LA “CASA DEI NANI” E LA TORRE DEL BELVEDERE NEL CREMASCO: CURIOSITÁ, ANEDDOTI E STORIA SI INTRECCIANO PER SPIEGARE LE DUE COSTRUZIONI

7 Settembre 2021 Di Renato Crotti

Biancaneve e i sette nani non c’entrano nulla, anche se, guardandola, è lecito porsi qualche domanda. Le finestre e porte di ingresso insolitamente ridotte, la tipologia della costruzione che pare sia il risultato di una serie di piccoli edifici sovrapposti l’uno all’altro, le dimensioni della casa che sembra volta ad ospitare poche o esili persone rendono ancor più corposo il dubbio. Ѐ la cosiddetta “casa dei nani”, a Ricengo.

La curiosità aumenta ulteriormente guardando la torre che sorge a distanza di pochi metri detta ‘del Belvedere’. È composta da una struttura a base quadrata dotata di balconcino in marmo, su cui s’imposta una torre ottagonale. In cima si trova una piccola loggetta con copertura a sesto acuto da cui era possibile ammirare il panorama.

La torre realizzata in mattoni con pianta quadrata e ottagonale sovrapposte, era la parte terminale di un vasto parco utilizzato anche come riserva di caccia della vicina e splendida villa “Ghisetti Giavarina”, attualmente esistente, che sorge nel centro di Ricengo. All’interno del torrione esisteva una scala interna che consentiva la salita sino in cima per poter godere della vista. Purtroppo, non c’é più traccia del giardino, trasformato in terreno agricolo.

Non esiste una spiegazione certa e condivisa sul nome e sull’origine della “casa dei nani”.

Potrebbe essere parte di un più ampio cascinale che fungeva da accessorio (ricovero attrezzi, cani da caccia, rimessa per abbigliamento), oppure un corpo agricolo riservato all’allevamento di animali da cortile di piccole e medie dimensioni. Poteva essere sia parte integrante del giardino di Villa Ghisetti Giaverina, oppure a ridosso del parco.

Una seconda tesi ipotizza che Nani fosse il nome della famiglia (forse fittavoli) che occupavano quella casa e lavoravano i campi circostanti per conto della famiglia Giavarina o, tesi meno credibile, per i discendenti della nobile famiglia veneta di Giacomo Nani.

Restano, tanto la torre quanto la casa, isolati testimoni di un passato recente e maestoso del nostro territorio e di Ricengo in particolare.