IL CORPO DEL “MARTIRE BAMBINO” ESPOSTO NELLA CHIESA DI SANTA TRINITA. DALLE CATACOMBE DI SANT’AGNESE SINO A CREMA. GRAZIE AD UN BARNABITA

31 Agosto 2021 Di Renato Crotti

Il corpo parrebbe quello di un giovinetto. O di un bambino. Oggetto di venerazione da parte della Chiesa. Non si può dire con esattezza per quale precisa ragione. Ѐ san Teodoro. Almeno stando alla tradizione orale ed a quanto riportato dalla dicitura posta dinanzi alla teca nella chiesa della Santissima Trinità a Crema.

Il mistero risiede nel fatto che la Chiesa Italiana venera San Teodoro di Amasea e san Teodoro di Eraclea il generale, ma anche almeno un’altra trentina di Santi che portano il nome di Teodoro.

L’iscrizione descrittiva posta nella chiesa può essere solo parzialmente di aiuto. Il testo riferisce che il corpo venne collocato a Santa Trinita nel 1822, ma fu portato a Crema nel 1761 a cura del padre barnabita Filippo Premoli, che lo asportò dalla Catacomba di Sant’Agnese in Roma.

Il corpo si trova disteso in un’urna fusa nel 1923 in occasione del centenario della traslazione. La versione maggiormente credibile è riconducibile all’usanza con cui il nome Teodoro significa “dono di Dio“, ossia il nome convenzionale e generico assegnatogli quando le sue spoglie mortali furono portate a Crema per indicare che si trattava di un giovane martire della fede.

L’indicazione relativa alla provenienza dalle Catacombe di Sant’Agnese in Roma, confermerebbe che si tratti con ogni probabilità di uno di quei numerosi “corpi santi” estratti dalle catacombe romane ed inviati alle chiese interessate. Nulla è dato sapere in questi casi circa la vita del santo, se non ciò che è scontato: l’essere un martire romano, credibilmente vissuto nei primi secoli dell’era cristiana.

La prima notizia dell’esistenza di una chiesa dedicata alla Santissima Trinità a Crema è una bolla pontificia datata 16 marzo 1095 firmata da papa Urbano II.

Vi sono elencati 133 monasteri posti sotto la giurisdizione dell’Abbazia di Cluny, cuore nevralgico dei Cavalieri del Santo Sepolcro, i Templari. Nell’elenco vi sono anche tre monasteri cremaschi: San Pietro presso Ombriano, San Pietro di Madignano ed il monastero della Santissima Trinità di Crema, tutte obbedienze del monastero di San Paolo d’Argon. Verosimilmente, la chiesa potrebbe essere sorta tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo.

La chiesa probabilmente andò distrutta (e, in seguito, ricostruita) dopo l’assedio del Barbarossa del 1159/1160: infatti, una bolla di papa Alessandro III risalente all’anno 1178 elenca le dipendenze di San Paolo d’Argon citando anche quelle non più di pertinenza, ma non vi è menzionata la Santissima Trinità.

Durante la ricostruzione della città (1185-1199) l’area in cui sorgeva la chiesa venne inclusa nell’allargamento dell’area protetta e iniziava ad essere documentata una seconda chiesa dedicata al Santo Sepolcro (non escluso in omaggio e ricordo dell’appartenenza originale a Cluny). La chiesa rappresentava un collegamento collocato esternamente alle difese, probabilmente costruita per provvedere al supporto spirituale degli abitanti residenti nella campagna appena fuori Porta Ombriano.

Dal 1462 la chiesa divenne la sede ufficiale della parrocchia in sostituzione della chiesa di San Sepolcro, mentre nel 1466 il monastero di San Paolo d’Argon fu trasformato in commenda.  

Fin dall’anno 1515 era attivo a Crema il Consorzio del Santissimo Sacramento, una confraternita che promuoveva il culto dell’Eucaristia, ma svolgeva anche ruoli amministrativi e finanziari accrescendo nel tempo di importanza, nominando al suo interno “sindaci” e “priori”.

Nel 1736 stanziarono la somma di 45.000 Lire venete per far edificare una nuova chiesa affidando il progetto all’architetto Andrea Nono. L’anno successivo iniziarono i lavori di demolizione e riedificazione. La chiesa fu terminata e consacrata nel 1740 mentre l’anno successivo fu completato il campanile. All’estrema sommità del campanile, il Redentore è sorretto da un perno che permette di girarsi secondo la direzione del vento: è in rame sbalzato con un braccio alzato, mentre l’altro sorregge vicino al corpo il globo

Nel 1822 venne depositato in Santa Trinita il corpo di San Teodoro martire. Una plausibile ipotesi prevede che nei sessant’anni intercorsi tra l’arrivo a Crema della reliquia e la collocazione nella chiesa il venerabile corpo fosse collocato o nell’antecedente chiesa o custodito dai monaci. Al riguardo, non vi sono notizie.

Da allora, il martire bambino, non ha mai più lasciato la chiesa cittadina.