GLORIA CAPITANO, LA “REGINA” DELL’INTRATTENIMENTO CREMASCO SI RACCONTA. DAGLI ANNI DEL “RITMIA” AD OGGI

6 Agosto 2021 Di Renato Crotti

DI STEFANO MAURI

                                                                              Il titolo di “Regina della notte” cremasca se l’è guadagnato sul campo. I suoi locali hanno fatto la storia della vita notturna. Locale, ma non solo. Evocando il Ritmia di Pianengo si comprende al volo di chi si tratta: Gloria Capitano. Apripista della musica dal vivo nei locali. Talent scout di band e artisti emergenti. Aspetto non a tutti noto. La memoria è labile. Donna energica, determinata, splendida. Dentro e fuori. Ha creato e reso il “Ritmia” di Pianengo il tempio dei “live”. Non è passata inosservata la somiglianza del “Just Cavalli” di Milano con lo storico locale pianenghese.

Dal 1986 ha fatto divertire, ballare, cantare, incontrare migliaia di persone. Sul palco del suo locale sono passati Alex Baroni, i Negrita, Paola Folli, Luca Jurman, Stef Burnes, gli Agricantus, gli Skiantos, Fabio Treves, Pino Scotto, gli Statuto, i Kaos One, Aldo Giovanni e Giacomo, solo per citarne alcuni. Il “Ritmia” era sia discoteca che un discobar. Un ibrido. Unico e mitico.

Gloria, dal 2016 è alla guida del “Babar” in piazzale Rimembranze a Crema, dove un tempo sorgeva il mitico “Blitz”. Immutata la grinta, il sorriso, la voglia di lavorare. E la bellezza. L’anagrafica, per lei, non è un problema. Ѐ avanti.! Ѐ come il vino di pregio: con il passare degli anni diviene ancor migliore. Diretta, senza peli sulla lingua, vulcanica, propositiva ha attraversato indenne le mode notturne. Comprese quelle create da lei. Di notte ogni cosa assume forme più lievi, più sfumate, quasi magiche. Tutto si addolcisce e si attenua, anche le rughe del viso e quelle dell’anima. I gestori di locale sono stati duramente provati dalle chiusure causate dalla pandemia ed ora la voglia di ripartire è più forte che mai.  

Entrando al Babar si rivive l’atmosfera dei diner americani anni Cinquanta. Una scelta voluta?Esattamente. Ho subito pensato, guardando la struttura dell’edificio, tutto a vetrate e vicino proprio ad un distributore di benzina, ai tipici diner americani degli anni 50, con divanetti di pelle e grandi finestre, e quindi mi sono inventata un locale in quello stile, ma con colori da fumetto e con riferimenti ai locali californiani di quegli anni, un po’ tropicale e volutamente kitsch, ironico e giocoso, in cui la mascotte è il fenicottero rosa, che è il simbolo di quel periodo.

Da “Regina della notte” a regina 24 ore su 24: non ti manca certo la voglia di lavorare. “Dopo anni di lavoro notturno, mi sono trovata a gestire uno spazio molto grande, su tre piani e con un ampio plateatico, e la mia sfida allora è stata quella di farlo diventare un posto completo, da vivere e lavorare dalle sette di mattina fino a tarda ora, con professionalità e ricerca continue. L’obiettivo era ed è di farlo diventare un bar “serio”, al di fuori di mode o appartenenze del momento o di tendenza. Un locale che offre ogni tipo di servizio ed un bar di tutti, senza etichette, dove possa trovarsi a proprio agio tanto la famiglia quanto il ragazzino, le sciure, i fighetti. Ma anche quelli considerati “sfigati”. A me non interessano queste classificazioni. Per me ciò che conta sono la qualità del servizio che offri al tuo cliente e l’atmosfera gioiosa di un posto. Tutto il resto è contorno.

Piazzale Rimembranze è un angolo della città troppo frettolosamente adibito a parcheggio. Ha una vasta area verde, a ridosso della fontana e dei giardini pubblici. A un passo dal centro storico. Dopo la chiusura del bar Blitz, stava lentamente trasformandosi definitivamente in una semplice area di sosta per auto. Nonostante la vicinanza col parcheggio della “buca” nessuna iniziativa viene mai proposta o organizzata in questo ampio piazzale. L’apertura del “Babar”, al di là dell’attività commerciale in sé, ha contribuito alla rinascita della zona. “Ѐ diventato un posto pieno di energia e di movimento, sano, pulito, positivo, non “alla moda”, ma “oltre la moda”, molto variegato e colorato. Questa ad ora è la mia soddisfazione più grande”, commenta Gloria, “Avendo tre ampie sale a disposizione, organizziamo tantissime feste di compleanno, di laurea, di addio al celibato, per ogni esigenza e per ogni gusto. Ѐ faticoso perchè ogni mattina dalle 7, sette giorni su sette, prepariamo dalle colazioni ai pranzi, dalle merende a cena e dopo cena, grazie anche ai tre bravissimi barman”.

Qual è il tuo sogno nel cassetto? “Non ho sogni nel cassetto sinceramente, cerco di vivere il momento presente, quindi ora sono concentrata su ciò che sto facendo, cercando di farlo al meglio, anche se sono molto turbata e preoccupata per la situazione pandemica in atto.

Amo tantissimo il Babar, ma è anche un grandissimo impegno, che non avrei sopportato in 5 anni di evoluzione continua se ancora non mi divertissi a lavorare, e soprattutto se non avessi dei collaboratori davvero in gamba, in primis mia figlia Sofia, tutti bravissimi.

E da grande cosa farà Gloria Capitano?Mi piace fare troppe cose, per fortuna, quindi non so ancora bene cosa farò da grande, di sicuro so che non mi annoierò mai di sicuro”.

La giornalista e scrittrice Roberta Schira le dedico un post su facebook in occasione del lancio del “Babar”: “Post notturno per una donna della notte. Quoziente intellettivo superiore a 90, controcorrente, audace, coraggiosa, seducente, anche da ragazza quando al liceo faceva sognare i maschi tra una traduzione di Euripide e una di Cesare. Oggi, imprenditrice coraggiosa ( 20 dipendenti), brillante e visionaria e patronne di un locale, il Babar, che è tutto il mondo di una donna che ha reso reale la pura immaginazione. Troppo avanti per Crema? Forse. Brava Gloria”.

Gloria è la conferma che aveva ragione Vincent Van Gogh: “Penso spesso che la notte sia più viva e intensamente colorata del giorno”. Sintonie elettive.

L’articolo sulle discoteche e sui discobar degli anni Ottanta/Novanta al link: https://www.renatocrotti.it/2021/05/24/406/

e al link: https://www.renatocrotti.it/2021/05/26/i-discobar-di-crema-e-dintorni-degli-anni-80-90-formidabili/