QUANDO LE CAMPANE DI NORCIA TORNARONO A SUONARE DOPO IL TERREMOTO GRAZIE A CREMA.ECCO COSA ACCADDE NEL 2017 TRA COMMOZIONE E RICONOSCENZA

24 Agosto 2021 Di Renato Crotti

DI ROBERTO GUGLIELMI

Cinque anni fa, un violentissimo sisma, seguito da numerose scosse di assestamento, sconvolse il sudi Italia. Dall’Aquila ad Amatrice a Norcia. Fu, dopo l’Irpinia, il terremoto più violento della storia italiana.

Un anno dopo il terremoto di Norcia, superata la fase dell’intervento di urgenza ed emergenza da parte della Protezione Civile, Vigili del Fuoco e altri organi dello Stato per soccorrere le vittime ed i feriti e approntare le prime strutture emergenziali, prese avvio da Crema un’iniziativa dal valore altamente simbolico: restituire alla comunità di Norcia il suono delle campane, che il terremoto aveva trascinato nei detriti insieme ai campanili delle chiese del posto. Fu un’iniziativa del Rotary Club di Crema.

Le campane della chiesa di santa Maria Argentea di Norcia furono danneggiate dopo il terribile sisma dell’autunno 2016. Il club cittadino le recuperò e le trasportò da Norcia sino alla ditta Sabbadini di Fontanella (Bg), che si occupò della completa riparazione dei bronzi, compresa la sostituzione delle apparecchiature elettroniche e la costruzione della torre campanaria provvisoria.  

Il 4 novembre 2017, una delegazione rotariana cremasca consegnò ufficialmente la struttura e le due campane maggiori restaurate al primo cittadino di Norcia, Nicola Alemanno, alla presenza dell’arcivescovo della diocesi di Spoleto-Norcia monsignor Renato Boccardo. Giunsero anche le congratulazioni dal Ministro degli Esteri.

 “Un ulteriore anello della “catena di solidarietà” che ha fatto sì che non ci sentissimo soli” disse l’arcivescovo, mons. Renato Boccardo, prima di impartire la benedizione “Sono gesti che vanno al di là della pura vicinanza; esprimono piuttosto condivisione. Le campane sono preziosissime per una comunità: segnano il tempo, scandiscono i vari momenti della vita di una popolazione. Dunque, diventano un tassello in più verso il recupero della normalità, una normalità che è faticosa. Questo gesto diventa allora un segno di attenzione particolarmente delicato e, per questo, dico grazie a chi lo ha reso possibile dal punto di vista tecnico, economico, materiale. Grazie per questa solidarietà concreta, che diventa per noi “un’iniezione”, una spinta ad andare avanti”. Il presule ringraziò anche il vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, per l’ulteriore e concreto gesto di generosità che accompagnò l’iniziativa rotariana. (Nel link a fondo pagine l’articolo sulla storia ed i significati del rintocco delle campane).

Il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, a sua volta richiamò l’importanza delle campane: “Una comunità, per potersi definire tale, ha bisogno di ricostruirsi credendo nelle radici profonde da cui viene e trova, nei valori della storia e della tradizione, la forza per restare unita. Le campane credo siano il simbolo più importante della nostra identità, della nostra cultura, anche popolare. È stata una delle cose che abbiamo immediatamente notato nella prima domenica successiva a quella terribile del 30 ottobre: non c’era una sola campana che suonava”.

I soci del rotary cittadino misero a disposizione il proprio tempo, professionalità ed energie lavorando in modo sinergico per restituire un segno di rinascita alla comunità provata dal dolore e dalla sofferenza.

Articolo sul significato dei rintocchi delle campane al link: https://www.renatocrotti.it/2021/08/11/quando-le-campane-scandivano-la-vita-dallarrivo-della-grandine-al-temporale-dal-medico-in-paese-alla-nascita-di-un-bimbo-dallesattore-agli-avvisi-ai-lavoratori-nei-campi-fino-al/