IL MEDICO CREMASCO CHE CURÒ L’ARGENTINA. FU IL PRIMO CONSOLE ITALIANO NEL PAESE SUDAMERICANO. A LUI DEDICATA UNA VIA A CONCORDIA

21 Agosto 2021 Di Renato Crotti

DI MARITA DESTI

In Argentina, nella provincia di Entre Ríos, capoluogo del dipartimento omonimo, sorge la Città di Concordia, che oggi conta una popolazione di quasi 140.000 abitanti. Ѐ la seconda cittadina della provincia per numero abitanti.

Proprio a Concordia, sin dal lontano 1913, c’è una via, (una calle come si dice in castigliano), intitolata ad un cittadino cremasco: il dottor Giacomo Coldaroli che vi arrivò quarant’ anni dopo la fondazione della città, probabilmente tra il 1870 ed il 1873.

Cosa fece Giacomo Coldaroli di così rilevante importanza da meritare l’intitolazione di una via a suo nome? Andiamo per gradi.

Innanzitutto, si sa che nacque a Crema, discendente di una famiglia illustre. G. Racchetti nella sua “Storia genealogica delle famiglie cremasche” del 1858 parla di un certo Coldaroli Girolamo che “istituì con suo testamento la Commissaria Coldaroli nella chiesa di S. Francesco, nella quale ogni primo lunedì del mese si dovesse celebrare un ufficio per Defunti in Musica”.

La famiglia è ricordata anche da F. Sforza Benvenuti che, nel suo “Dizionario Biografico Cremasco” del 1888, inserisce Coldaroli De-Musinappi Francesco tra i benefattori. Lasciò infatti tutta la sua sostanza, con testamento del 31 agosto 1619, al Monte di Pietà, gravandola del legato di una messa quotidiana che si doveva celebrare in Cattedrale.

Per ritornare a Giacomo, l’unica notizia certa relativa agli anni trascorsi a Crema è la frequenza del Ginnasio comunale della Regia Città di Crema.

Si trovano nell’Archivio della Scuola Media G. Vailati, sede del ginnasio prima dell’istituzione del Liceo classico di via Palmieri, gli elenchi degli allievi nei riassunti delle tasse scolastiche riscosse in diversi anni scolastici. Il nome di Giacomo Coldaroli, figlio di Antonio, si trova negli elenchi dal 1854/55, anno in cui frequentò la classe I, fino al 1858/59.

In quegli anni la scuola non comprendeva i tre anni successivi, corrispondenti al liceo classico che Giacomo frequentò a Lodi. Si iscrisse poi all’università e conseguì la laurea in medicina presso l’Università di Parma.

Ѐ impossibile conoscere la motivazione che spinse il giovane Giacomo a lasciare il suo Paese. Iniziava in quegli anni, dopo l’Unità d’Italia, l’esodo verso le Americhe anche dalle nostre campagne. Lo testimoniano gli elenchi dei passeggeri dei piroscafi in rotta verso il Sud America. Mi piace immaginare Giacomo Coldaroli, da poco dottore in medicina, su uno di questi piroscafi in qualità di medico di bordo, oppure posso pensare che abbia deciso di abbandonare il suo Paese per spirito d’avventura. Quasi sicuramente le condizioni economiche della famiglia non giustificano il viaggio alla ricerca di un futuro migliore.

Si può anche ipotizzare che il giovane Giacomo sia venuto a conoscenza della ricerca di medici da parte del Governo argentino ed abbia così deciso di intraprendere il viaggio come avevano già fatto altri medici italiani.

La prima testimonianza della sua presenza a Concordia è del 30 maggio 1874, data del suo matrimonio con Teresa Duttè, (argentina della provincia di Entre Rios) come si legge nel certificato di matrimonio, celebrato nella Cattedrale di S. Antonio da Padova.  Ebbero tre figli. Antonio Tomas, il primogenito, nacque nel 1875 e morì poco prima di compiere otto anni, nel 1883. Si trova ancora la sua tomba nel Cimitero Vecchio di Concordia. La secondogenita, Luisa Teresa Maria, nacque nel 1877 e Tomas Luis nel 1879.

Un nipote del figlio, di nome Tomas, è vivente ed abita a Mar del Plata, città argentina situata a circa 800 km da Concordia.

Numerose furono le attività svolte da Giacomo Coldaroli a Concordia. Fu medico legale e medico comunale. Aveva un suo ambulatorio ed era anche medico della Società di Beneficenza. Lavorò anche nell’Ospedale di Concordia che era stato inaugurato nel 1880.

Fu consigliere comunale, socio fondatore e segretario della Società Italiana di Mutuo Soccorso “La Concordia”, nata il 3 giugno del 1877. Fu anche uno degli organizzatori della prima Esposizione-Fiera di Concordia nel 1879. Nel 1878 presentò in Consiglio Comunale un progetto educativo per la creazione di una classe di educazione superiore nelle Scuole Municipali nella quale dovevano insegnare maestri abilitati nelle Scuole Normali.

Tra le sue attività di maggior prestigio vi fu il ruolo di Agente Consolare Onorario d’Italia a Concordia. Fu il primo a ricoprire tale incarico. Fu anche traduttoredal francese e dall’italiano come risulta da documenti del Tribunale di Concordia.

Morì nella sua città adottiva il 31 luglio 1913 e dopo pochi giorni il Consiglio Comunale decise di intitolare una via a questo suo figlio adottivo. Si può leggere l’Ordinanza del Consiglio Comunale di Concordia che in data 8 agosto 1913 deliberò l’intitolazione della via.

Nel 2005 a Concordia il dottor Giacomo Coldaroli è stato ricordato in una cerimonia organizzata dall’Agente Consolare italiana, dottoressa Cecilia Paratore, alla quale era presente il suo bisnipote. Per onorarlo erano state appese su alcuni pannelli della sala dell’Agenzia Consolare dove si era tenuta la cerimonia delle vecchie fotografie di Crema richieste alla nostra Pro Loco. Mi sono rallegrata riconoscendo nelle foto il nostro Torrazzo, il Duomo e la Basilica di Santa Maria della Croce. Ho pensato a Giacomo Coldaroli, benefattore sconosciuto, un volto nella storia della grande emigrazione italiana che penso sia stato giusto far conoscere proprio per capire, amare e rispettare di più tutti coloro che partirono dall’Italia in cerca di un futuro migliore.