L’UOMO CHE HA FATTO BALLARE E CANTARE INTERE GENERAZIONI: ANGELO ZIBETTI, DETTO L’ANGELOTTO. DALLA RUOTA AL KIT KAT, DALLO STUDIO ZETA A DISCORADIO. ECCO LA SUA INCREDIBILE STORIA. COMPRESO L’ESORDIO DI LUCIO BATTISTI

9 Agosto 2021 Di Renato Crotti

DI STEFANO MAURI

                                                                 Alzi la mano chi non si è mai sintonizzato sulle frequenze radiofoniche di Radio Zeta o Disco Radio. Oppure chi non ha mai fatto quattro salti o una puntatina con amici allo Studio Zeta o alla Ruota o al Calypso a Caravaggio. O, ancora, non ha mai almeno sentito parlare di questi storici locali da ballo per gli amanti del liscio. Ma non solo.

L’artefice di queste emozioni ed esperienze è stato Angelo Zibetti, a tutti noto come “l’Angelotto”, ideatore, fondatore e gestore di queste realtà, che ha voluto raccontare la sua avventura umana e professionale in un libro, “Una vita in musica”, raccontando aneddoti, personaggi, gioie e delusioni, narrando quegli anni, le atmosfere, includendo fotografie e testimonianze.  

Lucio Battisti ha suonato due anni per me, nel 1964 e nel 1965, a mesi alterni. Mi ricordo come fosse ieri il nostro incontro. All’epoca gestivo a Caravaggio, la sala da ballo “La Ruota” e un sabato di maggio era in programma il concerto di Dino Sarti. Purtroppo, la sua orchestra non riuscì ad arrivare in tempo e lui si dovette esibire con due suonatori recuperati all’ultimo istante. Fu un fiasco e fummo costretti a cercare un nuovo gruppo per la domenica pomeriggio e sera. Quella notte stessa, andai al night “Caprice” di Milano dove suonava il gruppo dei Campioni. Il mio amico Roberto Matano mi spiegò che da un paio di giorni aveva inserito nel gruppo un nuovo chitarrista, uno di Latina che aveva sentito suonare una sera. Era Lucio Battisti, che la sera dopo si esibì con i Campioni a Caravaggio” raccontava l’Angelotto al quotidiano “Il Giorno” in un bell’articolo alcuni anni fa.

Che tipo era Lucio?Sebbene giovanissimo, mi diede l’impressione di essere timido ed introverso, sempre solo, con quella voce in falsetto. Amava la solitudine, con atteggiamenti maniacali: a volte, pensavo si trattasse quasi di un orso dato che per lui esisteva solo la sua chitarra”. A Caravaggio, Battisti e i Campioni suonavano interi fine settimana, prima che il cantante incidesse Per una lira. “All’epoca Battisti -proseguiva Zibetti- non si presentava come cantante bensì come produttore dei Dik Dik. Due anni di sana gavetta alla “Ruota” di Caravaggio e Battisti prese la via del Festival di Sanremo e quindi della definitiva consacrazione.

In un lampo arrivarono gli anni Duemila. Precisamente un giorno di uno strano inizio del mese di maggio 2017, quando l’edizione bergamasca del “Corriere della Sera annunciava con stupore quella che era effettivamente una notizia quantomeno inaspettata: “domenica pomeriggio il mondo del ballo liscio è stato scosso da un fremito. Erano le 15.23 quando l’Angelotto, al secolo Angelo Zibetti, 81enne caravaggino figura di riferimento della musica da ballo, ha detto addio a Radio Zeta. Certo, non era più la Radio Zeta che aveva creato nel 1976 ed insieme alla discoteca Studio Zeta era sinonimo di polke e mazurche”.

A fine 2015 Zibetti aveva ceduto la storica emittente e relative frequenze al Gruppo di Rtl 102.5, che annunciò di voler modificare la programmazione musicale per raggiungere un target di pubblico più giovane. Era la fine di una storia. La trasformazione vide la risentita reazione degli aficionados del liscio, che perdevano l’unica emittente del genere musicale ascoltabile in tutto il nord Italia.

L’Angelotto però non dimenticò il suo pubblico. Non abbandonò in toto la conduzione dei programmi, per evitare “traumi musicali” agli ascoltatori. Ogni giorno, da Caravaggio raggiungeva gli studi di Cologno Monzese. Durò poco.

Stefano Dati, fotoreporter di Cassano d’Adda, sulle pagine del periodico “La Tribuna” intervistò Angelo quando scomparve suo fratello Ernesto, suo socio in affari. Diversi per carattere e per competenze. Dopo aver raccontato i difficili momenti de “La Ruota” e del “Kit kat” di Zingonia, quando i locali furono anche oggetto di attentati e atti di concorrenza sleale e illegale, Angelo ricordava la nascita del progetto “Studio Zeta” ed il fratello, cui era profondamente legato.

Venne inaugurato nel 1985. Era la discoteca più grande della Lombardia. Un binomio perfetto d’imprenditoria univa i due fratelli Zibetti, soci alla pari in tutto quello che si realizzava. “Io mi occupavo della parte artistica mentre Ernesto procedeva con quella del personale, fornitori e amministrativa. Insieme ci compensavamo, un perfetto sodalizio”.  Poi l’arrivo della radio “La radio è stata in qualche modo imposta ad Ernesto, lui non credeva affatto in ciò che all’epoca era considerato il nuovo strumento di comunicazione per la musica. Quando nel 1976 all’ultimo piano di un palazzo al centro di Treviglio ho dato il via alle trasmissioni radiofoniche, Ernesto era decisamente contrario a quell’iniziativa. Lo era a tal punto che non è mai entrato nei locali della radio anche negli anni successivi. Era fatto così, molto prudente non amava affrontare nuovi avvenimenti”.

Oggi, dove sorgeva lo Studio Zeta, si è insediato un supermercato. Radio Zeta trasmessa musica per teenagers. Della musica solare, nemmeno l‘ombra.