione poiché è molto, molto difficile diventare veri e formativi esperti di e in cucina. Vuoi un esempio pratico?”

Certamente.Prendiamo ad esempio il formaggio, alimento che assomiglia, o meglio, ricorda assai un analogo discorso riscontrabile anche nel vino. Ebbene i formaggi che acquistiamo in un supermercato, per carità non metto in discussione bontà e qualità sicuramente notevoli, ma per forza di cose, seguendo e secondo regole commerciali – industriali di mercato, fedeli a un validissimo rapporto qualità – prezzo, ecco hanno un gusto, pur meritevole… omologato, standardizzato, lontano anni luce da quello degli stessi prodotti cosiddetti di nicchia, quindi derivanti da piccole lavorazioni artigianali. Così assaggiare, valutare, spiegare, accompagnare, abbinare un Blu del Moncenisio di territorio, che magari non piace e soddisfa tutti, non è propriamente la stessa cosa di raccontare un formaggio uguale ma prodotto su larga scala. E comprendere queste differenze non è semplice, non è accessibile a tutti: che esperti di alimenti non ci si improvvisa, al limite si può apprendere l’arte dopo tantissimo studio e altrettanta pratica. E una simile argomentazione è estensibile al salmone.

I corsi offerti nell’ambito della vostra associazione servono soprattutto a conoscere, ad avvicinarsi al mondo dell’enogastronomia senza tanti inutili sofismi o sbaglio?Risposta esatta e stiamo ottenendo ottimi riscontri cercando di proporre vini semplici di territorio fedeli all’agricoltura naturale e biologica, prodotti da fantastici artigiani del vino”.

Che bottiglia affiancare a un bel piatto fumante di Marubini di Cremona?Un bel Lambrusco mantovano o una Malvasia frizzante emiliana”.

E col Tortello Cremasco cosa possiamo bere?Azzardate e azzardiamo un bel Prosecco di quelli però a Spago, oppure anche in questo caso una Malvasia mossa dell’Emilia”.

Dopo l’entusiasmante, lunga parentesi ai vertici dell’Ais lombarda e dopo aver fondato il circolo Vog, avete un altro sogno enogastronomico nel cassetto?Vorremmo dedicare, viste le grandi potenzialità, maggior tempo al movimento Vog. E mi raccomando, esperti non si diventa davanti alla televisione, ma attraverso studio, passione, conoscenza e pratica.

Ѐ giunto il momento di scoprire o riscoprire i vini avvincenti fatti come si facevano una volta, senza le lecite, ma condizionanti omologazioni del gusto?

“Sì, l’ho detto poc’anzi nel fare l’esempio del formaggio: l’omologazione allontana dai gusti originali e semplice dei prodotti autoctoni di territorio”.

Intanto dilaga la moda dei cosiddetti vini naturali…

“L’importante è non abusare con questa terminologia e occorre ricordare che lavorare in modo naturale non è sempre sinonimo di qualità. Produrre naturalmente essenzialmente, semplificando significa lavorare rispettando la natura, la materia prima e l’ambiente”.

L’associazione VOG in pillole:

VOG L’Ateneo dei Gourmets è un movimento che si vuole distinguere nel mondo

contemporaneo della cultura del buon vivere. Compito principale è quello di cercare di restituire a tutto ciò che ruota intorno al cibo e al vino una identità spesso ingiustamente disconosciuta.

L’obbiettivo è dare la possibilità agli appassionati di approcciarsi all’Enogastronomia in maniera estremamente dinamica ed innovativa con l’opportunità di un continuo riscontro con le proprie capacità e conoscenze, incontrandosi e confrontandosi con le migliori professionalità nel campo sia della formazione che del marketing.

La VOGphilosophie si rivelerà in ogni personaggio, tema ed evento selezionati per proporre un’esperienza unica e di grande crescita. Una struttura specifica ed articolata, sarà in grado di creare una nuova figura di più ampio respiro nel mondo del piacere della tavola: “il Gourmet”.

VOG offrirà a tutti i suoi Soci una serie di eventi paralleli per chi volesse solo sposare questa filosofia senza diventare Gourmet, in modo tale che ogni membro dell’Associazione si senta comunque protagonista e appartenente ad un movimento del quale condividere e sfruttare le opportunità offerte sia per una crescita culturale sia, perchè no, per ottenere un semplice piacere edonistico.