IL MISTERO DELLA VOLTA CON IL SOLE AD UNDICI RAGGI NEL SANTUARIO DEL CANTUELLO DI RICENGO. PERCHЀ UNDICI?

13 Agosto 2021 Di Renato Crotti

DI PIERLUIGI CANTONI

Nel corso dei lavori di ristrutturazione e restauro effettuati alcuni anni fa presso il santuario mariano del Cantuello a Ricengo vennero rinvenuti affreschi coperti dalla storia e dagli utilizzi che si sono succeduti negli anni. La chiesa, infatti, per la sua posizione isolata, è stata più volte utilizzata, nel corso dei secoli, come lazzaretto, ossia luogo di isolamento per gli ammalati durante le epidemie di peste e colera. L’ultima volta è avvenuto nell’estate del 1873, in occasione dello scoppio di una epidemia di colera.

Tutti i pregevoli affreschi rinvenuti sono stati oggetto di approfonditi studi che hanno consentito di risalire alla datazione e gli autori. Resta, però il mistero, sul dipinto sulla volta della sagrestia, dove sono rappresentati degli elementi piuttosto misteriosi: una luna, un sole a undici punte e un piccolo globo.

La chiesa sorgeva probabilmente su una ripa o un terrapieno “cautes” limitrofo alla zona paludosa dell’antico lago Gerundo” scrivono sul loro blog i componenti dell’Associazione Cantuello. “Fra le ipotesi sull’origine del nome vi è quella di “S. Maria del Capitello” che rispecchia la descrizione del luogo riportata nelle visite vescovili della prima metà del sec. XVII: un piccolo edificio, con annesso portico, dove era conservata un’immagine sacra. Nell’edificio veniva dato ricovero ai viandanti e si pregava per la propiziazione del raccolto e la benedizione delle attività agricole”. Questo però non spiega la simbologia dell’affresco.

Per tentare di comprendere la simbologia sottesa, è fondamentale focalizzarsi sul numero dei raggi del sole dell’affresco: 11. Tutto ciò che ci circonda, compresa la nostra esistenza, è determinato dai numeri: immaginiamo l’Universo come un’infinita sequenza di numeri, la cui combinazione genera condizioni e circostanze dell’esistere. Attraverso i numeri, nel cervello viene attivato un codice che scandisce la nostra esistenza: l’ora ci “comanda” quando andare e tornare, le date ci ricordano le ricorrenze che per noi sono importanti, determinando “quantitativamente” la nostra vita. I numeri vanno a comporre messaggi che provengono dal mondo esterno per stimolare il nostro inconscio alla comprensione.

Domenica 13 dicembre 2015, milioni di fedeli in tutto il mondo hanno seguito in diretta l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano da parte di papa Francesco in occasione del Giubileo della Misericordia.

Papa Francesco spalancò i sacri battenti precisamente alle ore 11:11, così come riportò la sala stampa vaticana. Non un minuto prima. Non un minuto dopo.

Le segrete, ma non celate, corrispondenze dell’Universo sono entrate perfettamente in connessione con questo evento mondiale. Il cammino straordinario di salvezza inizia alle ore 11:11, una numerologia che possiede una straordinaria valenza simbolica e mistica. Un caso? Niente accade per inerzia…

Qualcuno potrebbe pensare ad una coincidenza, una forzatura, una mancanza di rispetto verso un gesto altamente simbolico del Santo Padre, denso di significati. Non è così.

Infatti, 11:11 non è solo la scansione del tempo sui nostri orologi: è molto di più. Ѐ un simbolo, che contiene una forte energia spirituale. Una sequenza nella quale il numero maestro 11 costituisce il Genio. I numeri maestri sono pensati per aiutare l’uomo a raggiungere l’illuminazione, accessibile a coloro che hanno gli occhi per vedere queste energie. La sequenza 11:11 attiva dentro di noi una connessione con la Realtà superiore. È un messaggio che proviene dal mondo esterno con la funzione di metterci in comunicazione con la strada giusta: il cammino verso la via della Luce.

L’11:11 è il ponte tra la dualità e l’Unità, un messaggio che proviene dal linguaggio divino. 11:11 è un portale e quando siamo dinanzi all’11:11 apriamo un portale in noi stessi per accedere al Mondo Superiore, connettendoci con le energie divine che ci circondano.

Alle ore 11:11 la Porta Santa del Giubileo si aprì, permettendo una connessione tra gli uomini e il divino.

Il numero 11 è numero primo ed è palindromo di sè stesso, ha un valore simbolico visionario e profetico. Rappresenta l’unione del macrocosmo e del microcosmo; secondo gli Arabi attraverso l’11 era possibile raggiungere la conoscenza di Dio. In Cina, è il numero del Tao, la via del cielo e della terra, nonché di unione tra i due mondi.

La presenza del numero 11 ricorre anche nelle Sacre Scritture (ben 42 volte). Undici sono i seguaci di Gesù dopo il tradimento di Giuda e Gioachim e Zedechia hanno regnato ciascuno undici anni a Gerusalemme.

Nelle prescrizioni date da Geova a Mosé per la costruzione del santuario, Mosè deve fare undici lenzuola di pelo di capra per formare una tenda sopra la Residenza e Giuseppe, tradito dai suoi fratelli e salvatore della sua tribù, è l’undicesimo figlio di Giacobbe.

Undici è anche il numero di pianeti del nostro sistema solare menzionati nel sogno di Giuseppe. Ancora, la Vergine Maria è presente in undici stazioni sul percorso della croce. Da ultimo, la Chiesa cattolica e la Chiesa Ortodossa celebrano la Pasqua in date diverse. Ma ogni 11 anni le due date di questa festività coincidono.

Lo stesso sant’Agostino riteneva che la mente avesse il compito di rintracciare le corrispondenze matematiche dell’Universo, dove i numeri rappresentano un linguaggio divino offerto agli umani per conoscerne i segreti.

I numeri sono simboli, laddove i simboli rappresentano un sistema di decodificazione di tutte le cose. Dunque, i numeri consentono di oltrepassare le nostre barriere mentali, al di là della quale è possibile entrare in connessione con lo Spirito dentro di noi e con l’Universo. Quindi, anche al Cantuello di Ricengo. Probabilmente.