IL RICORDO DI CARLO ALBERTO SACCHI, POETA, DOCENTE, GIORNALISTA, STUDIOSO DEL DIALETTO CREMASCO. IL 27 AGOSTO A VAIANO SERATA DEDICATA

26 Agosto 2021 Di Renato Crotti

DI ROBERTO GUGLIELMI

Venerdì 27 agosto alle 21 in villa Vanazzi (gentilmente concessa dalla parrocchia) a Vaiano Cremasco si terrà una serata in memoria del poeta dialettale e giornalista professor Carlo Alberto Sacchi nell’ambito del “Settembre Vaianese” organizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune.

Scomparso il 20 dicembre del 2019, Sacchi aveva alle spalle sin da giovane l’attività giornalistica presso Radio Video CR e radio Antenna 5, dove teneva una rubrica di poesie dialettali (vedi a fondo pagina link sulla storia di Antenna 5 ed i pionieri della radio a Crema)

Amante del cinema, materia nella quale si era laureato, era dotato di una straordinaria ironia. Collezionava soldatini, si divertiva un sacco nel decostruire componimenti poetici in francese antico, latino e italiano. Deliziosi i suoi racconti della motocicletta, del vino, della vita da bar, dove le persone erano vive e veraci. Formidabili i suoi motti di spirito, gli scherzi e le sfide, rigorosamente in dialetto cremasco, con gli amici di ogni età. Splendide le sue poesie (e già lo sento che si schermisce, ridendo, facendo un gesto con la mano e girando un po’ la testa). Carlo Alberto credeva si potesse cambiare il mondo” scriveva il giorno della sua scomparsa il collega Andrea Galvani.

“Il professore”, come veniva chiamato con rispetto, ha insegnato per molti anni presso la scuola media di Vaiano Cremasco e va riconosciuta al Comune la sensibilità per il doveroso e riconoscente ricordo organizzato in paese. Durante la serata di venerdì sarà ricordato, oltre che dalla moglie Graziella Vailati, da ex studenti ed ex colleghi attraverso la lettura di testi e di poesie scritte con gli alunni dell’epoca.

Un invito alla partecipazione è stato lanciato anche da Tino Dossena sul blog Facebook “Al salam nustrà”.

Aveva un’antica passione per il calcio, sopita con il passare degli anni” proseguiva Galvani, “voleva un gran bene a Graziella. Era innamorato della vita, della figlia Barbara e della nipote Nicole. Appassionato cultore di Leopardi, Josè Martì (Y para el cruel que me arranca / el corazon con que vivo / cardo ni ortiga cultivo / cultivo la rosa blanca), della musica di Donovan e Dylan, era la quintessenza della non violenza. Era tornato ad insegnare alle scuole medie, perchè convinto di riuscire ancora a incontrare i ragazzi nell’età della purezza, quando la scuola e la vita non erano ancora riuscite a far danni”.

È stato autore di innumerevoli saggi e pubblicazioni, alcune delicatissime e preziose: tra queste “Favole & … altre favole”, “Pasutade” poesie in dialetto di Crema, “A Bizaboghe”.

Articolo su Antenna 5 ed i pionieri della radio a Crema al link: https://www.renatocrotti.it/2021/06/12/antenna-5-i-pionieri-della-radio-a-crema-tra-vescovi-e-papi-carnevale-e-bertolina-gazzettino-musica-e-sport-microfono-ai-protagonisti-dellepoca-una-storia-unica-e-affascinante/