LA DINASTY DEGLI AMATRUDA, PIZZAIOLI PER NASCITA. DA MEZZO SECOLO A CREMA. FORTUNATO AMATRUDA RACCONTA LA STORIA DELLA SUA FAMIGLIA: DA TRAMONTI CON FURORE

5 Settembre 2021 Di Renato Crotti

La costiera amalfitana non è solo un luogo, ma uno stato d’animo che si tatua nella memoria. Si riflette e incarna in coloro che vi sono nati. Caratteristiche che si ritrovano in coloro che hanno nel Dna il sole, la luce, il mare, i riflessi di quella magnifica terra.

Fortunato Amatruda, è cremasco di nascita, ma ottimo ambasciatore delle caratteristiche della Costiera, che ha trasferito nel suo locale: l’Anima Romita.

Non è uno spot pubblicitario: non ne ha bisogno. È una storia umana, professionale, familiare. Da raccontare.

Figlio d’arte, con i genitori Salvatore e Anna giunti a Crema da Tramonti nel 1968, dove hanno aperto in via Dante la storica pizzeria “Luna”. Ai tempi, a Crema le pizzerie si contavano sulle dita di una mano. La lunga e stretta sala della Luna era una meta obbligata per la vera pizza napoletana. Mezzo secolo di lavoro duro. Senza ferie. Anna e Salvatore raccontano che ’era il locale da mandare avanti, i figli da crescere, il locale da mandare avanti. Sacrifici ripagati dal gradimento della clientela e dai risultati imprenditoriali ottenuti.

Da anni la “Luna” ha lasciato la storica sede di via Mazzini trasferendosi in via IV novembre. Ma Anna e Salvatore non mollano. Come nel 1968. Stessa passione, grinta, genuinità partenopea, determinazione e voglia di fare. Trasmessa ai figli.

Sono nato e cresciuto in casa di mastri pizzaioli” spiegava Fortunato (Fortu per gli amici), con orgoglio in una recente intervista a Stefano Mauri, “Ho origini napoletane e mi ricordo perfettamente la cura e la pazienza con cui i miei nonni preparavano l’impasto della pizza. Gli ingredienti erano selezionatissimi, i pomodori rigorosamente a km zero, la mozzarella scelta dal caseificio dell’amico. Io, imparando dai miei genitori, ho deciso di tornare indietro nel tempo e di riproporre quella pizza, di origine casalinga e di tradizione, fatta solo con ingredienti selezionatissimi, ma in una location moderna e, credo, innovativa”.

Prima di fare in autonomia il “grande passo”, Fortunato ha lavorato ed imparato “a bottega” dai genitori insieme alla sorella Laura, che con il marito ha riportato il “Caffè Vienna” di Crema agli antichi splendori. Anche in questo caso unendo la tradizione all’innovazione, mettendo a frutto quanto appreso alla “Luna” e seguendo l’istinto di famiglia.

Fortunato ha girato il mondo. Ha guardato, scoperto, appreso. Ha unito l’utile al dilettevole. E si è lanciato.

Avevo in testa da anni l’idea di un locale con le caratteristiche dell’Anima Romita. Mi sono reso conto che le persone pongono sempre più attenzione a quello che mangiano, escono meno e quando lo fanno ricercano l’estrema qualità.  Mi piaceva l’idea di restare legato alle mie origini e alla tradizione della mia famiglia, al contempo però volevo creare qualcosa di nuovo. Senza innovazione non ci sarebbe progresso. Così ho scelto la formula pizza, ma in chiave speciale. La pizza è da tempo prodotto di largo consumo, tutti ne mangiamo, in qualsiasi giorno, in molte varianti: nella pizzeria tradizionale, nei fast food, fatta in casa, dal panettiere.  Ci siamo anche dimenticati della vera storia della pizza e delle sue nobili origini. Ecco, io ho voluto omaggiare il prodotto per cui ci conoscono in tutto il mondo, esaltandone le qualità e tornando indietro nel tempo. Spero d’esserci riuscito”.

Il “tocco” innovativo e da accorto “padrone di casa” rivela anche dai dettagli, che si trasformano nel tempo in una caratteristica. Apprezzata. La presenza del dj set dal vivo è un valore aggiunto, che qualifica e connota. Ai “piatti” il mitico e inossidabile Antonio Comandulli, in arte “Coma”, parte della storia dell’animazione musicale cremasca.

Romita”, nella fattispecie, non identifica un concetto di solitudine e isolamento. Spiega la volontà di essere peculiari, speciali, a tratti unici. Come la costiera amalfitana.