GLI “ALBERI NOTEVOLI” STORICI DEL CREMASCO: ECCO DOVE E QUALI SONO E COME RICONOSCERLI. SONO I MONUMENTI CREATI DALLA NATURA

17 Settembre 2021 Di Renato Crotti

DI ROBERTO GUGLIELMI

                                                                             Sono monumenti a tutti gli effetti. Con tanto di elenco stilato dal Ministero che li individua in base a precise e tassative caratteristiche previste dalla legge. A differenza dei monumenti propriamente intesi, questi non sono stati costruiti dall’uomo. Ci ha pensato Madre Natura. Sono gli “alberi monumentali”.

Il numero complessivo di alberi o sistemi omogenei di alberi iscritti nell’ultimo Elenco 2020, (integrato dalle nuove iscrizioni e dedotte le variazioni rilevate connesse alla perdita, di esemplari per morte naturale o abbattimento o perdita dei requisiti a causa dell’elevato deperimento strutturale e fisiologico a livello nazionale) ha inserito 3.662 alberi definibili “monumentali”. (Fonte ministero delle Politiche Agricole)

La Lombardia è ricca di questi vecchi giganti: la regione, infatti, vanta le specie arboree più diverse. Anche perché, i boschi lombardi sono molto vari: sono infatti formati da ben 194 tipi di foresta, raggruppati in 16 categorie forestali (faggeti, castagneti, querceti, lariceti, robineti, aceri-frassineti…).  

Sempre secondo il più recente censimento eseguito dal Mipaaf (il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo), le piante con carattere di monumentalità in Lombardia sono 188. Erano 262, ma gli anni passano anche per gli alberi. La gran parte sono in ambiente urbano.

Il numero più significativo di esemplari si trova nelle province di Milano (33), Varese (28) e Como (17). Forse quello più celebrato è il pioppo bianco in Campo Ferro, Strada Brignolo, a Voghera (Pv), passato alla storia come l’albero della ‘Piccola vedetta lombarda’, narrato nel libro Cuore di Edmondo De Amicis, che è vicino ai 200 anni. (Fonte Lombardia Notizia 25/05/2021).

Secondo gli elenchi ufficiali, sembrerebbe che Cremona e Lodi, non ne possiedano più. Sono morti? In parte, si. Ma c’è dell’altro. Anche in provincia di Cremona esistono alberi di alto valore ambientale, storico, naturalistico, ma non compaiono nell’elenco perché non hanno al 100% i requisiti indicati dalla legge. Non per questo sono alberi di minor pregio. Vengono parimenti tutelati.

La nuova legge è molto restrittiva, ecco perché nel nostro territorio pur esistendo alberi di gran pregio, parrebbero non comparire nell’elenco ministeriale.

Per venire classificato come “monumentale” un albero deve infatti soddisfare criteri diversi: può essere antichissimo o di dimensioni enormi – caratteristiche che senz’altro ne fanno vecchi patriarchi della natura – può altresì emergere per il suo vigore, la morfologia, il portamento. O ancora, rappresentare autorevolmente una specie botanica rara. Ma può anche trattarsi di esemplari di importanza antropologica, storici testimoni di eventi unici, sopravvissuti a più cicli di vita umana, o ancora, protagonisti di meravigliosi paesaggi naturali e dimora di alcune specie animali.

La conferma che il territorio cremasco presenti alberi di notevole importanza giunge anche da un precedente elenco stilato nel 2005 dalla Provincia di Cremona, prima dell’entrata in vigore della legge che poneva requisiti maggiormente restrittivi.

Vediamone alcuni, inserendo poi in calce all’articolo l’elenco completo risultante dal censimento 2005 della Provincia degli “alberi notevoli”. Non me ne vogliano i lettori se non compaiono citati alcuni alberi maestosi del proprio comune. Mi sono limitato a riportare gli elenchi del rilevamento locale e dell’ultimo rilevamento regionale e ministeriale. Nulla di più.

Nei giardini pubblici di Crema, ad esempio, già in lontananza si vede un albero sopravanzare di molto tutti gli altri. È un Cipresso Calvo ultracentenario, alto più di trenta metri, col tronco dalla circonferenza di circa sei metri. Vicino a lui ce ne sono altri e, lungo il piccolo corso d’acqua davanti a loro, spuntano gli pneumatofori, come nanetti di legno, che servono per respirare meglio nei terreni intrisi d’acqua. Oltre il fossatello ci sono due bei Ginkgo Biloba, dalle foglie a ventaglio, col tronco parzialmente rivestito di muschio e con circonferenza intorno ai cinque metri.

Due alberi di notevole importanza sono anche catalogati uno all’interno di palazzo Pozzali in piazza Premoli a Crema, l’altro in via Piacenza all’altezza del civico 56. Idem per alcune essenze pregevoli al parco Bonaldi ed a Vergonzana.

A Pandino, nel giardino del Santuario del Tommasone, vicino alla statua seduta c’è un Gelso Bianco di circa 200 anni, col tronco dalla circonferenza di un metro e mezzo circa. Fuori dalla recinzione, sul bordo della strada c’è un bel Carpine Bianco col tronco a calice. La sua età può essere vicina a quella del gelso.

A Vailate, all’interno del cancello della scuola elementare c’è uno Spino di Giuda (o di Cristo), Gleditsia triacanthos, molto bello, con un tronco di circa due metri di circonferenza e un’altezza di 15. Questo albero spinoso del nord America ha foglie simili alle acacie e fiori gialli, che diventano baccelli dalla polpa dolce.

A Soncino, nel parco Tinazzo, si trova uno dei più grandi e begli Ippocastani immaginabili. Tronco dalla circonferenza di cinque metri circa, alto circa 35, con 200 anni di età. Vicino a lui un Bagolaro poco più basso, con il tronco di uguale circonferenza. C’è anche un vecchio Glicine dai rami lasciati liberi e molti begli alberi di pregio, in un ambiente piacevolissimo, di ex parco privato diventato bosco.

Venendo da Cremona, presa la strada ad angolo retto che porta a Pizzighettone dopo un chilometro, sul lato destro della strada dove c’è la cascina Massimo, c’è un Pioppo Nero col tronco dalla circonferenza di circa 4,5 m e la possibile età di 80 anni. I pioppi crescono rapidamente e diventano alti a causa della molta acqua che assorbono con le loro foglie triangolari. Sempre a Pizzighettone, nei presso di Cascina Palazzo c’è un vecchio Cedro del Libano.

Tra le specie più rappresentative ci sono cedri (del Libano, dell’Himalaya e dell’Atlante), platani, ippocastani, bagolari, una sughera e tre sequoie. Spesso sono tutti alberi pluricentenari. Ecco l’elenco degli “alberi notevoli”:

Agnadello  

Salix alba, ex Consorzio S. Francesco

Alnus glutinosa, bosco del Tormo

Capergnanica     

Liriodendron tulipifera, villa De Grazia

Dyospiros lotus, villa De Grazia

Taxodium distichum, villa De Grazia

Platanus x hybrida, villa Marazzi

Fagus sylvatica, villa Marazzi

Thuja occidentalis, villa Marazzi

Castelleone

Quercus robur, C.na Feniletto

Crema:      

Carpinus betulus, Vergonzana

Fagus sylvatico, Giardino Pubblico

Pinus nigra, Giardino Pubblico

Liquidambar styraciflua, Giardino Pubblico

Platanus x hybrida, Giardino Pubblico

Aesculus hippocastanum, Giardino Pubblico

Quercus robur, Giardino Pubblico

Ginkgo biloba, Giardino Pubblico

Taxus baccata, Giardino Pubblico

Celtis australis, Giardino Pubblico

Tilia x europea, Giardino Pubblico

Castanea sativa, Parco Bonaldi

Celtis australis, Parco Bonaldi

Quercus robur, Parco Bonaldi

Taxus baccata, Parco Bonaldi

Cedrus deodara, Parco Bonaldi

Fagus sylvatica, Parco Bonaldi

Magnolia grandiflora, Parco Bonaldi

Dyospiros caki, Parco Bonaldi

Magnolia grandiflora, Vergonzana

Taxus baccata, Vergonzana

Quercus robur, Vergonzana

Acer campestre, Vergonzana

Ulmus minor, Vergonzana

Magnolia grandiflora, Vergonzana

Buxus sempervirens, Vergonzana

Tilia x europea, Vergonzana

Fagus sylvatica, Vergonzana

Magnolia grandiflora, Ca’ delle Mosche

Tilia x europea, Ca’ delle Mosche

Tilia x europea, Ca’ delle Mosche

Acer saccharinum, Ca’ delle Mosche

Cedrus deodara             

Quercus rubra, Ombriano

Partenocissus quinquefolia, Ombriano

Quercus robur, Ombriano

Quercus rubra, Ombriano

Carpinus betulus, Ombriano

Quercus robur, S. Bartolomeo

Platanus x hybrida , S. Bartolomeo

Taxus baccata, S. Bartolomeo

Magnolia grandiflora, S. Maria della Croce

Corylus avellana, S. Bernardino

Dovera       

Taxodium distichum, villa Oldrini

Genivolta   

Celtis australis, C.na Montirone

Gleditsia triachantos, scuola materna

Platanus x hybrida , c.na Bosco

Montodine 

Tilia x europea, Boccaserio

Populus canescens , Boccaserio

Aesculus hippocastanum, Bocaserio

Pinus strobus, Boccaserio

Populus canescens, Boccaserio

Populus canescens , Boccaserio

Quercus robur, Boccaserio

Pterocarya fraxinifolia, Boccaserio

Quercus robur, Boccaserio

Quercus robur, Boccaserio

Moscazzano        

Sophora japonica, villa Albergoni

Moscazzano Pinus ponderosa, villa Albergoni

Palazzo Pignano 

Cedrus libani, C.ne Gandini

Taxus baccata, C.ne Gandini

Pandino     

Carpinus betulus, Santuario del Tommasone

Ulmus minor, Gradella

Pizzighettone       

Populus nigra, C.na Pirolo III

Quercus robur, Bosco Marez

Cedrus libani, Regona

Sophora japonica, Regona

Ulmus minor, Regona

Platanus x hybrida, Regona

Populus nigra, c.na Ceradello

Populus alba, c.na Ceradello

Salix alba   

Ricengo     

Platanus x hybrida, Bottaiano

Catalpa bignonioides, Bottaiano

Taxodium distichum

Quercus robur, Baita

Quercus robur

Alnus glutinosa

Platanus x hybrida , laghetto ex Brambilla

Populus nigra

Morus alba, c.na Podereto

Quercus robur, Portici

Platanus x hybrida, Portici

Quercus robur, Castello

Fagus sylvatica, Castello

Platanus x hybrida, Castello

Cornus mas, Castello

Quercus robur, Castello

Sophora japonica, Castello

Ripalta Cremasca         

Populus nigra, S. Michele

Acer pseudoplatanus, Ripalta Nuova

Libocedrus decurrens, Ripalta Nuova

Cedrus libani, Ripalta Nuova

Taxus baccata, Ripalta Nuova

Quercus robur, S. Michele cascina Caselle

Rivolta d’Adda   

Cedrus libani, cimitero

Populus nigra, Parco zoo della preistoria

Populus alba, Parco zoo della preistoria

Sergnano   

Quercus robur

Populus nigra

Populus nigra       

Populus nigra

Ulmus minor, Trezzolasco

Populus nigra, Trezzolasco

Populus nigra, Trezzolasco

Populus nigra       

Morus alba

Platanus x hybrida         

Quercus robur, Gavazzoli di sopra

Acer campestre, Gavazzoli di sopra

Ulmus minor, Gavazzoli di sopra

Ulmus minor, Gavazzoli di sopra

Dyospiros lotus, Gavazzoli

Soncino      

Vitis vinifera, Gallignano

Cedrus libani, Gallignano

Tilia x europea, Gallignano

Quercus robur, Tinazzo

Populus nigra, Tinazzo

Morus alba

Populus nigra, Lame

Aesculus hippocastanum, C.na Tinazzo

Fagus sylvatica, C.na Tinazzo

Celtis australis, C.na Tinazzo

Quercus robur, C.na Tinazzo

Celtis australis, C.na Tinazzo

Wisteria sinensis, C.na Tinazzo

Magnolia grandiflora, C.na Tinazzo

Pinus nigra, C.na Tinazzo

Taxus baccata, C.na Tinazzo

Zelkova carpinifolia, C.na Tinazzo

Pterocarya fraxinifolia, C.na Tinazzo

Sophora japonica, C.na Tinazzo

Celtis australis, C.na Tinazzo

Populus nigra, C.na S. Michele

Quercus robur, Villacampagna

Populus alba, Villacampagna

Ticengo      

Tilia x europea

Torlino Vimercati         

Lagerstroemia indica, villa Marazzi

Magnolia grandiflora, villa Marazzi

Celtis australis, villa Marazzi

Acer campestre, villa Marazzi

Celtis occidentalis, villa Marazzi

Carpinus betulus, villa Marazzi

Liriodendron tulipifera, villa Marazzi

Tilia tomentosa, villa Marazzi

Quercus robur,  Marazzi

Vaiano Cremasco

Quercus robur, villa Vimercati-Sanseverino

Taxodium distichum, villa Vimercati Sanseverino

Vailate       

Gleditsia triachantos, scuola elementare

Fonte;

Regione Lombardia, Provincia di Cremona, web,