IL CALCIATORE CREMASCO CHE VINSE IL MONDIALE, DUE SCUDETTI E LA COPPA ITALIA. DALL’ADOZIONE AI TRIONFI. ECCO LA STORIA DI UNA LEGGENDA DEL CALCIO.

27 Agosto 2021 Di Renato Crotti

DI STEFANO MAURI

Ѐ l’unico calciatore cremasco ad esser diventato Campione del Mondo con la Nazionale di calcio. Correva l’anno 1938. Era la quarta edizione organizzata dalla Fifa e si giocò in Francia dal 3 al 19 giugno. Fu la terza edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA ogni quattro anni. E fu vinto dall’Italia.

Tra i 22 convocati c’era anche un ragazzo cremasco di 23 anni, con già una solida carriera sportiva alle spalle, nonostante la giovane età: era Renato Olmi. Centromediano.

Prima del trofeo mondiale e delle numerose vittorie a livello nazionale, Olmi si affacciò alla vita in modo difficile. Venne abbandonato dalla madre al brefotrofio di Milano dopo la sua nascita, il 12 luglio 1914. Anni duri, di grande povertà e innumerevoli ostacoli da superare per le famiglie. Lasciare un figlio era per le madri un atto di grande dolore, ma anche l’unico modo di assicurare al bimbo un futuro decente se in una famiglia regnava la miseria ed una bocca in più da sfare risultava un’impresa impossibile.

Venne affidato a una coppia cremasca e crebbe in un ambiente amorevole e sicuro, dove certo non gli mancò l’amore e l’affetto dei nuovi genitori.  

I calci al pallone in strada e all’oratorio lo contagiarono. Iniziò, infatti, la sua carriera a 15 anni in una squadra uliciana (l’ULIC era l’acronimo di Unione Libera Italiana del Calcio, nata come Federazione non dipendente dalla FIGC. Organizzò i campionati italiani di calcio giovanili di Prima, Seconda Categoria e Ragazzi dal 1917 al 1927) di Crema.

Esordì in prima divisione con l’A.C. Crema nel campionato 1930-31. Poi la serie B per due stagioni con la Cremonese e il Brescia. Nel 1937-38 fu acquistato dall’Ambrosiana-Inter. Giocava nella squadra squadra con ‘Peppin’ Meazza allenata da Armando Castellazzi, già Campione del Mondo con la nazionale nel 1934. Vinsero lo scudetto.

Il talento non passò inosservato e venne chiamato in Nazionale dove giocò tre partite partecipando ai Campionati del Mondo del 1938, in Francia. Disputò incontri importanti contro la Romania, la Germania e l’Ungheria.

Con la maglia dell’Inter conquistò anche la Coppa Italia nel ’39 e un secondo scudetto nel ’40.

Con la Juventus giocò il campionato 1941-42. Poi tornò all’Inter. Nel ’44 alla Cremonese. Infine, all’A.C. Crema che militava in B. Nel ’47 l’addio al calcio.

A Crema trovò anche l’amore. Si sposò con Giovanna Crivelli, cremasca e studentessa alla Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica. Ebbero tre figlie. Appese le scarpe al chiodo, si affermò anche come imprenditore. Morì a Crema il Crema, 15 maggio 1985.

Nel 2015 l’A.C. Crema gli dedicò la maglia numero 5 e gli intitolò la Curva Nord dello stadio Voltini di Crema. Ѐ a pieno, giusto e meritato titolo considerato la leggenda del calcio cremasco.