I CERCATORI D’ORO NEL SERIO, OGLIO E ADDA. ECCO LA LORO STORIA, I RITROVAMENTI ED I COMUNI DOVE Ѐ PIÙ PROBABILE TROVARE IL PREZIOSO METALLO

26 Luglio 2021 Di Renato Crotti

Il fiume ideale è il Ticino, ma anche Adda, Oglio, Serio non scherzano. Pure il Po se la cava non male. Sono i fiumi dove, con grande pazienza, dedizione e fatica, è possibile trovare pagliuzze d’oro nativo.

Le località interessate sono principalmente quelle lambite da questi fiumi. Ma non tutte. La corrente, la natura del fondale, la portata d’acqua, ed altri fattori influiscono nell’esito positivo della ricerca. Il fiume, soprattutto nel corso delle piene, accumula sabbie aurifere nei punti dove la corrente perde di energia, in corrispondenza di anse e rientranze denominate ‘punte’. La siccità non giova a chi cerca l’oro lungo il fiume.

Questi corsi d’acqua sono “auriferi” perché i sedimenti di questo prezioso metallo provenienti dall’arco alpino, sono stati trascinati a valle al termine delle glaciazioni e l’acqua li trascina a valle. Non si diventa certo milionari, anche se nei secoli passati, non pochi ci hanno provato ugualmente.  

Gli antichi romani lo sapevano molto bene, al punto da impiegare, come ci descrive Plinio il Vecchio, una forza lavoro pari a cinquemila schiavi per l’estrazione del prezioso metallo dai bacini fluviali della Bassa Gallia, ossia Piemonte e Lombardia.

Verso la fine dell’Ottocento, Crema e il Cremasco furono contagiati dalla febbre dell’oro lungo le rive del Serio. Lo conferma anche la ricerca che fece anni fa il Gruppo Antropologico Cremasco.

Le cronache riferiscono che le acque del fiume erano scandagliate da cercatori ai quali la famiglia dei conti Bonzi, in virtù del proprio diritto esclusivo di pesca e navigazione sul fiume Serio, concedeva a titolo gratuito il permesso di pesca dell’oro. In genere si trattava di lavoratori impiegati in altri mestieri che si occupavano della ricerca di questo metallo prezioso solo occasionalmente. Per raccogliere l’oro occorreva una tavola di pioppo sulla quale erano state praticate spesse tacche che, inclinata, costituiva il piano di lavoro. La tavola veniva ricoperta di ghiaia e vi si gettavano sopra diversi secchi d’acqua che facevano rotolare via i sassi.

La sabbia rimasta sulla tavola veniva raccolta in un grosso vaso di rame riempito di acqua alla quale veniva poi impresso un forte moto di rotazione per mezzo di un legno per separare acqua e particelle leggere dall’oro, che rimaneva quasi puro sul fondo.

Solitamente prima di queste operazioni veniva saggiata la qualità dell’acqua con una pala: si prelevava la sabbia del fiume e dopo averla lavata lentamente con dell’acqua si controllava il numero delle faville d’oro che rimanevano. Se questo numero era di quindici, venti allora ci si trovava nel posto giusto.

Le località bagnate dal Serio dove è più facile trovare “oro nativo in pagliuzze” sono: Vidolasco, Sergnano, Ricengo e Bottaiano, Pianengo, Crema città e le frazioni di Santa Maria, San Bernardino e San Michele, Madignano, Ripalta Nuova, Ripalta Arpina, Montodine, Grassobbio, Cavernago, Ghisalba, Martinengo, Cologno al Serio.

Nel secolo scorso vi fu realmente un periodo di tempo in cui si pensò che il fiume Oglio nella la nostra provincia potesse diventare un novello Eldorado. La scintilla per l’affannosa corsa all’oro partì da Genivolta. Si era nell’agosto del 1862. Un sabbiaiolo, Domenico Fiameni, osservando dei sassi sulla riva destra dell’Oglio, incappò in uno strano ciottolo giallastro che lo incuriosì. Il ritrovamento scatenò sogni di ricchezza.

In quell’anno, non meno di trecento persone lavorarono a costruire «canali di legno a sbalzi» per il lavaggio della sabbia, ad agitare le «padelle» per lo spurgo del materiale, infine a triturare nei «mortai» i sassi delle «ghiare». Nessuno divenne milionario. L’oro venne trovato, ma in minima quantità.

Le località migliori indicate dagli appassionati cercatori lungo le rive bagnate da questo fiume per trovare “oro nativo in pagliuzze sono: Torre Pallavicina, Soncino, Roccafranca, Villachiara e Acqualunga.

Il fiume Adda pare sia molto ricco di luccicanti promesse, ma gli appassionati lo considerano un «paradiso perduto» a causa del divieto di ricerca posto nel territorio del Parco dalle autorità. Le rive bagnate da queste acque sono state negli anni particolarmente generose con i ‘Cavà òr’.

Le località migliori indicate dagli appassionati cercatori lungo le rive bagnate da questo fiume per trovare “oro nativo in pagliuzze sono: Corte Palasio, Abbadia Cerreto, Credera, Cavenago d’Adda, Rivolta d’Adda, Gombito, Formigara, Pizzighettone, Crotta d’Adda, Comazzo, Merlino, Zelo Buon Persico, Galgagnano, Boffalora, Montanaso, Chiosi, Lodi, San Martino in Strada, Turano, Bertonico, Castiglione d’Adda, Camairago, Corno Vecchio,

Oggi l’oro è presente in forma di pagliuzze generalmente non più lunghe di un millimetro e la sua ricerca è un’attività faticosa. Ѐ proprio nei fiumi che possiamo trovare l’oro alluvionale, cioè l’oro che arriva dai giacimenti che stanno in montagna e che millenni di piogge hanno fatto scendere a valle attraverso i fiumi.

Il prezioso metallo si troverà sotto forma di pagliuzze d’oro, più difficilmente in pepite d’oro, ma sarà comunque un oro purissimo, chiamato ‘oro etico‘ in quanto per trovarlo non c’é bisogno di usare prodotti chimici dannosissimi per l’ambiente e per l’uomo. C’è solo bisogno di tanta fatica , sudore, esperienza , caparbietà e costanza.

Ovviamente non mancano le leggende che riguardano la presenza dell’oro.

Tra le storie più popolari resta quella che racconta della costruzione di due tombe, nell’alveo di un fiume (al riguardo le fonti sono contrastanti. Taluni sostengono si tratti del Ticino, altre del Po). In queste tombe furono deposti un re ed una regina, pare Longobardi. In particolare, si favoleggia che dalla tomba della regina fossero fuoriusciti i suoi ori spargendosi nella sabbia del fiume.

Quanto la passione di “cercatori d’oro” sia ancora viva, più per soddisfazione personale che per arricchirsi, lo dimostra il notevole successo di pubblico che ottengono le serie televisive sul tema trasmesse da Sky ed altre emittenti.