LE DONNE DI CREMA RACCONTATE IN UN CLICK GRAZIE ALL’ARTE DELLA FOTOGRAFA MONICA ANTONELLI. SABATO LA MOSTRA ALLA PROLOCO. IN ATTESA DEL LIBRO

3 Settembre 2021 Di Renato Crotti

DI STEFANO MAURI

Cremasca doc, fotografa professionista specializzata nel campo del ritratto e della moda, Monica Antonelli (www.monimix.com) è anche l’ideatrice del progetto artistico “Donne di Crema” che, secondo i rumors, presto diventerà un libro.

Donne di Crema” è un progetto fotografico per mostrare le donne di una piccola cittadina e del territorio, che hanno all’interno tante splendide persone, tanto a livello lavorativo, quanto personale.

Da sabato 3 agosto presso gli spazi della Pro Loco di Crema (piazza Duomo) fino a venerdì 9, sarà esposta una selezione dei suoi “scatti” al femminile. L’inaugurazione alle ore 17. Ma non è tutto. Dal 18 settembre, presso il palazzo Zurla De Poli si terrà un’iniziativa che includerà musica e poesia. Sempre “in rosa”.

Monica ha voluto raccontare le donne della città mostrando il loro contributo nella società e la loro ricchezza a livello umano.

Questi ritratti sono stati realizzati con donne che hanno voluto mettersi in gioco davanti all’obiettivo, superando il timore della macchina fotografica e godendosi l’esperienza del ritratto fotografico. Si sono divertite, si sono raccontate e sono riuscite a vincere il disagio di essere davanti ad una fotocamera.

Ho chiesto a ciascuna partecipante di raccontarmi la propria storia e un pensiero legato alla città di Crema. Scopo del progetto è quello di raccontare le storie delle donne per mettere in luce il loro apporto alla società a livello professionale ma soprattutto umano, e raccontare Crema, la città in cui viviamo, attraverso le loro parole”.

Cos’è per te la fotografia? Ècomunicare, sognare, emozionarsi. È vivere. Fotografo praticamente da sempre, dopo gli studi al Liceo Artistico sono riuscita, attraverso lo studio, la gavetta e le applicazioni Internet, a trasformare la mia passione in una professione. Una volta avevo lo studio a Crema, la mia città, in centro storico. Ora lavoro spesso a Milano e non ho più una base fissa, mi affido all’affitto di spazi in base a dove lavoro”.

I tuoi soggetti fotografici? Mi occupo in particolare di ritratti fotografici femminili. Diciamo che gli uomini dinanzi all’obiettivo sono per così dire più “leggeri” e non hanno particolari problemi. Con una donna è diverso e complicato, perché prima di essere fotografata, la donna va indagata, devo insomma vestire i panni della psicologa: mettere il soggetto a suo agio, spogliarla delle sue barriere, rassicurare le sue insicurezze, aiutarla magari ad accettarsi, mettendo seguitamente in risalto le varie, affascinanti, meravigliose e complicate sfaccettature che compongono ogni universo femminile. Coi miei scatti, una volta sopraggiunta la sintonia, studio la donna che è dinanzi a me e scopro sempre aspetti che mi arricchiscono”.

Parliamo di “Donne di Crema”, la tua campagna fotografica che sta impazzando via social e che appunto si appresta a diventare un’esposizione e/o un libro. Non “solo” fotografie.Certamente. Racconto le donne cremasche che accettano, dopo aver preso un caffè insieme e, dopo esserci conosciute, appunto di parlare, o meglio di raccontarsi con me e in seguito di farsi fotografare. Il set fotografico vero e proprio dura al massimo un quarto d’ora, mentre la fase colloquiale è quella che mi porta via più tempo, ma è pure la parte che mi cattura e mi affascina. Scrivo personalmente i testi da allegare alle foto e, qualora emergano particolari intimi dei miei soggetti concordo con loro cosa scrivere. Conto di arrivare a quota 100 foto – interviste, per il momento sono a 72”.

Quale “Crema in rosa” esce dai tuoi fotoritratti? Sto riscoprendo una città bella, viva, propositiva e fatta da donne generose, desiderose e pronte a mettersi in gioco, in discussione e che fanno rete per collaborare e crescere”.

Come scegli i soggetti legati al tuo progetto? Ricevo sulle mie pagine social (Monimix, Monica Antonelli), sul sito internet (www.monimix.com) e sul blog (blog.monimix.com) le candidature e da lì parte tutto. Per adesso è un sogno, una suggestione su cui lavorare, ma sarebbe bello se “Donne di Crema” diventasse alla fine un libro, una raccolta di storie di donne, per donne il cui ricavato potrebbe andare a un’associazione al femminile”.