I PAESI DEL CREMASCO CANCELLATI DALLA STORIA: ECCO QUALI ERANO E DOVE SORGEVANO. IL MISTERO SULLA LORO SCOMPARSA

5 Agosto 2021 Di Renato Crotti

DI DINO BERNARDO ZANINI

Nel territorio cremasco, durante i secoli, sono scomparsi alcuni paesi e località per una svariata serie di motivi. In alcuni casi è rimasta, ad esempio, solo una chiesa, un santuario, un quartiere a testimoniare l’antica esistenza. Altri, invece, sono scomparsi nel nulla.

Dal lavoro di ricerca negli archivi, pubblicazioni, mappe catastali, citazioni storiche, è però possibile ricostruire, in larga parte, quali sono i borghi che un tempo erano parte integrante del territorio. Eccoli.

Albinengo:

Nel 1022 compare nella forma di Albeningum, mentre nel 1192 nei documenti è riportato Albernengum. Il significato del nome deriva dalla radice tedesca bùnne, che significa palafitta, chiusa e riparo. Ipotesi assai attendibile per la vicinanza del fiume Serio. Attualmente il santuario del Binengo (nel territorio di Sergnano), edificio di culto cinquecentesco, conserva all’interno una statua policroma della Madonna e degli affreschi del pittore cremasco Aurelio Buso o Busso del XVI secolo.

Auliano:

Auliano era una località vicino a Ripalta Arpina e compare in un testamento del 1051, nel quale Raimburga monaca e, prima, vedova del defunto Guido di Rivoltella, lascia alla chiesa di Cremona, parte dei beni del marito e del figlio.

In questo documento del 1051 redatto ad Auliano, si trovano anche i nomi Silva de Sala e Prato de Sala. Ancora oggi di lato alla chiesa del Marzale, oltre la strada, c’è il campo Costa Sale o Sala e il nome Marzale è derivato da questo toponimo. Nell’Editto di Rothari la Sala era il luogo delle riunioni dei Longobardi.

Blaconia:

Blaconia era un insediamento altomedievale non lontano da Montodine. È ricordato, insieme a Moscazzano, nel 1035 in un unico documento. Ancora oggi esistono dei campi denominati le Biancogne e nel XV secolo a Crema secondo l’Historia di Crema di Pietro Terni esisteva la famiglia dei Biancogni o Bianconi.

Bordenazzo:

Nella parte retrostante della chiesa di San Ippolito a Quintano, nella regione Vapria, sinonimo di bosco, nel 1159 sorgeva Bordenazzo. L’esistenza della località è attestata da documenti del 1412 e 1509. Poi, scomparve definitivamente. Rimangono alcuni campi chiamati Bornazzo e le Bornaci.

Cantuello di Ricengo:

L’origine del nome è incerta. Sembrerebbe un piccolo cantone ed è attestato in documenti del 1200. La chiesa campestre di Santa Maria del Cantuello era sulla via Regina e fungeva da ricovero per i pellegrini e come lazzaretto per gli appestati. Fu usata nel 1873 durante l’epidemia del colera. La chiesa contiene pregevoli affreschi del XIV secolo. Attorno ad essa sorge il cimitero di Ricengo.

Castelnuovo al di quà del Serio:

Nel 1361 fuori Porta Ripalta (dopo la chiesa di San Giacomo) lungo via Teresine sorgeva Castelnuovo al di qua del Serio. Il suo territorio si allungava fino quasi a Ripalta Nuova, comprendeva il borgo di San Michele e si estendeva sino ai confini del territorio di Moscazzano. Dall’altro estremo superava la Porta di Ombriano. Scomparve dopo la costruzione del borgo di San Bartolomeo ai Morti.

Hoyano:

Hoyano era probabilmente una corte di origine romana. Si trova in un atto del 1361, dove i consoli minori della vicinia dei Poiani in Porta Ombriano, dovevano fare la manutenzione della strada di Hoyano al Platano e ai ponti verso Lodi.

Piazzano:

Piazzano era un paese sorto tra il X e XI secolo tra Castelletto (Casaletto Ceredano) e Rovereto. Intorno alla metà del 1200 venne inglobato nei domini del monastero di Cerreto. I paesi e località di Rubbiano, Asola, Campotorto, Castelletto e Passarera nel XIII secolo erano riuniti sotto la Pieve di Piazzano. Vi risiedeva anche il giudice e c’erano pure le prigioni del piccolo stato retto dall’abate di Cerreto. A Piazzano dal XIII secolo presso la chiesa di Santa Maria Assunta esisteva il convento dei Terziari regolari di San Francesco, chiuso e demolito dal senato Veneto nel 1769. Gli ultimi abitanti si dispersero nei paesi vicini e Piazzano scomparve.

San Giovanni:

A Crema fuori Porta Serio oltre il ponte sorgeva il borgo di San Giovanni. La sua chiesa è citata in un testamento del 1393. In quel luogo sorgeva la fiera del porto franco di Crema, chiamata fiera di San Michele Arcangelo nata verso il 1450 sotto il dominio veneto. Sia la chiesa che il borgo sono scomparsi.

San Sepolcro:

Fuori Porta Ombriano sulla via Romea esisteva dall’ XI secolo il borgo e la chiesa di San Sepolcro. La sua costruzione si deve ai Crociati reduci dalla Terra Santa o più probabilmente ai Templari Cremaschi, che erano i custodi del Sepolcro o Tempio di Gerusalemme. Da qui il nome di Cavalieri del Tempio o Templari. La chiesa di San Sepolcro è citata nel 1268. I parroci, però, dimoravano nella chiesa di Santa Trinità.

Il borgo di San Sepolcro venne distrutto in seguito alla costruzione delle Mura venete nel 1488, mentre la chiesa, ormai fatiscente, viene citata l’ultima volta nel 1592. Poi, non se ne trova più traccia.

(foto: TurismoCrema)