I FILM GIRATI A CREMA, NEI PAESI DEL CREMASCO ED A CREMONA DAL 1950 A OGGI. ECCO I LUOGHI ED I MONUMENTI DIVENTATI SET PER IL CINEMA

26 Luglio 2021 Di Renato Crotti

Il film “Chiamami col tuo nome” (Call Me by Your Name) realizzato e diretto da Luca Guadagnino nel 2017 e vincitore del premio Oscar è solo l’ultimo di una lunga serie di film che hanno come location Crema, il Cremasco e Cremona. Anche se il libro da cui è tratto il film è ambientato in Liguria, Guadagnino si era talmente innamorato della bellezza dei luoghi da decidere di ambientarvi il suo film.

Nel film compare piazza Duomo ed i protagonisti seduti ai tavolini esterni del bar e l’edicola poco distante. Una curiosità dal set. Mentre i due protagonisti passeggiano tra i due luoghi sopra descritti, alle spalle di Oliver si intravede un uomo intento a scegliere un giornale. Il figurante è il titolare di un ristorante di un paese del cremasco dove Luca Guadagnino, Timothée ed Armie hanno spesso cenato. La figlia del ristoratore durante il periodo delle riprese ha trascorso parecchio tempo con gli attori, introducendoli alle abitudini cremasche, così lontane dalle loro vite hollywoodiane. Indizio: il nome del ristorante è un “andirivieni”.

Nel film compaiono poi vicolo Marazzi, piazza Trento e Trieste e la facciata del San Domenico. Il Teatro è stato coinvolto nella realizzazione del film solo in fase di preproduzione poiché qui si sono svolti i provini per scritturare le comparse del film. Tale è stata l’affluenza da parte dei cremaschi che i selezionatori hanno deciso di raddoppiare le audizioni per permettere a più persone di vivere un momento hollywoodiano. 

Molti ragazzi cremaschi sono riusciti a strappare una piccola parte da figuranti, chi ha ottenuto di giocare a palla sullo sfondo della scena in villa Albergoni, chi di rimpinguare la piccola folla della scena della discoteca all’aperto (per l’occasione fu riallestito il “Cacao”, storico locale anni Ottanta di Castelleone). Altri scorci di Crema che comparivano nel film sono via Buso e palazzo Patrini-Premoli-Pozzali.

La troupe si è poi spostata nel Cremasco, ricco di scorci, boschi e fontanili ancora tutti da conoscere.  A Ricengo il laghetto dei Riflessi e villa Ghisetti-Giavarina, e a Moscazzano la storica villa Albergoni. Il custode della villa non è l’unico che ha avuto il permesso di partecipare come fortunato spettatore durante il set. Guadagnino ha voluto coinvolgere nelle riprese altre persone del posto come, ad esempio, la signora Pasquina, abile cuoca di Moscazzano, che appare in cucina mentre prepara i tortelli cremaschi. Tra le persone incluse nel progetto anche lo chef e titolare del locale ubicato alle Colombare di S. Carlo, piccola frazione di Moscazzano, il quale ha preparato il catering per la troupe durante il periodo delle riprese. Per l’occasione sono stati riaperti i saloni dell’ex ristorante del centro paese dove i tecnici e gli attori hanno potuto rifocillarsi tra una ripresa e l’altra senza doversi spostare con i mezzi.

Di grande effetto sul grande schermo sono state le scene girate presso il Fontanile Quarantina (Farinate, Capralba) che hanno reso onore a questo splendore creato da Madre Natura. Di grande effetto anche la location presso il castello di Pandino.

Il titolare dello storico locale “Bar Castello” nel quale Oliver entra per acquistare le sigarette ha vissuto in prima persona i giorni di set. È stato testimone del lavoro certosino attraverso cui lo scenografo e il set decorator hanno riportato indietro di trent’anni la piazza; con quali espedienti sono riusciti a camuffare, per esempio, un’agenzia immobiliare in una drogheria e un ufficio nella segreteria del Partito Socialista.

Il bar stesso ha subìto delle trasformazioni: il distributore automatico di sigarette posto nel dehors è stato mascherato con un cartello che reclamizza gelati e l’allestimento esterno di tavoli e sedie è stato sostituito con un allestimento dell’epoca. Nel film compare anche la piazza di Montodine, quando uno dei protagonisti sale su una corriera azzurra. Una scena ha anche come location la stazione ferroviaria di Pizzighettone.

Anche la rocca di Soncino è stata set cinematografico. L’imponete rocca sforzesca, infatti, ha richiamato l’attenzione di registi italiani e stranieri. Qui sono state realizzate alcune puntate di “Marco Visconti” lo sceneggiato televisivo italiano prodotto dalla Rai nel 1975 e diretto da Anton Giulio Majano.  Tra gli interpreti principali figuravano Raf Vallone nel ruolo di Marco Visconti, Gabriele Lavia nel ruolo di Ottorino Visconti, Pamela Villoresi nel ruolo di Bice del Balzo e Warner Bentivegna nel ruolo di Lodrisio Visconti. Nel cast anche Herbert Pagani nel ruolo di Tremacoldo, giullare e cantastorie. Tra le comparse dello sceneggiato, è presente nella prima puntata, nel ruolo di un servo dei Del Balzo, un giovane Marco Columbro.

Nel 1985 fu la volta del film “Ladyhawke” di Richard Donner (1985) con Matthew Broderick, Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer. Il film è ambientato nel XIII secolo. Il ladruncolo Philippe Gaston (detto le Rat, il Topo) riesce a fuggire dalle prigioni della fortezza di Aguillon (Aquila, nell’originale) poco prima della sua esecuzione. Durante la fuga dalla città rischia di venire nuovamente catturato dalle guardie dello spietato Vescovo ma in suo aiuto accorre l’ex capitano della guardia Etienne Navarre che, battendosi contro i suoi vecchi soldati, lo porta al sicuro. Navarre è sempre accompagnato da un bellissimo falco (che in realtà è una poiana codarossa, al quale è molto legato. Nel film si vedono in numerose scene sia la corte interna sia gli esterni del maniero soncinese.

Nel 2001 sempre Soncino protagonista nel film “Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi. La pellicola fu presentata in concorso al 54º Festival di Cannes. Narra degli ultimi giorni di vita del condottiero Giovanni delle Bande Nere, pseudonimo di Ludovico di Giovanni De’ Medici, un soldato di ventura italiano al servizio dello Stato Pontificio durante le guerre d’Italia nella prima metà del XVI secolo.

Tra i film maggiormente noti e che riscossero maggiore successo nelle sale c’è “Oh, Serafina!”, ambientato a Crema con attori Renato Pozzetto e la bellissima Dalida di Lazzaro, per la regia di Alberto Lattuada, film tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Berto.

Augusto Valle è un industriale tenero, svanito ed ecologista. Sposa per amore una sua operaia che invece ha accettato la sua proposta solo per interesse, e che ben presto provvede a farlo internare in un manicomio. A questo scopo seduce anche il sindaco che avalla l’operazione. In manicomio però Augusto non si trova affatto male, anzi trova l’anima gemella. Il manicomio è stato veramente destinato a tale funzione ed è collegato all’ex convento di Santa Maria della Croce e annessa Basilica. La villa di famiglia di Serafina è Villa San Michele a Ripalta Cremasca. La fabbrica di Pozzetto è nel paese di Palosco, in provincia di Bergamo. Il campanile dal quale si getta il padre di Augusto è quello della Chiesa di Santa Margherita a Settimo Milanese. Per le musiche del film, Fred Bongusto ottenne il Nastro d’argento alla migliore colonna sonora.

Film tipico degli anni Ottanta, un antesignano del genere “cinepanettoni” è “Occhio alla perestrojka” del 1990 diretto da Castellano e Pipolo, con protagonisti Jerry Calà e Stefano Sudriè. Due anni dopo, l’avvento della Perestrojka e la successiva spaccatura del blocco sovietico aprono le frontiere suscitando nei protagonisti reazioni diverse quando conoscono avvenenti bellezze provenienti dall’ex Urss.  Le scene girate in stazione nelle quali vedono protagonisti Filippo e Fulvio, non sono state girate come si pensi all’interno della Stazione di Crema, bensì in quella di Cremona. Nel film compaiono però alcune immagini e scorci di Crema. Da qui, l’equivoco.

Anche il film “Quella provincia maliziosa“, girato nel1975 e diretto da Gianfranco Baldanello è stato girato a Crema e nel Cremasco.

Già negli anni Cinquanta il Cremasco fu un set. Ѐ il caso de “Gli sbandati” (1955) di Francesco Maselli, girato a Ripalta Guerina e ambientato durante la Seconda guerra mondiale, È stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto una menzione speciale. È stato poi selezionato tra i 100 film italiani da salvare. Tra gli attori, Lucia Bosè, Jean-Pierre Mocky e Isa Miranda.

Anche Rivolta d’Adda è stata set di un film: “La certosa di Parma“, girato nel 1948, con la regia di Christian Jaque, tratto dall’omonimo romanzo di Stendhal. E’ emozionante rivedere alcune scene del film che mostrano luoghi rivoltani ritratti nel loro stato dell’epoca: il Ponte sull’Adda, il Viale del Ponte, il casello con la stanga per il pagamento del pedaggio e lo stesso letto del fiume – nei pressi del ponte – completamente diverso da come lo vediamo oggi.

Cochi Ponzoni, Arnoldo Foà e Valeria Solarino erano invece i protagonisti del film “La febbre” del 2005 di Alessandro D’Alatri, girato a Cremona con alcuni scorci rubati alla periferia cremasca. Il film è basato sulle critiche alla burocrazia italiana e sulla difficoltà di realizzazione dei giovani. Tra gli interpreti, Fabio Volo.

Il primo giorno d’inverno” del 2008, di Mirko Locatelli, è stato invece girato a Moscazzano. Il film venne stato presentato alla 65ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nella sezione Orizzonti.

Il magnifico teatro sociale di Soresina è stato una delle location del film “Chiedimi se sono felice”, di Aldo, Giovanni e Giacomo. Per coloro che conoscono la splendida struttura, è bastato un colpo d’occhio per riconoscerlo.

A Cremona, la piazza del Comune, la facciata della cattedrale, il Teatro Ponchielli, palazzo Fodri, Trecchi e Cattaneo hanno spesso fatto da sfondo a film/ fiction con ambientazioni d’epoca: Stradivari di Giacomo Battiato, (1988); Giuseppe Verdi di Renato Castellani, 1982; La signora delle Camelie, (2005). Oppure storie contemporanee come “La febbre” di Alessandro d’Alatri, (2005); “Violino rosso” di Francois Girard, 1998), insieme alla stazione ferroviaria (Occhio alla perestrojka di Castellano e Pipolo, 1990).

Nel 2006 il capoluogo lombardo fu scelto da Claudio Bisio per “La cura del gorilla”, film del 2006 diretto da Carlo Sigon.

Anche Pizzighettone è stata set cinematografico con il film ” Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica”, film del 1996 diretto da Lina Wertmüller, con Veronica Pivetti, Tullio Solenghi, Gene Gnocchi e Piera Degli Esposti. Inoltre, a Pizzighettone ha fatto tappa più volte anche la RAI, con la fiction Rai “Il Conte di Montecristo” dove appaiono le mura storiche.  

Sempre a Cremona, fra un paio di mesi inizieranno le riprese di un film che riguarderà la vita del liutaio Guarneri. La lavorazione si presenterà a grande respiro poiché si tratterà di una co-produzione italo- austriaca tra una casa di produzione italiana, la Italmetrofilm, e la Helios film austriaca. Il film avrà per titolo «Guarneri del Gesù»