NEL CREMASCO IL MISTERO DELLA CHIESA ROTONDA, DI MELANIA E PINIANO E DEL RITROVAMENTO DELL’ANELLO D’ORO DI RE AGILULFO

28 Agosto 2021 Di Renato Crotti

La sua “gemella” più famosa è “Anastasis, la Basilica del S. Sepolcro di Cristo a Gerusalemme. Hanno in comune una caratteristica unica: sono entrambe chiese rotonde e di epoca alto Alto medioevale. L’edificio italiano si trova o, meglio, si trovava, a Palazzo Pignano. Ѐ il luogo dove hanno ricevuto il battesimo i primi cristiani. Quasi 1600 anni fa. La chiesa più antica del Cremasco.

Ciò che rimane della chiesa non è stato sufficiente a spiegare il motivo preciso della sua forma, chi la edificò, per quale motivo, né perché venne demolita.

A complicare l’enigma si aggiunge il ritrovamento di un anello d’oro riportante l’effige del re Longobardo Agilulfo. Parliamo del periodo intorno al V secolo. La datazione della chiesa, invece, è intorno all’anno Mille. Mezzo secolo privo di spiegazioni. Ma andiamo per gradi.

Nella parte meridionale, all’interno della Pieve di Palazzo Pignano, che risale all’XI secolo (cioè a 1000 anni fa), è possibile ammirare ciò che resta della “chiesa rotonda” costruita, come detto, alla fine del V secolo (1600 anni fa) ed oggi distrutta e in parte sepolta sotto la chiesa attuale.

Tra le strutture della chiesa rotonda e le fondamenta della Pieve sono state trovate delle tombe e dei tegoloni che appartengono a questo periodo. Da qui, la deduzione degli archeologi, che ne ipotizzano l’utilizzo durante l’inizio dell’Alto Medioevo.

L’antica chiesa rotonda aveva la forma di un cerchio con un’abside ad est ed una facciata con portico ad ovest. All’interno dell’abside, oltre al posto per l’altare, c’era anche un sedile ricoperto di cocciopesto per permettere al sacerdote di sedersi.

Dai frammenti del pavimento originale che sono sopravvissuti, si desume che il centro fosse realizzato con esagoni di marmo nero e triangoli a mosaico con tessere bianche, detto opus sectile. La fascia esterna era pavimentata con un mosaico bianco, rosso e nero. In una delle stanze della Rotonda è stata riportata alla luce una fonte battesimale, ora collocata all’esterno della Pieve.

Un’altra domanda sorge spontanea: perché una chiesa così ricca in un luogo all’epoca così isolato come Palazzo Pignano?

S. Ambrogio, vescovo di Milano nel IV secolo (quando ormai i Cristiani non erano più perseguitati), aveva chiesto con insistenza ai ricchi proprietari di terre di occuparsi della diffusione del Cristianesimo in campagna e nelle loro aziende agricole, dove la maggioranza della popolazione era ancora pagana. Ipotesi plausibile.

Ciò però non spiega né la forma tonda né la ricchezza e la cura nella realizzazione di una chiesa destinata a erudire ed evangelizzare schiavi e contadini.

Dal rinvenimento, poco distante, dei resti di una grandiosa villa romana, (di cui sono visitabili i resti, i mosaici e gli oggetti rinvenuti) si potrebbe ipotizzare che il “committente”, fosse stato Piniano Valerio Severo. Secondo una tesi, il nome Palazzo Pignano deriverebbe proprio dal romano “gens Pinnia. Era un romano di nobile famiglia, i cui antenati avevano ricoperto da tempo immemorabile cariche politiche sempre più prestigiose. Sposò Melania Valeria Massima, ultima e quindi unica erede delle immense ricchezze della sua famiglia.

I conti, però, non tornano. Nel 403, Piniano e Melania, spinti dai consigli di S. Agostino, S. Paolino di Nola e S. Gerolamo, decisero di cedere i propri beni e liberare gli schiavi. Si trasferirono poi a Gerusalemme dove costruirono dei monasteri. Qui morirono, Piniano nel 432 e Melania nel 439. I loro nomi compaiono fin dal V secolo nel Catalogo dei Santi. La Chiesa li celebra il 31 dicembre. Cedettero i propri possedimenti e le terre di Palazzo Pignano al monastero di S. Savino in Piacenza.

Quindi, non potevano esser stati loro a costruire la chiesa circolare, edificata intorno all’anno Mille.

Cosa è successo allora nel periodo compreso tra la decadenza e la rovina della villa e la costruzione della Pieve verso il 1000?

Siamo alla fine dell’età romana. Inizia il periodo dell’Alto Medioevo. Palazzo Pignano fu il centro amministrativo dell’lnsula Fulcheria, un territorio che era proprietà dei re longobardi e ricordato nei documenti fino al XIII secolo. Di quel periodo, tra il 500 e il 1000, si sa poco, ma possiamo comunque azzardare un’ipotesi.

Gli archeologi non possono stabilire con precisione quando la chiesa rotonda venne distrutta, ma è possibile che fosse ancora utilizzata durante l’inizio dell’Alto Medioevo. Lo conferma il ritrovamento di numerose tombe.

Sono state infatti ritrovate casualmente alcune tombe longobarde e un anello d’oro con impresso il nome ARICHIS che veniva utilizzato come sigillo dai rappresentanti ufficiali del re dei Longobardi. Sull’anello si trova il ritratto del re longobardo Agilulfo, che nel 603 distrusse la città di Cremona per strapparla definitivamente ai Bizantini. Lo storico cremasco Terni narra la leggenda (?) secondo la quale Agilulfo fu ospitato a Palazzo Pignano, nel luglio di quell’anno, dal signore del Cremasco, Cremete, (fondatore della città di Crema) mentre il suo esercito si dirigeva a Cremona.

Leggenda o meno, il quesito della chiesa rotonda resta irrisolto.

Fonte e fotografie: Palazzo Pignano zona archeologica; web