L’ATLETA CREMASCO PAOLO BERTONI, CAMPIONE ITALIANO DI POWERLIFTING. DALLA PARALISI INFANTILE AL PODIO, DALLA PRIMA PALESTRA APERTA IN CITTÁ AGLI ALLIEVI PRODIGIO. ECCO LA SUA BELLISSIMA STORIA. TROPPO BREVE.

10 Agosto 2021 Di Renato Crotti

DI STEFANO MAURI

                                                                               A Crema gli hanno giustamente intitolato il palazzetto dello sport di via Sinigaglia, alla luce dei meriti sportivi e dei riconoscimenti ottenuti ai massimi livelli agonistici. A parte questo, il suo nome e le sue imprese sportive, forse, oggi meriterebbero di essere ricordate con maggior convinzione, riconoscendo così il giusto e doveroso tributo all’uomo oltre che all’atleta vincitore di trofei mondiali.

Lui è Paolo Bertoni, pioniere e atleta a livello internazionale di Powerlfting, sport oggi conosciuto anche come “Alzate di Potenza”, basato sull’esecuzione di tre distinti esercizi di sollevamento: lo squat, la distensione su panca e lo stacco da terra. In Italia esistono varie federazioni di alzate di potenza, ma l’unica federazione riconosciuta a livello internazionale è la FIP/L.

Fu lui, tra le altre cose, ad aprire a Crema la prima palestra sportiva in piazza Garibaldi per professionisti e amatori del fitness, allora agli esordi. Aveva visto lontano. Il collega giornalista Gianni Fioroni conobbe e frequentò Bertoni e scrisse, dopo la sua prematura scomparsa, un toccante e veritiero articolo per ricordarlo. “Paolo Bertoni è stato l’artefice e l’ambasciatore del powerlifting a Crema e in Italia. Ci sono stati molti campioni che hanno calcato vittoriosamente le pedane di gara, però è stato lui a dare un grande e notevole impulso a questo sport, facendolo diventare popolare e con un grande seguito di atleti”.

Paolo non solo era appassionato di questo sport. Era la sua vita. Voleva farlo conoscerlo ai giovani, contagiarli con la sua passione inesauribile. Lo provano le competizioni che organizzò a Crema nel corso degli anni. Le tribune del Palazzetto del Pargoletto erano gremite di pubblico. Non solo per lo spettacolo. La simpatia di Paolo, la sua dirittura morale e onestà seppero avvicinare la massa degli sportivi ad una disciplina poco conosciuta.

Il powerlifting è uno sport che gli USA hanno lanciato nel mondo nel dopoguerra, riprendendo e codificando attività ginniche del vecchio continente. Spesso, chi non lo conosce lo confonde con il bodybuilding, gara di sviluppo muscolare, però seguendo una competizione ci si accorge della totale differenza. Nel bodybulding conta lo sviluppo e la simmetria dei muscoli e la capacità di presentarsi alla giuria e al pubblico. Nel powerlifting l’atleta combatte contro il bilanciere e vince chi solleva il peso maggiore.

“Paolo Bertoni è stato un grande preparatore e ciò viene dimostrato dal gran numero dei suoi allievi che nel corso degli anni si sono cimentati nel powerlifting e hanno vinto titoli a tutti i livelli. Bertoni aveva imparato l’ABC delle alzate di potenza leggendo riviste specializzate e usando l’intelligenza e l’istinto” ricorda Fioroni.

La dedizione, forza di volontà, senso della sfida contro sé stessi, Paolo l’aveva dovuta sperimentare nell’infanzia, quando venne colpito da una forma di paralisi infantile. Nel periodo dello sviluppo, il polpaccio mostrò postumi della malattia. Per rinforzare i muscoli atrofizzati, si avvicinò alla ginnastica con i pesi, e seguendo le indicazioni di aveva qualche conoscenza nel settore, riuscì ad attenuare il divario di potenza fra le due gambe.

Lavorando coscienziosamente, si appassionò a questi esercizi che lo irrobustivano in tutto il corpo e cominciò a valutare se ci fosse la possibilità di applicare ciò che aveva imparato, in competizioni specifiche. Conobbe così la disciplina delle alzate di potenza.

Con qualche titubanza si presentò un mattino di primavera del 1968 a Milano, dove si svolgevano i campionati Nord-Italia.“Fra lo stupore dei presenti, lo sconosciuto Bertoni sbaragliò la concorrenza nella categoria medio-massimi e nell’autunno seguente ribadì le proprie qualità, vincendo a Chiavari il suo primo titolo italiano. Era fatta: la città di Crema veniva a conoscenza che un suo figlio era campione nazionale di uno sport insolito e poco conosciuto e proprio per questo molti si avvicinarono a Bertoni per apprendere le tecniche e le difficoltà del powerlifting”.

I suoi primi allievi, dapprima presi in giro per la strana passione sportiva cui si interessavano, ora potevano vantarsi di avere un maestro di tale valore e qualità. Così l’anno seguente alcuni di loro iniziarono l’attività agonistica al fianco di Paolo, partecipando a campionati e trofei. I successi in campo nazionale stimolavano sempre un maggior numero di giovani ad intraprendere l’attività sportiva ed in pochi anni il Club Bertoni divenne la squadra più forte d’Italia e d era un punto d’onore per gli avversari, riuscire almeno una volta a superare la task force cremasca.

Gli attrezzi, prima un po’ artigianali, ma Bertoni non aveva misteri. Tutti i suoi allievi potevano chiedere informazioni, consigli, pareri ed avere diversità di vedute, avendo tutti la risposta appropriata ed i chiarimenti necessari per migliorare sempre di più”.

Grazie anche a questa apertura mentale, molti allievi decisero di tentare l’avventura personale aprendo palestre dove si insegnava e praticava il powerlifting e, per il tempo in cui continuarono a partecipare a competizioni, i nuovi allenatori colsero numerose soddisfazioni perché i loro allievi si presentavano alle gare ben addestrati ottenendo molte volte risultati di prestigio.

Poi le palestre si specializzarono in ginnastica non agonistica, abbandonando lo sport di origine. Si svolsero dei tornei interni tra palestre locali, gare di distensione su panca, sempre molto sentite dai partecipanti, però lo spirito agonistico, che fra l’altro faceva percorrere centinaia di chilometri dall’alba a notte fonda per raggiungere le località sedi di gara per misurarsi con degli avversari, è decisamente mutato.

“Fa eccezione la palestra fondata da Vittorio Venturelli in un locale di S. Maria della Croce” conclude Fioroni, “dove ha riunito un buon numero di giovani appassionati del powerlifting. Fra di loro sono emersi due atleti di livello internazionale: Arnoldo Rimoldi e Daniele Ghirardi, già campioni italiani nelle rispettive categorie. Arnoldo ha conquistato la medaglia d’oro nella prova di stacco ai campionati mondiali che si svolsero a Praga, primo oro per l’Italia. Arnoldo detiene vari record assoluti e juniores, mentre Daniele è sempre ai vertici della sua categoria”.

Commosso l’ultimo pensiero che Fioroni rivolge idealmente al campione cremasco: “sembra ieri che Paolo è mancato, eppure il suo ricordo è sempre vivissimo in tutti noi che abbiamo avuto modo di conoscerlo da vicino, sia in campo sportivo che al di fuori di questa attività. Per noi che siamo stati suoi amici è importante oltre all’aspetto sportivo anche quello commemorativo in quanto ricordiamo Paolo come una persona allegra, gioiosa, con una gran voglia di vivere, di dedicarsi alla famiglia e al suo sport per il quale ha fatto davvero tanto”.

Fonte fotografie: Federazione FIP/L