ALLA PALATA MENASCIUTTO LA CAPPELLA CHE RICORDA I MORTI DEL SERIO: ITALIANI, FRANCESI, AUSTRIACI. ECCO LA LORO TRISTE STORIA E CHI LA COSTRUÌ

11 Settembre 2021 Di Renato Crotti

Lungo la stretta strada campestre che da Ricengo conduce alla Riserva della Palata Menasciutto, sorge una Cappella commemorativa per ricordare alcuni soldati morti in guerra. Si tratta di un piccolo edificio della memoria, ricostruito nel 1855 dove prima sorgeva una cappella ben più antica. I soldati che qui vengono ricordati persero la vita ina una cruenta battaglia. Si svolse il 18 ottobre 1705.

Quali eserciti si scontrarono? Cosa accadde in battaglia? Chi sono i caduti commemorati e ricordati con la costruzione della Cappella? E perché venne edificata proprio in questo luogo? Le risposte vengono da lontano. Molto lontano.

Nel 1700, la presenza francese in Italia costituiva una continua minaccia alla sicurezza dell’Austria. Nel maggio del 1701, ancor prima di dichiarare guerra, Leopoldo I inviò il principe Eugenio di Savoia ad attraversare le Alpi per occupare il Ducato di Milano e la Lombardia. Con la forza.

Agli inizi di giugno, Eugenio di Savoia e trentamila soldati imperiali attraversarono le montagne del Veneto e il 9 luglio sconfissero il maresciallo Nicolas de Catinat de La Fauconnerie nella battaglia di Carpi. Ottenne un’ulteriore vittoria il primo settembre ai danni del successore di Catinat, il maresciallo François de Neufville de Villeroy, nella battaglia di Chiari.

Il condottiero Eugenio occupò la maggior parte dei territori del mantovano pur non ricevendo gli attesi aiuti da Vienna. Ciò che lo costrinse ad adottare tattiche non convenzionali. Il primo febbraio 1702 attaccò il quartier generale francese a Cremona. Per giungere al quartier generale ci furono cruenti e sanguinosi scontri lungo l’Adda, il Serio ed il Po. L’attacco fallì, ma Villeroy finì catturato, costringendo quindi i francesi a ritirarsi oltre l’Adda.

I Borboni avevano ancora il possesso del Ducato di Milano, ma gli austriaci avevano dimostrato di essere in grado di battersi per i propri interessi, fornendo gli argomenti necessari per un’alleanza con Inghilterra e Repubblica delle Sette Province Unite.

Dove oggi sorge la Cappella (in paese a Ricengo è intitolata anche una via ai Caduti del Serio) e nelle aree circostanti fino a Cremona persero la vita migliaia di soldati. Nessuno sa quanti siano stati. Nessuno conosce i loro nomi. Solo la pietà umana e la volontà di ricordare il loro gesto è assegnato a questa piccola cappella, carica di significati. Per i defunti. E per il futuro.